Cronaca Bagno di Romagna

Operatore positivo nella casa di riposo, tutti gli anziani in quarantena. Rabbia del sindaco: "Sospendere i no vax"

Il sindaco Marco Baccini, uno che già lo scorso gennaio si batteva per l'obbligo vaccinale nelle strutture sanitarie, è molto preoccupato e arrabbiato di come stanno procedendo i controlli

Sono ricominciati i focolai nelle case di riposo anche nel Cesenate e  nella valle del Savio dopo gli 8 positivi alla casa protetta 'Barocci' di Sarsina e anche la "Camilla Spighi" di San Piero in Bagno, gestita dal Comune, non è rimasta immune. Da domenica, infatti, da quando è stato individuato un caso di positività in un operatore della casa di riposo, è scattata la quarantena per gli ospiti, che per 10 giorni non potranno vedere i parenti e dovranno restare chiusi nelle loro camere, e la quarantena monitorata per gli altri operatori (i quali seguiranno un programma di tamponi eseguiti in un lasso di tempo brevissimo).

Non c'è pace per la 'Spighi' finita a gennaio alla ribalta nazionale per la forte presenza di parte del personale 'no vax'. Il sindaco Marco Baccini, uno che già lo scorso gennaio si batteva per l'obbligo vaccinale nelle strutture sanitarie, è molto preoccupato e arrabbiato di come stanno procedendo i controlli per quanto riguarda le vaccinazioni tra gli operatori sanitari. Lunedì mattina ha scritto una lettera ad Asl e Regione per sollecitare la procedura con cui si riesce a capire quali sono gli operatori che lavorano negli ospedali e nelle case di riposo che ancora non si sono sottoposti al vaccino.

Sindaco com'è la situazione? Era vaccinata l'operatrice che ha contratto il covid?
"Non posso esprimermi perché in questo Paese la privacy vale di più della salutò pubblica. Anzi la salute pubblica viene subordinata alla privacy e questo mi fa molto arrabbiare. Però posso esprimermi sul fatto che è inammissibile che operatori non vaccinati continuino a operare in strutture con pazienti fragili. Il problema col vaccino sembra essere stato risolto a livello di immagine, ma io vi sfido ad avere informazioni su quanti siano gli operatori ancora non vaccinati in ospedali e case di riposo ma soprattutto a capire se sono stati sospesi oppure no".

Lei ha fatto qualcosa per saperlo?
"Certo. Io ad aprile, quando il vaccino è diventato obbligatorio per gli operatori sanitari ho messo in atto la procedura per capire chi alla Camilla Spighi, struttura in capo al Comune, non si era ancora vaccinato. Non tanto per la sospensione, quanto per evitare focolai e problemi sanitari ai pazienti. Ho scritto alla Regione dando i nomi dei dipendenti della casa di riposo, la Regione ha scritto all'Asl per comunicare i nominativi. L'Asl ha scritto ai dipendenti una lettera dove chiedeva se si erano vaccinati o no. Chi non si era vaccinato riceveva un'altra lettera con l'invito a procedere alla vaccinazione. Ma tutto questo è rimasto lettera morta, ovvero io in 4 mesi non ho ricevuto alcuna notizia. Non so a quale livello si sia inceppata la procedura. Tant'è che noi, ancora, non sappiamo quali siano gli operatori vaccinati e quelli non vaccinati. Quindi non può scattare nemmeno la procedura di sospensione".

E ora?
"Ora, a parte la letterache sto scrivendo ad Asl e Regione perchè pensavo che la procedura fosse di qualche settimana non di mesi, sono molto dispiaciuto per i pazienti della Casa di riposo perché penso che dopo tutte le paure passate, le quarantene affrontate, gli anziani della Camilla Spighi devono ancora temere e soffrire. Questa è una cosa che mi scuote molto, mi addolora e mi fa arrabbiare".  

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