Commercio di carne, imprenditore ai domiciliari e sequestri per 2,5 milioni

L’attività portata a termine dal Gruppo di Cesena rappresenta l’ulteriore importante sviluppo dell’indagine denominata “Vortice 2017”

I militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale Forlì-Cesena hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari e ad un decreto di sequestro anticipato di beni disposto ai sensi della normativa antimafia emessi nei confronti di un imprenditore cesenate. La misura cautelare personale disposta dal giudice per le indagini preliminari Monica Galassi su richiesta del sostituto procuratore Sara Posa, ha interessato un imprenditore cesenate ritenuto responsabile dei reati di "intestazione fittizia di beni", "autoriciclaggio" e appropriazione indebita e bancarotta fraudolenta.

Contestualmente i militari del Gruppo di Cesena hanno eseguito il provvedimento di sequestro anticipato emesso dal giudice Giovanni Trerè, che ha riguardato l'intero capitale di 3 società ed il relativo compendio aziendale composto da 12 immobili, 2 attività di macelleria, 5 autovetture e un motociclo. Il valore complessivo dei beni sottoposti a vincolo cautelare è stato prudenzialmente stimato in oltre 2,5 milioni di euro. L’attività portata a termine dal Gruppo di Cesena rappresenta l’ulteriore importante sviluppo dell’indagine denominata “Vortice 2017”, che nello scorso mese di aprile aveva già portato all’esecuzione una misura interdittiva di divieto di esercizio ed amministrazione di imprese a carico di altri due soggetti ritenuti prestanome dell'imprenditore arrestato. Inoltre nel tempo erano già stati sottoposti a sequestro (sia in ambito penale che in quello amministrativo) beni per complessivi 5,4 milioni di euro ai quali si aggiungono quelli bloccati nei giorni scorsi (tra i quali un’abitazione di sei vani a Civitella e tre auto Mercedes).

Secondo quanto appurato dall'indagine, il cesenate aveva costituito numerose società, operanti nel commercio di carni all’interno di supermercati, che poi aveva iniziato a dismettere a favore di soggetti di nazionalità straniera poco prima delle sentenze con cui è stato condanno in via definitiva (per fatti di bancarotta fraudolenta e ricettazione). Attraverso l’interposizione delle società intestate a prestanome nullatenenti il pregiudicato disponeva di un patrimonio immobiliare ingentissimo costituito da 46 immobili e 22 appezzamenti di terreno ubicati in Cesena, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Forlimpopoli e Civitella di Romagna. Le stessa società sono state sottoposte a verifica fiscale da parte del Gruppo di Cesena e sono risultate essere evasori totali che hanno omesso di dichiarare redditi ai fini delle imposte per oltre 18 milioni di euro.

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