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La Polizia chiude e multa la palestra 'disobbediente'. "Ho ricevuto anche minacce di morte"

Martedì di prima mattina gli agenti del Commissariato di Polizia di Cesena hanno disposto la chiusura immediata della struttura e la multa è in arrivo per il gestore

Puntuale è arrivata la 'visita' della Polizia di Stato nella palestra che ieri, lunedì, aveva deciso di disobbedire al Dpcm, aprendo le porte ai clienti. Si tratta di Alfazone Lab di via Lama, e il titolare Fabrizio Borghetti aveva spiegato: “Ho deciso di rimanere aperto perché penso sia la cosa giusta da fare. Se nessuno si oppone a un decreto ingiusto, vuol dire che c’è una tacita accettazione, quindi è complicità".

Martedì di prima mattina, alle 8:30, gli agenti del Commissariato di Polizia di Cesena hanno disposto la chiusura immediata della struttura e la multa è in arrivo per il gestore. La sanzione è in fase di commisurazione, e sarà calibrata da un minimo di 300 euro ad un massimo di 3mila euro.

Il giorno dopo la protesta Borghetti non ha cambiato il suo pensiero: "Invece di 'piagnucolare' su Facebook come fanno molti ho fatto un'azione concreta per dire che il decreto è ingiusto, è un errore. Non ho insultato nessuno. Mi hanno accusato di fare una mossa pubblicitaria, assurdo visto che pagherò una multa salata. Ho ricevuto anche insulti e minacce, hanno augurato a me e alla mia famiglia di morire di Covid. I miei clienti non rischiano niente perché ad essere sanzionato è solo il gestore dell'attività".

In caso di recidività c'è il rischio di una denuncia penale e di conseguenze sulla prosecuzione futura dell'attività, quando questa potrà riprendere normalmente al termine dell'efficacia del Dpcm.

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