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Sicurezza, Lucchi punta sui "gruppi di vicinato": una rete di contatti qualificati

"Si tratta, in fin dei conti, di rafforzare quella struttura civica di comunità che, nei fatti, ha già dimostrato di esistere", afferma Lucchi

Il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, fa affidamento ai cittadini per una maggiore sicurezza della città e punta sui "controlli di vicinato". La considerazione del primo cittadino nasce dall'arresto di uno spacciatore effettuato mercoledì pomeriggio dagli agenti del Commissariato di Polizia, al comando del dirigente Michele Pascarella, ai giardini di Serravalle. Ringraziando le forze dell'ordine "non solo per questo intervento, ma per l’impegno quotidiano a tutela dei cesenati", Lucchi sottolinea "un aspetto particolare, messo in risalto da tutti gli articoli usciti sulla vicenda, e cioè che un contributo determinante lo hanno dato i frequentatori del parco e, in particolare, le mamme che portano i loro bambini a giocare nell’area verde. Grazie alle loro segnalazioni, infatti, la Polizia ha attivato controlli più serrati, giungendo così all’esito che conosciamo".

"L’episodio - osserva il sindaco - rappresenta il segno più autentico e tangibile non solo della fiducia che le donne e gli uomini di Cesena nutrono nei confronti delle forze dell’ordine, ma soprattutto di quella che definirei un’attitudine alla collaborazione con loro. I cittadini cesenati non alzano le spalle se vedono qualcosa che li insospettisce, non girano la testa da un’altra parte, pensando che tocchi a qualcun altro occuparsene, ma confidano di trovare in Polizia, Carabinieri, Polizia Municipale, interlocutori attenti e pronti, nel caso, a intervenire. Un atteggiamento di cui sono consapevole da tempo e che ho riscontrato più volte, negli ultimi mesi, in occasione di diversi interventi compiuti dalla nostra Polizia Municipale proprio dietro segnalazione dei cittadini".

"Questa consapevolezza, che condivido con l’intera Giunta, è alla base del progetto su cui stiamo lavorando dall’estate scorsa e che abbiamo denominato “La Sicurezza: un patrimonio collettivo. Per un approccio condiviso e partecipato a nuovi contesti di vicinato” - prosegue Lucchi -. Sappiamo che per tutelare la sicurezza cittadina non possiamo affidarci solo alla presenza indispensabile delle forze dell’ordine e alle soluzioni tecnologiche (come il progetto della videosorveglianza), ma occorre promuovere un approccio partecipato dei cittadini, per renderli più attenti e solidali. L’intento è quello di costruire una rete di contatti qualificati, nella quale alcune figure riconosciute dalla comunità formino, su base volontaria, i “gruppi di vicinato”, per garantire, sul territorio, un presidio  sociale di ascolto e monitoraggio. Si tratta, in fin dei conti, di rafforzare quella struttura civica di comunità che, nei fatti, ha già dimostrato di esistere".

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