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Un Patto per il Lavoro e per il Clima, i sindacati: "C'è paura ma anche voglia di ripartire"

I sindacati chiedono alle amministrazioni del territorio una governance condivisa per la declinazione delle proposte del Patto sul territorio

Si è svolto venerdì mattina in videoconferenza l’incontro organizzato da CGIL CISL e UIL di Cesena riguardo il “Patto per il Lavoro e per il Clima”, firmato in Regione ma che dovrà trovare una sua attuazione su tutto il territorio.

Tanti sono stati gli interventi di Delegati sindacali, ma anche dei rappresentanti dei pensionati, tutti ricordando il quadro fortemente critico dovuto alla grave pandemia che ancora colpisce il nostro territorio. L’introduzione è stata di Francesco Marinelli, Segretario generale della CISL Romagna, Silla Buci Segretaria generale CGIL di Cesena ha coordinato i lavori e le conclusioni sono state fatte dal Segretario generale della UIL Emilia Romagna Giuliano Zignani.

"E’ un sentimento di paura - sottolineano Cgil, Cisl e Uil - ma anche di voglia di ripartire quello che emerge da tutti gli interventi, per far sì che la crisi portata dalla pandemia in molti settori economici del nostro territorio possa essere un importante momento di elaborazione e di progettazione per affrontare le sfide più importanti, che per CGIL CISL e UIL sono il lavoro, la sfida demografica, l’emergenza climatica, la digitalizzazione e la lotta alle disuguaglianze. L’emergenza sanitaria avrebbe portato con sé anche quella economica e sociale, se non fosse stato per l’utilizzo massiccio degli ammortizzatori sociali e il blocco dei licenziamenti, così come di altre misure di sostegno del reddito. Quindi fondamentale è stato l’intervento del sindacato, firmando anche nel nostro territorio cesenate migliaia di accordi sugli ammortizzatori sociali, protocolli di sicurezza nelle aziende, che hanno consentito anche nei momenti più difficili di continuare l’attività lavorativa, ma anche proponendo nuovi modelli organizzativi che sono stati messi in campo nei luoghi di lavoro con un ruolo fondamentale delle organizzazioni sindacali e delle rsu".

"Ma questo periodo - dettagliano i sindacati - ha messo in evidenza anche l’esigenza di rivedere tutto il sistema degli ammortizzatori sociali nel suo complesso perché sono ancora tanti i lavoratori non coperti che in questi mesi nel nostro territorio hanno vissuto grandi difficoltà. Chi afferma poi che il virus è democratico perché colpisce indistintamente tutti, dimentica di vedere che il prezzo più alto sul fronte della perdita di vite umane lo hanno pagato i nostri anziani. Il ricordo è andato al Segretario regionale dello SPI CGIL Bruno Pizzica, morto proprio oggi per covid. Sul fronte del lavoro il prezzo più alto è invece stato pagato dalle donne, dai giovani sotto i 30 anni e da coloro che hanno un lavoro precario. Anche nella nostra regione seppure è sempre stata considerata un modello di eccellenza, questa fase di emergenza sanitaria ha evidenziato livelli di criticità che vanno colmati con investimenti di risorse indirizzate in particolar modo a rafforzare e riorganizzare la medicina del territorio nelle sue varie componenti operative, ma anche ammodernamento delle strutture, come il nuovo ospedale di Cesena, che sarà un’ opportunità per le città ma per tutto il sistema ospedaliero romagnolo . I contenuti di questo importante patto – continuano CGIL CISL e UIL - dovremmo declinarli nel nostro territorio attraverso tavoli di confronto con le amministrazioni del nostro territorio. E’ necessario aprire una stagione di riforme strutturali che concentrino gli investimenti su sanità, istruzione, riforma della pubblica amministrazione, riforma fiscale, mercato del lavoro ed infrastrutture legate anche alle politiche sociali, alla terza età e alla non autosufficienza".

"E’ per questa ragione che come CGIL CISL e UIL riteniamo importante una governance condivisa tra le istituzioni e le parti sociali per controllare l’andamento degli investimenti e soprattutto la gestione dei tempi di realizzazione, con una costante azione di contrasto ai fenomeni dii sfruttamento del lavoro e all’illegalità. Il coinvolgimento delle parti sociali nei processi decisionali sarà indispensabile. In questi anni si sono perse troppe occasioni per fare sistema e per dare al nostro territorio e più complessivamente alla Romagna, quegli interventi necessari a garantire uno sviluppo e una prospettiva, spesso seguendo logiche di puro campanilismo. Oggi invece siamo di fronte ad un bivio cruciale per il nostro territorio che ci impone scelte precise, ma soprattutto una visione politica e programmatica precisa. Serve un cambio di passo della politica nel nostro territorio- concludono CGIL CISL e UIL-  e non avremmo come sindacato nessuna comprensione di quella politica incartata su se stessa e incapace di disegnare nuove traiettorie di sviluppo per il nostro territorio. Ora è il tempo delle scelte, quelle che possono cambiare il futuro del nostro territorio e tutti devono assumersi la propria responsabilità. Noi siamo pronti, e come sempre Cgil Cisl e Uil di questo territorio sono pronti a fare la propria parte per rappresentare al meglio le lavoratrici, i lavoratori, pensionate e pensionati di questo nostro territorio".

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