Parco ed estensione dei confini, Baccini: "Un'iniziativa di grande valore"

Il sindaco Marco Baccini e l’assessore alle politiche della montagna Alessandro Severi tracciano un primo sunto sul progetto di estensione dei confini del Parco Nazionale

Terminato il primo ciclo di incontri pubblici il sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini e l’assessore alle politiche della montagna Alessandro Severi tracciano un primo sunto sul progetto di estensione dei confini del Parco Nazionale. “Prendiamo occasione dall’intervento sulla stampa del consigliere regionale Massimiliano Pompignoli sul tema della presidenza del Parco Nazionale, per tornare a discutere del nostro progetto di estensione dei confini del Parco Nazionale – aprono i due amministratori di Bagno di Romagna -. Questo perché crediamo che la questione della Presidenza romagnola, come sottolinea Pompignoli, sia importante, ma non fondamentale. Quello che crediamo è che il presidente debba essere una figura capace di gestire un Ente complesso con specifiche finalità istituzionali, interpretando le esigenze delle comunità e cercando di individuare il miglior equilibrio per la valorizzazione del territorio, in tutte le peculiarità e potenzialità che esprime. Il nuovo Presidente deve saper proseguire su questi importanti obiettivi e poco ci importa se sia romagnolo - anzi, qui correggiamo il consigliere Pompignoli, “emiliano-romagnolo” - oppure toscano, che sia del Pd o della Lega, che provenga da ambienti a forte tradizione ambientalista o piuttosto vocati allo sviluppo economico locale. Quindi, ben venga che l’Emilia-Romagna proponga una alternativa, ma che sia valida e qualificata e non il solito nome o la solita poltrona da distribuire purché sia romagnola”.

“Ci uniamo però volentieri all’intervento di Pompignoli, che ringraziamo di essere intervenuto, su un importante tema, quello della considerazione e del giusto riconoscimento dei valori e dei risultati del Parco in Regione Emilia-Romagna - proseguono -. Al riguardo, però, la nostra osservazione si rivolge non tanto ai nostri politici e rappresentanti in Regione, ma anche a tutti i sistemi di informazione (la carta stampata, in primis), i nostri canali di promozione, i nostri operatori privati (turistici ed economici in genere). Infatti, se la Toscana o più precisamente il Casentino, ha saputo trovare nel Parco un partner forte e “intraprendente” è anche perché il sistema ha condiviso questo obiettivo. Oggi non è più accettabile che certa stampa confonda luoghi di grande valore del versante romagnolo, indicandoli come luoghi del Casentino (magari perché male interpretando il nome del Parco “delle Foreste Casentinesi”, pensa che si trovino in Casentino). Insomma ben vengano le critiche, ma forse un po’ di autocritica la dovremmo fare tutti”.

“Dal 2014, il Comune di Bagno di Romagna ha intrapreso una serie di iniziative ed azioni volte a ricostruire un forte legame con il Parco, quale volano economico e turistico, con un miglioramento tangibile in termini di risultati e investimenti (anche economici) - chiosano gli amministratori -. Siamo convinti che la nostra proposta di estensione dei confini sia un’iniziativa di grande valore e ad elevato potenziale. Nessuno, noi compresi, vogliamo nascondere che ci siano delle criticità e motivi di discussione prima di arrivare a una proposta definitiva da presentare alla comunità, ma non possiamo neppure non notare che la maggior parte delle problematiche emerse non riguarda tanto il Parco, ma è rappresentata da problemi endemici dei territori montani: i danni da fauna selvatica e le norme di tutela e conservazione che in alcuni casi limitano gli interventi di carattere produttivo”.

“Su entrambe le questioni – chiarisce l’Assessore Severi – mi permetto di fare alcune precisazioni. I danni da fauna selvatica non sono certo un problema localizzato e conseguente la presenza del Parco. Ne sono dimostrazione la diffusione di specie selvatiche su tutto il territorio montano ed Appenninico sino ormai alla pianura. Tale diffusione non può certo essere attribuita alla presenza dei Parchi. Piuttosto mi sento di dire che il problema pare rappresentato dal difficile contenimento della pressione faunistica in territori di difficile gestione per conformazione morfologica e ridotta presenza umana. Anche l’anno scorso, in collaborazione con ATC, in coordinamento con il comune di Santa Sofia abbiamo attivato alcune azioni straordinarie sul piano dei controlli e degli abbattimenti. Con questo non intendo dire che siamo sordi alle richieste dei nostri agricoltori, ma che forse sarebbe meglio lavorare di più su altri fronti. Oltretutto il Parco - aspetto ribadito anche durante gli incontri - si è reso disponibile a sviluppare un monitoraggio delle aree di confine ed ad attuare iniziative straordinarie per il contenimento, confermata l’eccessiva presenza di fauna, con azioni di cattura o anche altre iniziative (ad es. la costituzione di aree da dedicare a campi a perdere)”.

“Sulla seconda, legata alle norme di tutela e conservazione – continua Severi – vorrei precisare due aspetti. Il primo è che dall’analisi fatta, ad eccezione di alcune specificità, le aree interessate dall’estensione sono già ampiamente soggette a regole di tutela ambientale e paesaggistica; d’altronde parliamo di zone le cui caratteristiche valorizzano il nostro territorio e sono tali in quanto da anni si è riconosciuto la necessità di tutelarle. Secondo aspetto, più generale, è relativo alla questione che le norme e regolamenti da un lato sono spesso viste come limiti ma quasi mai come opportunità. Parlo innanzitutto da cittadino di questa parte di Appennino nell’affermare che se non mi è mai passato per la mente di trasferirmi (come residenza) in altre località, è proprio perché riconosco che il nostro territorio ha delle caratteristiche uniche e il cui valore è stato conservato e garantito proprio da quelle regole. Certo gli anni sono passati e certe regole forse sono più inattuali, però chiedo ai miei cittadini se davvero preferirebbero vivere in un posto diverso, certo con più servizi e quindi forse una vita più facile ma ben diverso da quello dove si trovano”. 

“Sia chiaro – esprimono con fermezza sindaco e Assessore -  che siamo molto sensibili a questo problema e le criticità accennate sono in discussione con il Parco con l’obiettivo di risolverle nel migliore dei modi, di fatto rendendo il passaggio dell’eventuale estensione dei confini quasi senza conseguenze. Anzi anche in questo senso è nostro obiettivo trasformare questo passaggio in un’opportunità di crescita.Concludiamo preannunciando che il previsto incontro del 24 maggio verrà rinviato per permettere a tutti di formulare osservazioni, che dal momento della pubblicazione verrà estesa a circa 45gg. Nel frattempo il nostro lavoro continua, incontreremo la Comunità del Parco e il suo Consiglio Direttivo per presentare il progetto e iniziare a discutere sul Piano e le Norme del Parco per rendere questo progetto una grande opportunità di crescita.”

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