Assistenti civici e gruppi di vicinato sono "polizia abusiva"? Con Forza Nuova scoppia il caso

Ben 18 avvisi di garanzia per le “passeggiate per la sicurezza” di Forza Nuova. La domanda è: che differenza c'è con i tanti gruppi di "sicurezza di vicinato"?

Ben 18 avvisi di garanzia per le “passeggiate per la sicurezza” di Forza Nuova, le ronde notturne che a decine sono state fatte anche nel nostro territorio, tra Cesena, Cesenatico e Forlì da parte della formazione politica di estrema destra. Ma a tremare, ora, sono una molteplicità di Comuni che, anche nel nostro territorio, negli ultimi mesi hanno messo, spesso in pompa magna, in giro per le strade delle frazioni i cartelli 'Zona soggetta a controllo di vicinato', coinvolgendo i cittadini stessi nelle attività di sorveglianza di strade, quartieri, beni pubblici e immobili privati. Senza contare gli “assistenti civici” che da anni sono operativi, sotto l'egida dei Comuni, con funzioni anti-degrado e di dissuasione della piccola criminalità e in generale di comportamenti fuori dalla legalità. Oppure ancora i “nonni vigili” per quanto riguarda la sicurezza stradale.

La domanda che in molti si sono posti è: che differenza c'è tra un gruppo di cittadini, militanti di Forza Nuova in questo caso - che disarmati e non in divisa - girano la notte per stazioni e luoghi del degrado e un gruppo di vicini di casa che, animati dalle migliori delle intenzioni, svolgono una “ronda” per rafforzare il controllo nel proprio quartiere? Anche il controllo di vicinato o le ronde degli assistenti civici rappresentano la creazione di una sorta di “polizia abusiva”? Vale a dire quanto viene contestato a Forza Nuova, con il riferimento all'articolo 134 del testo unico delle Leggi di pubblica sicurezza (Tulps), la norma che impone alle agenzia di guardie giurate e metronotte di avere un via libera della Prefettura per svolgere funzioni di  vigilanza e custodia di beni altrui. Una domanda in cui si gioca molto del concetto di “sicurezza partecipata” dal cittadino e che potrebbe mandare gambe all'aria molti dei progetti dei Comuni per la “sicurezza dal basso”.

Per Forza Nuova non c'è alcuna differenza e bollano l'iniziativa della Procura di Forlì e della Digos della Questura come “l'ultimo capitolo della repressione giudiziaria attuata nei confronti del movimento politico Forza Nuova che da diversi anni ha intrapreso su tutto il territorio nazionale varie iniziative di contrasto al degrado e alla microcriminalità. I nostri militanti sono colpevoli semplicemente di occupare volontariamente ore del loro tempo per migliorare le proprie città, passeggiando per le strade e per i parchi ed evidenziandone i problemi di sicurezza e di degrado”. Da Forza Nuova hanno anche argomentato di essersi imbattuti in episodi criminosi durante le loro “passeggiate per la sicurezza” e di averli segnalati alle forze dell'ordine, come normali cittadini. Hanno spiegato inoltre di non essere armati, né identificabili con una divisa. Circostanze, quest'ultime, confermate da fonti investigative. 

In sostanza, per Forza Nuova, al di là del diverso e innegabile colore politico dell'iniziativa, queste “passeggiate” non sarebbe niente di diverso, nella sostanza, dalle “ronde di vicinato”. Ma non è così, a quanto pare. La Procura, infatti, avrebbe fatto rifermento ad una legge del 2009 che norma le “ronde”, in generale la partecipazione del cittadino alla sicurezza, che resta comunque una prerogativa esclusiva dello Stato e del suo apparato di polizia. Tale norma non prevede alcuna sanzione, ma solo il blocco della “polizia abusiva”. In altre parti d'Italia questi fenomeni sono stati fatti rientrare, in verità con scarso successo, in illeciti come l'esercizio abusivo di funzioni pubbliche o lo svolgimento di manifestazioni non autorizzate. La Procura di Forlì ha invece scelto la strada dell'attività di sorveglianza privata non autorizzata, una contravvenzione che, anche in caso di condanna porterà ad una multa.

La norma del 2009, infatti, prevede che la partecipazione del cittadino alla sicurezza pubblica avvenga comunque sotto il coordinamento di una forza di polizia, anche una polizia locale (come avviene per gli assistenti civici di Forlì o anche i “nonni vigili”), a seguito anche di uno specifico percorso di formazione. Gli aderenti ai progetti, inoltre, devono avere certi requisiti, come la non iscrizione a partiti politici e l'assenza di rilevanti precedenti penali. E' previsto anche un registro in Prefettura delle associazioni impegnate in questi servizi. Insomma anche per i gruppi di vicinato ci sono delle regole e, secondo quanto ipotizza la Digos, queste non sarebbero state rispettate. Sarà ovviamente il tribunale, in punta di diritto, a decidere se un gruppo di cittadini aderenti ad uno stesso partito politico che passeggiano di notte sono un “normale” gruppetto che esercita il suo diritto al libero movimento tanto di giorno quanto di notte, oppure una forma di “polizia abusiva”. Salvi, invece, sarebbero gli “assistenti civici” di Forlì le cui funzioni sono regolate da appositi protocolli che  stabiliscono le “regole d'ingaggio”. Tutti elementi che, invece, non ci sarebbero nelle ronde di Forza Nuova. La sezione romagnola del partito politico lamenta anche il fatto di aver informato la Questura sul “dove e quando” si tenevano le “passeggiate”, come forma massima di trasparenza. Circostanze quest'ultima smentita dalla Questura: la comunicazione si sarebbe verificata solo in un'occasione e, data la presenza delle forze dell'ordine, la “passeggiata” non si è sarebbe più tenuta.

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