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Piercing, le tendenze per l'estate. L'intervista: "Come sono diventato lesbian body piercer"

Se la crisi ci ha portato a fare molte rinunce, come è noto noi italiani non trascuriamo di certo come ci presentiamo. E per essere "belli", specialmente in vista della stagione estiva, è una corsa anche a tatuaggi e piercing

Tra i mestieri che ancora “tirano” ci sono quelli collegati alla cura di sé stessi, al corpo. Infatti, se la crisi ci ha portato a fare molte rinunce, come è noto noi italiani non trascuriamo di certo come ci presentiamo. E per essere “belli”, specialmente in vista della stagione estiva, è una corsa - oltre che a diete e attività sportive - anche a tatuaggi e piercing. Una moda che è nata già diversi anni fa e che continua a prosperare.

Antonio, piercer cesenate di 30 anni, in arte 'Silent' che opera professionalmente a Forlì e a Bologna, cavalca quest'onda e già guarda al futuro. Un futuro che ad ora sembra lontano, come i microchip sottocutanei. Importanti nel suo lavoro, anche le cosiddette “subculture”: capire e interpretare i gusti, le esigenze e i desideri di queste persone comporta spesso un successo di nicchia per il piercer. Antonio, quasi per scherzo, è diventato una sorta di riferimento locale del “lesbian body piercer”...

Prima di tutto, Antonio, in base alla tua esperienza, chi è che si fa i piercing oggi?
E' un pubblico che, come nel caso dei tatuaggi, si è molto generalizzato. Piercing e tattoo vanno sempre più a braccetto. Normalmente si fanno i piercing ragazzi dai 16 ai 23-24 anni. Ma è trasversale anche alle altre fasce di età: ho avuto un cliente che mi ha chiesto un piercing addirittura a 72 anni!”.

Cosa va di moda quest'anno?
“Quest'anno viene molto richiesto l'hip surface. E' la moda del momento: un piercing in titanio per le donne, da vedere appena sopra lo slip. Adattissimo al costume da bagno in spiaggia”.

Moltissimi mestieri “classici” stanno subendo, come è noto, una forte crisi. Invece chi, come te, ha fatto un percorso di specializzazione in comparti di nicchia, come i piercing, prospera. E' così?
“E' stato un percorso di preparazione non facile ed ora opero da sei anni nel settore. Sono free-lance e collaboro al 'Velvet tatoo' di Forlì e al 'Fine Gentleman tattoo' di Bologna. Quest'attività ha attirato l'attenzione anche da Modena, Bologna e Ravenna. Sì, è un'attività che mi gratifica molto. Poi da cosa nasce cosa ed ora potrei quasi dire, scherzando, che sono anche un 'lesbian body piercer'...”

Cos'è un lesbian body piercer?
“Tutto è nato da un piercing fatto ad una shop manager di Bologna, che è gay. Evidentemente col passaparola, ad un certo punto mi sono ritrovato diverse clienti lesbiche. E scherzando, la shop manager di Bologna mi ha detto che ormai mi ero specializzato nel “forare” (così si dice in gergo fare il piercing, ndr) molte lesbiche. Le lesbiche, come tutte le “minoranze” o “subculture”, o come le vogliamo chiamare poco importa, tendono ad escludersi dagli operatori più generalisti. E quindi sapere che c'è qualcuno di specializzato, un po' per curiosità, un po' per gioco, sono più invogliate a farsi un piercing. Resta comunque una piccola parte della mia attività..."

E, per curiosità nostra, quali piercing amano le donne gay?
“In generale gli stessi delle altre donne! Qualcuna chiede posti del corpo un po' nascosti! In ogni caso mi riservo sempre di non farlo se non ritengo il piercing appropriato, magari per motivi fisici o di salute della cliente”.

A volte si legge e si parla di novità futuribili come i microchip sottocutanei..
“Sì, anche quello è lavoro del piercer. In Svezia ci sono già chip applicati sotto la cute della mano che sostituiscono il badge del lavoro: per intenderci invece di strisciare il badge per tutte le varie operazioni al lavoro si avvicina la mano ad un lettore. Può sembrare lontanissimo dalla nostra realtà, ma c'è già chi nelle grandi città ci sta pensando. In America con questi microchip si fanno molte cose: ci si può mettere la propria scheda sanitaria, per rendere più efficace un eventuale soccorso, si possono mettere dati per operazioni bancarie e pagamenti. La tua mano si trasforma nel bancomat. In generale fare tutto ciò che si può fare con la tecnologia NFC. Credo che tra 5 o 10 anni anche in Italia saremo pronti, ed io ci sto già guardando”.

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