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Lotta ai cambiamenti climatici: entro il 2030 Cesena deve ridurre del 40% la emissioni di anidride carbonica

Questo è quanto propone il progetto del Piano di Azione per l'Energia Sostenibile e il Clima cesenate (Paesc), presentato pubblicamente venerdì

Entro il 2030 tassativamente a Cesena il CO2 prodotto all'anno che si aggira sulle 541mila tonnellate dovra' essere ridotto del 40% e portato a 324mila tonnellate con una riduzione di 216mila tonnellate. Questo è quanto propone il progetto del Piano di Azione per l'Energia Sostenibile e il Clima cesenate (Paesc), presentato pubblicamente venerdì sotto il titolo “Cesena e il Cambiamento: sfide e opportunita'” dall'assessore alla Sostenibilità e Ambiente Francesca Lucchi, coadiuvata da Alessandro Rossi dell'Anci Emilia Romagna, Teodoro Georgiardis del Cnr e Eugenio Battistini  di Energie per la Città spa.

"La riduzione delle emissioni di CO2 - dice l'assessore Lucchi - fa parte del pacchetto di intenti firmati nell'accordo di Parigi da sessanta nazioni. Il futuro si gioca sul clima che deve essere stabile perchè solo così ci sarà futuro per le nuove generazioni. L'accordo della riduzione del  quaranta per cento di emissioni nocive deve essere di stimolo per noi, proprio per questo  il comune di Cesena è stato uno dei primi ad aderire agli accordi". "Dopo questo appuntamento - continua l'assessore all'ambiente - ci sarà un incontro tra dicembre e gennaio con i portatori d'interesse, nello stesso periodo  sarà on-line una piattaforma per raccogliere  spunti e condivisioni per poi discutere quanto raccolto e a febbraio approvare il Paesc in consiglio comunale ed inviare il deliberato all'Europa".

La tutela del clima è quindi una necessità fondamentale per le comunità, anche se non mancano le difficoltà oltre alla poca conoscenza del problema. Ne è consapevole Alessandro Rossi dell' Anci affermando che i comuni si sono trovati di fronte un problema non abituati a trattare e che  spesso avevano grosse difficoltà a far passare. "Nonostante questo in Emilia Romagna - continua Rossi - ben trecento comuni, che coinvolgono il novantotto per cento della popolazione, hanno aderito e tutti si stanno munendo del proprio Paesc. Comunque resta molto da fare in particolare sull'educazione che dovrebbe partire dalle scuole”.

Il clima si aiuta con una corretta utilizzazione dei consumi energetici, ma cosa sono questi? "In Italia - sostiene l'ingegnere Giovanni Battistini di Energie per la Città spa - non esiste da parte del legislatore una definizione esatta della problematica. Io mi sono creata la mia che dice che i consumi energetici sono la quantità di energia per soddisfare i nostri bisogni. In sostanza, oltre a toccare gli aspetti industriali, del traffico, dei consumi pubblici di energia bisogna anche mettere mano, se vogliamo raggiungere questi risultati, alla vita reale di ciascuno di noi. Non si tratta di cambiare abitudini, bensì di razionalizzare l'utilizzo dell'energia. Attualmente sono in strada ottantasettemila veicoli di cui sessantamila sono Pre-Euro 3, il settantacinque per cento delle caldaie domestiche sono state collocate prima del duemilacinque, gran parte dei fabbricati sono stati costruiti negli anni sessanta e settanta dello scorso secolo, le coibentazioni totali della casa sono molto rare e così dicasi gli aggiornamenti degli infissi casalinghi. E' su questo campo che riguarda l'ambiente di ciascuno di noi, che si dovrà agire nei prossimi anni".

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