Padre e figlio dediti allo spaccio rifornivano le zone 'calde' di Cesena: presi dopo inseguimento

Lunedì pomeriggio la polizia ha iniziato a sorvegliare l'abitazione, quando, intorno alle 17.30 padre e figlio sono usciti, a pochi minuti di distanza l'uno dall'altro, muovendosi inizialmente con due auto diverse

Foto Davide Sapone

Continuano i controlli sullo spaccio di sostanze stupefacenti del Commissariato di Cesena, insistendo nelle zone più a rischio come quella della stazione. Gli agenti di polizia hanno raccolto negli ultimi giorni diverse informazioni che li hanno portati ad individuare due persone, padre e figlio, originari della provincia di Lecce, disoccupati, di 46 e 21 anni, sospettati di essere i rifornitori di droga della zona. I due abitano a Sala di Cesenatico e da qui è partita l'operazione.

Lunedì pomeriggio la polizia ha iniziato a sorvegliare l'abitazione, quando, intorno alle 17.30 padre e figlio sono usciti, a pochi minuti di distanza l'uno dall'altro, muovendosi inizialmente con due auto diverse, per poi salire entrambi sulla Fiat Punto del padre. Gli agenti li hanno seguiti fino a Bulgarnò e qui hanno deciso di fermarli.

Non appena l'auto in borghese li ha avvicinati i due si sono dati alla fuga imboccando una strada stretta, dove era impossibile affiancarli ed hanno gettato un sacchetto dal finestrino che è finito nel fosso. L'inseguimento  è terminato dopo circa un km, quando la strada più larga ha permesso all'auto della polizia di bloccare la Punto. Gli agenti sono andati a recuperare il sacchetto gettato fuori e dentro hanno trovato quattro panetti di eroina di diverse forme e pesi, per un totale di 300 grammi.

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Per il padre e il figlio sono immediatamente scattate le manette. Nella successiva perquisizione domiciliare, nel stanza del giovane, sono stati rinvenuti ulteriori 17,70 grammi di marijuana ed un bilancino di precisione.  I due sono stati arrestati in flagranza con l'accusa di detenzioni ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso  e associati al carcere di Forlì, a disposizione del pubblico ministero Guidi. Gli arresti sono stati convalidati mercoledì e i due restano in carcere.

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