Nasce l’Osservatorio Cesenate per il contrasto al lavoro nero e al caporalato

Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come questo impegno collettivo cominci a dare frutti, come testimoniano gli interventi svolti nel territorio provinciale negli ultimi mesi

La lotta al lavoro nero e l’impegno per la legalità sono stati i temi al centro del confronto fra amministrazione comunale e sindacati che si è svolto giovedì mattina a Palazzo Albornoz. Attorno al tavolo, l’amministrazione comunale era rappresentata dal sindaco Paolo Lucchi e dal vicesindaco Carlo Battistini, mentre per le organizzazioni sindacali erano presenti per la Cgil il segretario Silla Bucci e Marco Morellini, per la Cisl il sgretario Filippo Pieri e Alfredo Burgini, per la Uil il segretario Marcello Borghetti. Proficuo il lavoro svolto nel corso della riunione che si è conclusa con la sottoscrizione di un verbale di confronto che sancisce l’impegno comune fra le parti a difesa della legalità e istituisce l’“Osservatorio cesenate per il contrasto al lavoro nero ed al caporalato”.  

Punto di partenza è stata l’analisi della situazione attuale, particolarmente preoccupante: secondo l’Istat sono 3 milioni e 667mila le persone coinvolte in forme di lavoro irregolare; guardando alla distribuzione settoriale, è il comparto dei servizi alle persone a registrare un tasso di irregolarità inquietante (47,4%), seguito dall’agricoltura (17,5%) e dalle attività legate a commercio, trasporti, magazzinaggio, alloggio e ristorazione (16,5%). E purtroppo, sempre più spesso, si sta evidenziando la presenza di forme di lavoro nero, regolate da un sistema organizzato di “caporalato”. La Romagna ed il Cesenate non sono immuni da questo problema (soprattutto nel settore agricolo, zootecnico e relativi appalti), nonostante la grande attenzione della Guardia di Finanza per il contrasto al lavoro nero ed al caporalato nel nostro territorio, e l’impegno di denuncia dei Cgil, Cisl e Uil a fianco dei lavoratori. Già sono state intraprese azioni specifiche:  è istituito un apposito tavolo in Prefettura, mentre  a livello locale è attivo il servizio “Oltre la strada”.

Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come questo impegno collettivo cominci a dare frutti, come testimoniano gli interventi svolti nel territorio provinciale negli ultimi mesi. Ma occorre fare di più, soprattutto per coinvolgere maggiormente i cittadini e creare una cultura diffusa del contrasto al lavoro nero ed al caporalato, in particolare partendo dalle scuole medie superiori e dall’Università, cioè da chi sta per affacciarsi sul mercato del lavoro e che spesso, invece, gode di minori tutele. Per questo il Comune di Cesena e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, hanno deciso di attivare un “Osservatorio cesenate per il contrasto al lavoro nero ed al caporalato”. Accanto a Comune e sindacati saranno invitatati a farne parte anche un rappresentante del servizio “Oltre la strada”, i rappresentanti delle organizzazioni imprenditoriali del cesenate; i Parlamentari e i Consiglieri regionali eletti nel nostro territorio; i rappresentanti dei Comuni del cesenate che sceglieranno di aderirvi. L’Osservatorio sarà presieduto, con una turnazione annuale, da un rappresentante dei sindacati Cgil, Cisl e Uil.

L’Osservatorio si riunirà almeno con cadenza trimestrale e dovrà predisporre un Piano di attività annuale utile alla promozione di una cultura diffusa della legalità, all’avvio di apposite campagne informative e ad una campagna di sensibilizzazione, rivolta soprattutto verso le aziende agricole e della zootecnia, relativa alla nuova legge, ai rischi penali cui si va incontro utilizzando queste forme di lavoro, sui pericoli di inquinamento malavitoso della economia territoriale e sul dumping contrattuale, che penalizza le aziende sane che invece operano, nel rispetto delle norme e dei contratti nazionali di lavoro. Per parte propria, il Comune di Cesena, già nell’ambito del bilancio di previsione 2018, garantirà all’Osservatorio una dotazione finanziaria annuale di 10mila euro, utile all’avvio delle attività istituzionali dello stesso.

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