Appuntamento col Palio di Cesena, "Evento di richiamo turistico. Le potenzialità ci sono tutte"

Negli stessi giorni saranno visitabili la Rocca Malatestiana (che contiene alcune armature restaurate nel 2012 con il contributo della Regione Emilia-Romagna), l’Archivio di Stato e i musei cittadini

Con il corteo storico, che nella giornata di sabato percorrerà le vie di Cesena, entra nel vivo, dopo l’anteprima al Chiostro di San Francesco, il Palio di Cesena, arrivato quest’anno alla terza edizione. Sabato alle 18 le vie del centro storico saranno popolate da una sfilata di cavalieri, che si concluderà in Piazza del Popolo. Qui, ad attendere i combattenti, è in programma uno spettacolo di sbandieratori e figuranti. A seguire i cavalieri saranno presentati alla città e, tramite un sorteggio del pubblico, saranno assegnati alle contrade quattrocentesche associate ai moderni quartieri. In particolare, il quartiere Centro urbano eredita le Contrade Croce di Marmo e Talamello; i quartieri Cesuola e Rubicone si trasformeranno nelle Contrade di San Severo e San Giovanni.

E ancora, i quartieri Cervese Sud, Cervese Nord, Ravennate, Fiorenzuola e Al Mare diventano le Contrade San Zenone, Strada Dentro e Strada Fuori; mentre i quartieri Oltresavio, Vallesavio, Borello e Dismano vengono rinominati nelle contrade di Chiesanuova, Porta Ravegnana e Porta Trova. Momento di punta della manifestazione sarà il torneo della Giostra d’Incontro, in programma domenica dalle 18 allo Sferisterio della Rocca Malatestiana. Qui i cavalieri in armatura della “Compagnia dell’Aquila Bianca” si sfideranno a cavallo in un duello a colpi di lancia. Ad introdurre i combattimenti, dalle 17, sarà un’esibizione di figuranti e sbandieratori; mentre concluderà la giornata un concerto della Banda Città di Cesena. Negli stessi giorni saranno visitabili la Rocca Malatestiana (che contiene alcune armature restaurate nel 2012 con il contributo della Regione Emilia-Romagna), l’Archivio di Stato e i musei cittadini.

"Partita quasi per gioco nel 2016, anno dopo anno, la manifestazione si è perfezionata e arricchita, forte delle solide basi storiche portate alla luce portate alla luce da accurati studi - affermano il sindaco di Cesena,Paolo Lucchi, e l'assessore alla Cultura e al Turismo, Christian Castorri -. Così noi cesenati abbiamo scoperto che il Palio di Cesena ha radici antiche e prestigiose: si tenne per la prima volta nel 1316 e nel 1465 Papa Paolo II lo concesse alla città come privilegio perpetuo. Da quel momento, il legame tra Cesena e il torneo si fece sempre più forte, a tal punto che la manifestazione venne ripetuta ininterrottamente fino al 1838. Dunque, l’attuale rievocazione recupera con precisione storica le tradizioni del nostro territorio, arricchendolo ulteriormente".

"Ma questo evento riveste un particolare significato per la nostra città anche per un altro motivo - continuano gli amministratori -. La sua realizzazione, infatti, è il frutto dell’impegno che da molti mesi coinvolge un gran numero di realtà del territorio: Italia Nostra Cesena e Valle del Savio, la Compagnia Aquila Bianca, Cesena Horse Center, Zona A, la Banda Città di Cesena, Panathlon Cesena, Archivio di Stato di Forlì-Cesena, con la collaborazione degli Arcieri di San Sebastiano, dell’organizzazione della Rocca Malatestiana, della Compagnia del Gallo, della confraternita della Fenice, Newmatica, Rione Madonna delle Stuoie e la Federazione italiana turismo equestre Trec (e ci scusiamo se abbiamo dimenticato qualcuno, ma come si può constatare, i nomi sono davvero tanti)".

"Per merito del loro lavoro, del contributo dei tanti volontari che si sono rimboccati le maniche, oggi ci apprestiamo a fare un tuffo nella storia della nostra città, e di questo li ringraziamo di cuore. Doverosa, poi, una menzione particolare per Daniele Molinari, Alessandro Braschi, Alessandro Pieri, ai quali si deve un lavoro “matto e disperatissimo” prima di ricerca storica e poi di organizzazione concreta, perché hanno regalato alla nostra città la possibilità di apprezzare al meglio una parte della nostra storia di comunità, sconosciuta a quasi tutti - concludono -. L’auspicio è che questo appuntamento torni ad essere una tradizione per Cesena, rendendo sempre più forte il legame tra la città e la sua storia, e si affermi anche come occasione di richiamo turistico. Le potenzialità ci sono tutte". 

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