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Contraffazione, operazione "Dragon Ghost": maxi sequestro della Finanza e tre denunce

L’attività eseguita nei giorni scorsi è terminata con la denuncia di ulteriori tre soggetti con le accuse di "contraffazione marchi", "vendita di prodotti con segni mendaci", "frode in commercio" e "ricettazione"

Maxi sequestro di prodotti contraffatti o "non sicuri" delle Fiamme Gialle del comando provinciale di Forlì-Cesena. A seguito di un'attività investigativa iniziata lo scorso dicembre, i militari hanno sequestrato circa 850mila articoli. L’attività eseguita nei giorni scorsi è terminata con la denuncia di ulteriori tre soggetti con le accuse di "contraffazione marchi", "vendita di prodotti con segni mendaci", "frode in commercio" e "ricettazione" nonché la segnalazione alla locale Camera di Commercio per sanzioni amministrative ammontanti a diverse migliaia di euro. Nello specifico, sviluppando input informativi acquisiti nel corso delle precedenti attività, sono stati attivati diversi Reparti del Corpo situati in Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Lazio, riuscendo a sequestrare oltre 100.000 prodotti ed a denunciare diversi soggetti per gli stessi illeciti. Nel territorio romagnolo è stato invece attenzionato un emporio che ha portato all’ultimo sequestro eseguito appunto la settimana passata.

L’operazione “Dragon Ghost” ha quindi consentito di sequestrare nel complesso circa 2 milioni di articoli non conformi oltre che denunciare alla locale Procura della Repubblica nove soggetti per i reati di contraffazione marchi, vendita di prodotti con segni mendaci, frode in commercio e ricettazione. Tredici soggetti sono stati invece segnalati alle competenti Camere di Commercio, e nei loro confronti sono state irrogate sanzioni fino a seicentomila euro. Le Fiamme Gialle hanno accertato che i prodotti venivano venduti dagli empori con false etichettature attestanti il marchio CE contraffatto; fra i prodotti venduti anche materiali elettrici comunemente usati in casa (e censiti come potenzialmente pericolosi dal sistema Rapex) e giocattoli che, non essendo omologati, sono forieri di incidenti anche in considerazione del forte rischio di tossicità (in ragione della non chiara provenienza e natura dei materiali impiegati per la fabbricazione).

L’intervento eseguito dalle Fiamme Gialle forlivesi, esteso in diverse località della provincia, oltre alla dismissione dal commercio di prodotti falsi ovvero potenzialmente insicuri e pericolosi, assume particolare significato anche in termini di tutela della libera concorrenza del mercato, atteso che la mancanza di qualsivoglia controllo sulla genuinità e sicurezza dei prodotti comporta prezzi decisamente vantaggiosi che, inevitabilmente, si ripercuotono a danno dei rivenditori onesti che offrono prodotti conformi alle normative, ai prezzi correnti di mercato.

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