Piazza della Libertà, il comitato: "La chiusura è il contrario della democrazia"

"I cesenati non sono sudditi: ignorare oltre 7.000 cittadini , tutte le associazioni di categoria e tutti gli esercenti del centro mi sembra francamente l'esatto contrario di democrazia": è quanto rimarca Marco Giangrandi, presidente del Comitato civico

"I cesenati non sono sudditi ma cittadini con doveri e diritti: ignorare oltre 7.000 cittadini , tutte le associazioni di categoria e tutti gli esercenti del centro mi sembra francamente l'esatto contrario di democrazia": è quanto rimarca Marco Giangrandi, presidente del Comitato civico di Piazza della Libertà, il comitato di residenti e negozianti che chiedono al Comune di mantenere una forma di sosta nella piazza, sia a raso (annullando quindi il progetto di pedonalizzazione), sia sotterraneo (e quindi modificando il progetto).

La reazione arriva in risposta all'annuncio del sindaco Paolo Lucchi della data di chiusura del parcheggio, vale a dire gli ultimi giorni di settembre, per allestire Saporìe e poi senza riaprire alle auto, verso il cantiere. Commenta Giangrandi: "Leggo con sconcerto che l'assessore Dionigi ci definisce coloro che sono per le auto e contro la gente: trovo queste affermazioni offensive e denigratorie. Non voglio pensare che dopo tanto parlare ancora l'amministrazione non abbia capito che non siamo contro gli eventi e non amiamo come tutti una città male organizzata e senza visione globale .Il Comitato ,visto in ottica di democrazia partecipata , dovrebbe essere percepito come un patrimonio, d'altronde siamo coloro che si preoccupano delle persone quali fruitori del centro e delle persone che nel centro hanno la loro attività' principale".

"Se nasce un comitato con questi scopi significa che chi avrebbe dovuto occuparsi di queste cose non lo ha fatto e ritengo scorretto cercare di svilire il lavoro svolto per la gente e non per le auto. Ribadisco ancora una volta: il comitato non e' contro le manifestazioni di alcun tipo , nel corso delle quali alcune attività' lavorano di più (bar-ristoranti), altri di meno e altri ancora, la maggior parte, nulla. In ogni caso anche coloro che lavorano di meno ritengono gli eventi una importante vetrina pubblicitaria per i loro prodotti, quello che abbiamo sempre detto essere sbagliato (dati alla mano) e' la chiusura del parcheggio principale del centro nei giorni precedenti ed in quelli successivi alla fiera che provoca un crollo rilevante del fatturato in quanto le persone evitano di raggiungere il centro per indisponibilità del parcheggio. Queste esperienze ci danno il polso di ciò che accadrà chiudendo definitivamente questa area di sosta senza avere trovato una valida alternativa. Abbiamo fatto presente questa situazione ormai allo sfinimento ma è chiaro che non v'è peggior sordo di chi non vuole sentire".

L'11 maggio si terrà un incontro con l'Amministrazione su questo tema. Conclude Giangrandi: "Abbiamo preparato anche proposte per cercare di ammortizzare un danno sempre più prossimo e inevitabile .Ci auguriamo che anche i sordi comincino a sentire e che la campagna di non ascolto promossa dall'amministrazione , che ad oggi sembra trasformata più una voglia di mostrare i muscoli , si trasformi in un dialogo vero".

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