Piazza Bufalini, il Comitato in difesa degli alberi: "Trasparenza sul voto online"

"Ribadiamo con forza la richiesta esplicita di rendere disponibili i tracciati richiesti per le verifiche statistiche di sospetta irregolarità", evidenziano

Il "Comitato Salviamo gli Alberi della Malatestiana" interviene sul progetto di riqualificazione di Piazza Bufalini, chiedendo trasparenza per il voto online: l'unico modo, viene sostenuto, "è poter disporre, al termine della votazione, del “tracciato record” informatico delle votazioni espresse, depurato dalle sole informazioni sensibili, comprendenti IP, data esatta di voto, votazione espressa. Ribadiamo un concetto elementare: non vi può essere alcuna garanzia di trasparenza sui voti raccolti senza poter analizzare i registri informatici post-voto, così come velleitario diventa l’invito dell’amministrazione comunale di “denunciare irregolarità di voto” senza riscontri oggettivi sui voti realmente espressi. Chiedere reale trasparenza non è mancanza di fiducia nelle istituzioni. E' a nostro avviso interesse delle stesse agire affinché sia verificabile l’assenza di “facili” manipolazioni, come le famigerate “truppe cammellate” inevitabilmente mobilitate in questi casi".

"Purtroppo, la modalità semplificata della consultazione che è stata scelta, a detta del sindaco Lucchi necessaria per facilitare l’accesso al voto, consente facili manipolazioni, anche al di là della volontà stessa dell'Amministrazione, la più comune delle quali consiste nell’utilizzo di elenchi di codici fiscali per introdurre voti fittizi. E’ interesse stesso di chi governa una città avere garanzie piene sullo svolgimento del voto. Pertanto ribadiamo con forza la richiesta esplicita di rendere disponibili i tracciati richiesti per le verifiche statistiche di sospetta irregolarità. E per queste finalità, chiediamo supporto e aiuto amministrativo ai consiglieri comunali di opposizione - concludono dal Comitato -. In caso di non rispondenza a questa elementare richiesta di trasparenza, risulterà evidente come il voto online sia stato pensato e organizzato al solo scopo di “ammantare di democrazia” una decisione in realtà già presa, rendendo di fatto questo “referendum” senza alcun valore, persino se vincesse la seconda proposta, quella migliorativa che ci auspichiamo".

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