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Cronaca

Serre colme di quintali di marijuana: in manette l'aiutante dell'agricoltore

Un altro arresto per la vicenda dell'azienda agricola convertita in una colossale piantagione di marijuana, che è stata distrutta all'inceneritore

Un altro arresto per la vicenda dell'azienda agricola convertita in una colossale piantagione di marijuana a Sala di Cesenatico. L'attività investigativa del Commissariato di Polizia di Cesena ha permesso di identificare quello che i detective ritengono fosse l'aiutante dell'agricoltore finito in manette lo scorso 23 gennaio. Non un lavoratore "subalterno", ma un vero e proprio collaboratore consapevole di quanto veniva fatto nella defilata fattoria della pianura cesenate, tanto da aver partecipato a diverse fasi della produzione e della lavorazione della "maria".

Gli agenti dell'Anticrimine hanno così eseguito nella mattinata di martedì un ordine di custodia cautelare nei confronti di Stefano Margheritini, 43 anni di Cesenatico, provvedimento richiesto dalla Procura della Repubblica e concesso dal Gip del Tribunale di Forlì. Anche per Margheritini l'accusa è di produzione, lavorazione e spaccio di grosse quantità di sostanze stupefacenti.

Il lavoro della Polizia, intanto, non è finito. Si punta in particolare al livello superiore. E' impensabile che un agricoltore si sia impegnato in una tale produzione di massa senza avere un committente che avrebbe poi garantito lo smercio della droga. Per questo ora la caccia è aperta ai grossisti che poi distribuivano la droga per una capillare attività al dettaglio.

In totale, al lordo è stato sequestrato stupefacente per circa 800 chili, in gran parte nelle serre. Si tratta delle piante che si trovavano in quattro strutture dell’azienda agricola al centro dell’inchiesta del Commissariato di Polizia di Cesena, diretto da Michele Pascarella. I circa 200-300 i chili netti da cui si sarebbe prodotto lo stupefacente,avrebe avuto al dettaglio un valore di circa 200-300mila euro. 

Distrutte 710 chili di piante di marijuana

> MAXI-SEQUESTRO DI MARIJUANA: IL VIDEO

Era il 23 gennaio scorso quando i detective dell’Anticrimine del Commissariato di Polizia di Cesena, diretti dall’ispettore superiore Paolo Di Masi, arrestarono il coltivatore diretto con l’accusa di coltivazione, produzione e detenzione ai fini di spaccio di ingente sostanza stupefacente. Nella sua disponibilità,  alla fine erano stati conteggiati ben 88 chili di cannabis, in diversi confezionamenti, dalle cassette con le piante essiccate ai sacchi di prodotto già “finito” e tritato ed infine ben 7 chili e mezzo di semi. Presenti anche nel sottotetto macchinari, costati migliaia di euro e di fabbricazione canadese, appositamente ideati per ripulire il fogliame dallo scarto e triturarlo.  Sotto sequestro finirono anche le serre, in attesa degli approfondimenti, i cui esiti sono ora arrivati.

All'inizio di marzo, avuta la certezza scientifica sul tipo di pianta, la Polizia ha coordinato una squadra di operai addetta allo smaltimento. Per tutta una giornata, sono stati riempiti ben 25 grandi sacchi di piante di cannabis e caricati su un camion compattatore di rifiuti. La droga è stata quindi scortata fino all’inceneritore di Forlì, dove è stata incenerita.

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Maxi-sequestro di 88 chili di marijuana (Foto Davide Sapone)

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