Centro storico, è il giorno del corteo di protesta: "Lotteremo anche dopo l'apertura del cantiere"

Nel pomeriggio di oggi giovedì il comitato chiama a raccolta quanti più cittadini per un corteo che vuole mostrare dissenso nei confronti del progetto e chiede una revisione dei piani del Comune sul centro storico

Marco Giangrandi (Foto Davide Sapone)

Nuova mobilitazione del comitato “Centro Anch’io”, formatosi sulla spinosa questione della chiusura di piazza della Libertà alla sosta delle auto. Nel pomeriggio di oggi giovedì il comitato chiama a raccolta quanti più cittadini per un corteo che vuole mostrare dissenso nei confronti del progetto e chiede una revisione dei piani del Comune sul centro storico.

Insomma, a meno di un mese dall'avvio del cantiere il comitato che anima la protesta  non si rassegna ed anzi rilancia. La manifestazione si tiene dalle ore 18 in Piazza della Libertà per poi partire alle 18.30 e proseguire verso il Comune, nel momento in cui si tiene il Consiglio Comunale. Si replica quindi la protesta che venne organizzata alcuni mesi fa. Questa volta a “guidare” il corteo sarà “Tana Boia”, il coreografico personaggio incappucciato vestito da boia che è diventato un’icona della protesta, in quanto le politiche del Comune condurrebbero alla morte – secondo i contestatori – del centro storico cesenate.

A spiegare le ragioni della protesta è Marco Giangrandi, animatore del comitato di commercianti e residenti che ha raccolto 7.432 firme di cittadini contro il progetto di chiusura e pedonalizzazione di piazza della Libertà e che oggi marcia fino sotto le finestre del Consiglio Comunale.

Giangrandi, ha senso protestare a meno di un mese dall’avvio del cantiere? Non è veramente poco probabile una retromarcia all’ultimo del Comune?
“Prima di tutto, se ci credi lo fai fino alla fine. Inoltre noi continueremo anche dopo l’avvio dei lavori perché il problema non è solo piazza della Libertà. Il nostro comitato è passato alla fase che possiamo definire “2.0”, chiediamo di collaborare con “Zona A” e abbiamo progetti e idee per tutto il centro. Non siamo contro la pedonalizzazione in sé. Il problema non è il parcheggio, questo è solo la goccia che fa traboccare il vaso. La questione è la mancanza di una “governance” del centro. Col parcheggio ci sono comunque dei problemi, che non ci sarebbero se ci fosse una strategia per la parte storica della città”.

Quindi cosa chiedete?
“Un tavolo operativo per dare un governo al centro, con un city manager che faccia camminare poi i progetti e le scelte. Formule come la “cabina di regia” non servono a niente. C’è uno studio di Iscom, pagato 70mila euro e lasciato in un cassetto, che dice quello che diciamo noi. Il sindaco commissiona degli studi e poi non li utilizza, è evidente che non c’è volontà politica di governo del centro. Ci batteremo fino alla fine del mandato del sindaco”.

Quando fate le vostre proposte nonsiete ascoltati?
“Non veniamo mai coinvolti, ma solo ascoltati. Ma non abbiamo bisogno di qualcuno che ci ascolti e basta come uno psicologo”.

Si è detto che certe vostre forme di protesta hanno avuto toni esagerati, togliendo così di credibilità ad una battaglia legittima, per esempio quando si è fatto un murales sul Muro di Berlino…
 “Prima di tutto nessuno ha voluto fare delle offese. Siamo un gruppo di persone autonome e qualcuno, a livello individuale, ha sfruttato una vacanza a Berlino per manifestare con questa forma di dissenso. L’intento era e resta quello di esprimere un concetto generale: che certe scelte dell’amministrazione comunale alzano delle barriere, dei muri con la cittadinanza, che quindi esprime malumore”.

Come lo vede il centro di Cesena oggi? E’ veramente così degradato?
“Il centro lo vedo come un padre vede un figlio: cerca sempre il meglio per lui. Ora il nostro centro è uno dei più belli della Romagna, per questo dobbiamo lavorare per i prossimi anni. Bisogna però essere in grado di fare dell’autocritica: impossibile non vedere che c’è uno spopolamento progressivo, sia di residenti che di uffici perché c’è difficoltà ad accedervi. Dall’altra parte aumenta sempre di più la densità di extracomunitari, mentre, senza avercela con gli extracomunitari, vorremmo che il centro fosse vissuto prima di tutto dai cesenati. In certe zone il degrado è visibile, per esempio nelle gallerie che sono oggi abbandonate. Abbiamo a Cesena la facoltà di Architettura, per esempio proponiamo a questi studenti di intervenire, chissà che non arrivi qualche buona idea”.

Che effetto avrà la chiusura del parcheggio sulle attività commerciali e artigianali della zona?
“Ho fatto un mio sondaggio e questi lavori porteranno alla moria di almeno il 20% delle attività economiche”.

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