Santa Colomba salvato? "Comune e Ausl continuano a prenderci in giro"

"L'amministrazione comunale di Savignano sul Rubicone e l'Azienda USL di Cesena continuano a prenderci in giro sulle sorti dell'ospedale Santa Colomba": è guerra tra il Centro per i Diritti del Malato "Natale Bolognesi" e il Comune

“L'amministrazione comunale di Savignano sul Rubicone e l'Azienda USL di Cesena continuano a prenderci in giro sulle sorti dell'ospedale Santa Colomba”: è guerra tra il Centro per i Diritti del Malato "Natale Bolognesi", per bocca del suo presidente Luca Menegatti, e il Comune di Savignano. Quest'ultimo, infatti, ha reso noto di aver “salvato” ed anzi potenziato il presidio ospedaliero di Savignano, il Santa Colomba. Tutto risolto per il meglio quindi? Non per il  Centro per i Diritti del Malato, che rintuzza punto per punto il sindaco Giovannini.

Spiega Menegatti: “Il Direttore del Dipartimento Cure Primarie dell'Azienda USL, Flavio  Biondini, ha comunicato agli operatori la chiusura del Punto di Primo Intervento dal 30 novembre prossimo. Inoltre, la farmacia verrà trasferita dal Santa Colomba e collocata nei locali di via Fratelli Bandiera. Tutti segnali che predicono l'imminente chiusura di tutto l'ospedale. Invece il sindaco e l'amministrazione comunale di Savignano sul Rubicone brindano al successo dell'operazione. Cosa ci sia da essere contenti nessuno lo sa. Infatti, quello che loro chiamano pomposamente “Punto di Prima Assistenza” altro non è che il cosiddetto servizio H12 previsto dal Piano Attuativo Locale approvato nel 2011 a fronte della contestuale chiusura dell'attuale Punto di Primo Intervento. Quindi si tratta esclusivamente di una becera operazione di marketing: hanno cambiato nome a una cosa vecchia pensando di farla apparire come nuova”.

Sempre Menegatti: “Allo stesso modo, l'amministrazione comunale presenta come nuovi servizi e strumentazioni che sono già in funzione da tempo (es. la telemedicina) e senza minimamente verificarne la reale operatività parla di “copertura medica garantita” (Come? Da chi?), di “assistenza diurna per problemi acuti fornita da personale medico già in servizio nella struttura” (Quale personale? Dove è impiegato attualmente?), di “organico infermieristico potenziato nelle funzioni” (Quali funzioni? Da chi sarà coordinato?). Nel festoso comunicato stampa dell'amministrazione comunale non si fa minimamente cenno al servizio dialisi (Resterà? Chi garantirà l'assistenza medica? Verrà trasferito al Bufalini?) e quale destinazione avranno i locali che si libereranno al secondo piano del Santa Colomba (Ci manderanno le associazioni culturali?)”

“Inoltre, l'amministrazione comunale senza alcuna consultazione cittadina ha semplicemente accolto le direttive regionali sulle Case della Salute, al di fuori di ogni discussione nel merito dei servizi da erogare. Nella sostanza, è stato preso l'elenco regionale e non si è fatta alcuna valutazione sulle esigenze e le reali necessità del nostro territorio. Il fatto vero, al di là della propaganda, è che l'amministrazione comunale e l'Azienda USL non hanno minimamente tenuto conto delle 6.603 firme raccolte e delle nostre proposte. Come avevamo previsto, e detto, alla fine hanno deciso i tecnici dell'Azienda USL, i quali hanno applicato pedissequamente il Piano Attuativo Locale. In tutta questa situazione, l'amministrazione comunale, nonostante le promesse, è risultata completamente immobile e inerte. Fra l'altro, la stessa amministrazione comunale non ha mai convocato il tavolo di lavoro promesso ufficialmente nel Consiglio Comunale del 30 luglio 2014. Perché? Cosa ha da nascondere?”

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Conclude la nota del Centro per i Diritti del Malato: “A distanza di quasi venti anni, ancora una volta si colpiscono i cittadini del Rubicone, riducendo i servizi sanitari e la loro qualità. Adesso diciamo basta alle false promesse del sindaco e degli amministratori di Savignano sul Rubicone. Con l'unica arma che abbiamo, la voce dei cittadini, continueremo a batterci per difendere i nostri diritti con tutta la forza e con tutti i mezzi”.

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