Piadiniamo attira a Savignano oltre 30mila turisti: "Motivo d'orgoglio"

Il weekend gourmet dedicato ai sapori e alle tradizioni della Romagna ha attirato oltre 30.000 persone, confermandosi un importante appuntamento estivo con il gusto

Va in archivio con 30mila presenze l'otava edizione di “Piadiniamo, La Romagna com’era una volta”, la kermesse organizzata dall’associazione culturale I-fest che, grazie a un vero e proprio weekend gourmet, ha attirato numerosi amanti del buon cibo, portandoli a scoprire e riscoprire una delle eccellenze gastronomiche italiane, riconosciuta anche a livello internazionale: la piadina. Per l’occasione, i migliori dieci piadinari del territorio hanno messo a disposizione la loro “arte” per celebrare i sapori della tradizione culinaria romagnola preparando piadine per tutti i gusti: dalle versioni classiche a quelle più innovative fatte di sperimentazione e contaminazione con nuovi ingredienti, come la piadina al caffè di "Quinto Quarto" di Cesenatico o quella con ricotta di capra, spinaci croccanti al miele agrodolce e semi di girasole di "Ca de Bè" di Bertinoro.

“Anche quest’anno la manifestazione si è dimostrata uno degli eventi più importanti del calendario savignanese e, più in generale, di quello romagnolo. - dichiara Gianmarco Casadei, uno degli ideatori e organizzatori di Piadiniamo. - Le proposte culinarie di altissimo livello hanno portato a Savignano sul Rubicone oltre 30.000 persone, fra cui molti turisti anche stranieri: un grande motivo di orgoglio che ci spinge a valorizzare sempre più questo appuntamento in un’ottica di promozione non solo del nostro magnifico territorio ma anche della grande e varia tradizione enogastronomica delle regioni italiane, che rende così unico al mondo il nostro paese”.

Tante le iniziative che hanno condito il fine settimana di Piadiniamo e che hanno immerso i partecipanti in un’atmosfera dal sapore antico, fatta di artisti di strada, figuranti, cantastorie, marching band, vecchi mestieri e mostre tematiche: la mostra fotografica a cura di Fiorenzo Montalti, che ha raccontato i giochi “da casa” e “di strada”, e due esposizioni dedicate alla lavorazione del maiale come si usava nelle campagne e a quella del grano e della canapa. Da non dimenticare anche il raduno di auto d’epoca, trattori e altri veicoli del passato a cura di Stefano Ruscelli, il Mercatino delle Arti Manuali, la tradizionale parata di apertura e le divertenti scuole itineranti di Ballo Liscio organizzate dalla scuola del maestro Malpassi, che da 86 anni insegna a muoversi a ritmo della tipica musica romagnola.

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