Cronaca

Il progetto di ciclabile in viale Matteotti fa fuori troppi parcheggi: scatta la petizione

Contro il progetto di rifacimento di viale Matteotti, che dovrebbe portare all'eliminazione di gran parte dei parcheggi di fronte ai negozi, si attivano i commercianti della strada. Sulla questione è stata avviata una raccolta di firme

Contro il progetto di rifacimento di viale Matteotti, che dovrebbe portare all'eliminazione di gran parte dei parcheggi di fronte ai negozi, si attivano i commercianti della strada. Sulla questione è stata avviata una raccolta di firme, che trova l'appoggio della Confcommercio cesenate. I negozianti protestano perché il progetto della nuova pista ciclabile è stato realizzato “oscurando i negozi e togliendo i posti della sosta comoda a ridosso dei negozi, peculiari in questa arteria di scorrimento sulla via Emilia”, commentano Corrado Augusto Patrignani, presidente Confcommercio cesenate e Agostino Alvisi, presidente Confcommercio quartiere Oltresavio.


 

Precisano i rappresentanti di Confcommercio: “I negozi non sono contro la pista ciclabile, che anche Confcommercio ritene utile e necessaria in via Matteotti, ma chiedono che venga realizzata in modo tale da non sacrificare la fruibilità dei negozi. Ci sarebbero, infatti, le possibilità tecniche di fare la pista ciclabile coniugando le due esigenze, ma il progetto sfratta invece i parcheggi, ne istituisce solo alcuni, poco più di una manciata a i bordi della carreggiata a disco orario, al posto di quelli con la sosta libera e ne prevede la realizzazione di nuovi nella vicina via Cacciaguerra. Oltre alla pista che si estende per 350 metri sulla carreggiata di sinistra in direzione Forlì a partire dalla rotonda delle Torri verranno piantumati alberi di alto fusto e realizzate sedute con piccole aiuole. I commercianti obiettano giustamente che la vocazione di questa strada è quella di arteria commerciale e non parco urbano (sulla via Emilia non ha senso) e le esigenze di verde pubblico sono ampiamente soddisfatte dal limitrofo parco dell'Ippodromo”.


 

“Più in generale Confcommercio rimarca che gli interventi e le opere pubbliche debbono essere fatti rispettando le vocazioni e le caratteristiche dei luoghi interessati e i diritti di chi ci lavora a non trovarsi gravemente danneggiati da drastici e immotivati cambiamenti dell'assetto urbanistico. Spiace rilevare infine che agli incontri di presentazione del progetto, i cui lavori dovrebbero partire a luglio, non è stata data la larga informazione che avrebbero meritato nei confronti delle associazioni di categoria”.


 

Confcommercio chiede quindi una correzione al progetto per poterlo adattare alle esigenze di clienti e commercianti, una trentina, delle più vaste categorie merceologiche, dai tabacchi all'edicola, dal chiosco di piadina al bar, dalla lavanderia, al fotografo-ottico e tanti altri ancora, che in molti casi da tanti anni sono ubicate sulla strada.

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