Piazza della Libertà, Confcommercio: "Il silenzio del Comune non è democrazia"

Dice Patrignani: "Ognuno è responsabile delle proprie azioni e può scegliere la strategia del silenzio, la tattica del silenzio, lo stile del silenzio, che però sono atteggiamenti non esattamente parenti stretti della democrazia"

Sui progetti di piazza della Libertà, la “strategia del silenzio” è una strada inaccettabile: lo sentenzia Corrado Augusto Patrignani, presidente Confcommercio cesenate. Dice Patrignani: “Ognuno è responsabile delle proprie azioni e può scegliere la strategia del silenzio, la tattica del silenzio, lo stile del silenzio, che però sono atteggiamenti non esattamente parenti stretti della democrazia, come ci insegnarono già i greci quando la fondarono radunandosi in piazza, nell'agorà, a discutere. Anche la politica è nata proprio lì e non crediamo che il silenzio di chi si sottrae al confronto c'azzecchi con chi la politica la pratica, a tutti i livelli”.

Ed ancora: “Chi tace non acconsente né dissente: semplicemente si rende assente. Il silenzio è sempre una ritirata e una fuga, quando ci si barrica dentro sfuggendo al dibattito, l'esatto contrario delle promesse dispensate in campagna elettorali, quando tutti i candidati e i partiti, solo qualche mese fa, si dissero aperti al dialogo e pronti a recepire le istanze della cittadinanza”.

Confcommercio cesenate questa settimana di fa promotrice di un confronto con il Vox populi sul futuro del centro storico e di piazza della Libertà, che si terrà giovedì sera alle 21.15 a Teleromagna (con capigruppo consiliari, presidente comitato civico contro la chiusura del parcheggio, ex ad Società Parcheggi). Commenta Patrignani: “Il nostro è un contributo a comprendere le ragioni di chi è favorevole e di chi è contrario alla chiusura del parcheggio di piazza della Libertà e un'occasione per discutere su altri interventi per lanciare il centro storico. Noi romagnoli amiamo la discussione anche vivace, in cui si esprime la propria posizione, la si argomenta, si ascolta quella altrui, magari si prova a confutarla o si accetta che l'interlocutore confuti la tua, pronti - questo è sempre sintomo di intelligenza e laicità a cambiare idea, se si viene convinti della maggiore veridicità di un'altra opinione”.

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Quindi la critica nei confronti del Comune: “E' per questo che ci spiace - non siamo feriti, ma spiaciuti sì - che anche a questo nuovo confronto, dopo quello del 15 gennaio al salone di Palazzo Ghini, il capogruppo consiliare del Pd abbia declinato l'invito, sottraendosi al confronto e alla discussione. Egli stesso, il sindaco Lucchi e gli assessori Dionigi e Miserocchi avevano fatto la stessa cosa il 15 gennaio a palazzo Ghini. Invitati alla nostra tavola rotonda hanno presenziato ma senza proferire verbo salvo il giorno dopo scrivere un comunicato in cui criticavano l'iniziativa. Atteggiamento, in realtà, poco elegante”.

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