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Parte l'OPA ai piccoli azionisti CRC, il comitato: "Si perde il 95% del valore pre-crisi"

E' partita l'offerta pubblica di acquisto delle azioni della Cassa di Risparmio di Cesena in mano ai piccoli azionisti, le stesse azioni che furono fortemente svalutate

E' partita l'offerta pubblica di acquisto delle azioni della Cassa di Risparmio di Cesena in mano ai piccoli azionisti, le stesse azioni che furono fortemente svalutate nel salvataggio della storica banca cesenate. Fino al 18 maggio 2018, tutti i possessori privati di azioni della Cassa Risparmio Cesena saranno chiamati dal proprio direttore di filiale per l'illustrazione della proposta che la banca ha recentemente ufficializzato. Si tratta di una OPA, offerta di pubblico acquisto, legata al progetto di incorporazione di Cassa Risparmio Cesena all'interno di Credit Agricole Cariparma.

L'agguerrito comitato dei risparmiatori che riunisce diverse centinaia di piccoli e “storici” azionisti respinge la proposta: “Il nostro Comitato Difesa Risparmiatori ha già ampiamente commentato questa proposta, bollandola pesantemente  come irricevibile e indecente – scrive il coordinatore Davide Fabbri -. Tale proposta sarà presentata dalla nuova direzione della banca nell'assemblea dei soci convocata per le ore 10 del 19 aprile 2018 al Carisport di Cesena. Invitiamo tutti gli azionisti a partecipare a questo incontro”.

Ed ancora: “Il nostro primario suggerimento è quello di rimanere azionisti della banca, evitando di accettare proposte  umilianti, che metterebbero la parola fine a qualsiasi tipo di risarcimento sull'investimento effettuato. In pratica la banca proporrà di acquistare le azioni CRC dei singoli azionisti privati, al miserevole prezzo di euro 0,50 per ogni azione. Chi avrà 1.000 azioni CRC, valore di 3 anni fa di 15-20.000 euro, si vedrà offrire 500 euro per la vendita delle azioni, ed inoltre potrà avere un bonus compreso fra 0,33 e 0,85 euro ad azione, che verrà corrisposto a metà del 2021, dopo aver valutato gli utili netti di Credit Agricole Cariparma nell’anno 2020. Per ottenere questo bonus, occorre obbligatoriamente rimanere clienti “attivi” della banca, fino alla  corresponsione del bonus (come già detto, a metà 2021). Cedendo le azioni vengono contestualmente ceduti i warrant abbinati a quelle azioni”.

Ed ancora: “Abbiamo già ricevuto notizie in merito ad evidenti insistenze (molto sospette) della banca finalizzate  alla cessione delle azioni: la proposta della banca agli azionisti viene spacciata come "offerta molto conveniente" e che "non verrà più ripetuta in futuro". Tutto è dovuto al fatto che Credit Agricole Cariparma non ha la ben che minima intenzione a promuovere  l'azionariato diffuso. Al contrario di Cassa Risparmio Cesena (una banca con ben 13.300 azionisti), i nuovi banchieri di Credit  Agricole Cariparma hanno solo tre azionisti nella compagine societaria”.

Avvisa Fabbri: “Tutti quelli che accetteranno, otterranno una perdita di circa il 97-98% sul valore delle loro azioni, e il bonus che quasi sicuramente non supererà i 0,40 euro, farà ottenere un altro 2% circa, per cui la perdita totale si aggirerà fra il 95-96%. Accettando l’offerta, si metterà una "pietra tombale" sopra ad ogni discorso relativo ai risarcimenti equi delle azioni CRC”. Ma chi non accetterà l’offerta della banca, andrà al concambio con le azioni di Credit Agricole Cariparma;  il concambio è pari a 0,07 azione di Credit Agricole Cariparma per ogni azione CRC ceduta. Quindi con 1.000 azioni CRC si ottengono 70 azioni di  Credit Agricole Cariparma. Queste azioni al momento non sono quotate in borsa, e quindi non sono vendibili. Chi andrà al concambio non accettando l’offerta della banca, si troverà pertanto automaticamente sull’estratto conto titoli, le azioni corrispondenti di Credit Agricole Cariparma”.

“Chi prevedesse di fare buoni guadagni nei prossimi anni (massimo cinque anni) con azioni o titoli di stato, potrà detrarre ai fini fiscali le perdite dovute alla vendita delle azioni CRC con i guadagni che maturerà, e quindi non pagherà l’imposta del 26% sui guadagni. Questo è l’unico caso in cui consigliamo la cessione delle azioni CRC. Per chiarire facciamo un esempio. Se vendendo le azioni CRC si avesse una perdita di euro 5.000 (differenza fra il prezzo pagato per acquistarle e il prezzo ottenuto nella vendita), e entro i prossimi cinque anni si ottiene un guadagno di euro 5.000 o più, non si pagherà l’imposta sui guadagni finanziari su euro 5.000 che, come già detto essendo al 26%,  farà risparmiare 1.300 euro”. 

“Abbiamo già definito questa offerta della banca, una proposta umiliante e indecente. Ai nostri associati che non accetteranno l’offerta della banca, assicuriamo fin da ora che noi del Comitato andremo avanti a testa bassa, facendo tutto il possibile per ottenere un risarcimento - rimborso molto più consistente. Ovviamente senza alcuna garanzia sul risultato finale. Vi è un’ultima possibilità concessa agli azionisti: vendere solo una parte delle azioni, diciamo all'incirca  la metà, e andare al concambio con l’altra metà delle azioni CRC. In questo modo l'azionista potrà verificare in futuro se è stato vantaggioso vendere, oppure tenere le azioni. Quest’ultimo nostro suggerimento è rivolto essenzialmente agli azionisti che sono tentati di accettare l’offerta della banca”.

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