"Otto tamponi e 45 giorni di virus, non sono guarita": il calvario della personal trainer

La giovane personal trainer cesenate aspetta ancora la guarigione e racconta il suo calvario su Facebook: "Continuo a combattere"

Foto Facebook

"45 giorni di Covid-19, un nemico invisibile che ti toglie l'aria". Non sono bastati quasi 50 giorni e otto tamponi per certificare la guarigione di Federica Cuni, giovane personale trainer cesenate. In una fase in cui i tamponi "drive through" continuano a sfornare guarigioni, e il virus miete anziane vittime nelle case di riposo, la ragazza ha deciso di raccontare la sua vicenda con un lungo post su Facebook. Un racconto, uno sfogo che è anche un monito ai giovani a non sottovalutare questa subdola malattia che può colpire anche una sportiva piena di energia.

"Ogni mattina mi alzo, chiudo gli occhi e spero che riaprendoli, qualcuno mi dica che è solo tutto un incubo. Ci spero ogni mattina da 45 giorni e non ho mai perso la speranza e la forza. Ci spero ogni giorno quando al risveglio scrivo in un foglio mantra positivi per farmi forza. Ci spero ogni giorno quando mi arrivano gli esiti del tampone e quando mi vedo scorrazzare all’aria aperta, per respirare aria fresca, respirare, niente di più. Non ho mai smesso di essere ottimista, si ottimista perché la parola positiva non la sopporto più e non la voglio più vedere". 

Il virus si è prensentato all'inizio di marzo con quelli che sono i sintomi più ricorrenti, febbre, stanchezza e difficoltà respiratorie. Poi il tampone a certificare la positività. "La prima settimana è stata la più dura". Dopo il lungo decorso della malattia è iniziata l'odissea dei tamponi.

"Sono 45 giorni, 8 tamponi, avete letto bene 8, perché ogni volta  i miei tamponi sono usciti sempre alternati: Positivo, Negativo, Positivo, Negativo. Ogni volta ci ho creduto con tutta me stessa, ma per così tante volte ricevere la brutta notizia è qualcosa di indescrivibile. Indescrivibile perché hai provato emozioni che non conoscevi, hai sentito il calore dell’inferno dentro e l’impossibilità di respirare. Non ho dormito per settimane intere perchè avevo paura di non svegliarmi più e ho provato ansie tremende".

Nonostante tutto "continuo a sperare e combattere. Lo faccio con forza e determinazione per tutte le persone che questo momento infernale lo vivono soli, intubati, senza i propri cari, senza parole di conforto e sorrisi. Davvero indispensabili in questo momento".

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Tanti i messaggi di affetto e vicinanza che arrivano anche via social: "È dura, ma grazie a tutto il sostegno che mi circonda, continuo a non abbattermi e a continuare a lottare".

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