Operaio ucciso da un palo appeso ad una gru: indagato il vertice della cooperativa

Come ricostruito dagli inquirenti Romano sarebbe stato colpito in pieno da un alto e pesante palo che un collega stava movimentando con una gru posizionata su un camion

Il luogo dell'incidente

Primi, importanti provvedimenti del Pubblico Ministero della Procura di Forlì, Sara Posa, titolare del fascicolo per omicidio colposo aperto all'indomani dell'ennesima tragedia sul lavoro di cui è rimasto vittima, giovedì scorso, nella frazione di San Martino in Strada, l'operaio di 58 anni Vito Romano, di origini siciliane ma residente da tempo a Forlimpopoli. L'uomo è stato colpito da un palo per una linea elettrica in corso di costruzione, appeso ad una gru che oscillando lo avrebbe travolto in pieno, uccidendolo.

Il Sostituto Procuratore, sulla base dei primi riscontri ricevuti dagli ispettori dello Spisal, che stanno accertando dinamica e responsabilità dell'incidente, ha iscritto nel registro degli indagati la figura apicale dell'impresa per la quale Romano lavorava, un tecnico di 55 anni, vice presidente di una società cooperativa di Pievesestina, grossa azienda che opera nel settore della costruzione e manutenzione di impianti per il trasporto e la distribuzione di energia elettrica, con un centinaio di addetti e (nel 2016) oltre nove milioni di fatturato.

Come ricostruito dagli inquirenti Romano sarebbe stato colpito in pieno da un alto e pesante palo che un collega stava movimentando con una gru posizionata su un camion e che, una volta piantato dentro il basamento già pronto, doveva servire a portare la linea elettrica in un allevamento di prossima riapertura. Romano, che si trovava a terra accanto al camion, avrebbe presumibilmente dovuto afferrare e poi issare verticalmente il manufatto che però ha subito un'improvvisa oscillazione, pausata forse anche dalle condizioni tutt'altro che ideali del luogo di lavoro, un sentiero stretto e in pendenza. Il palo ha investito e schiacciato contro il mezzo pesante l'operaio. Un impatto devastante, che non gli ha lasciato scampo.

Sarà decisivo per il procedimento penale l'esito delle indagini degli esperti della medicina del lavoro, che dovranno appurare, in particolare, se siano state osservate tutte le norme di sicurezza, se il numero di addetti per quell'operazione era congruo e se la mansione di addetto gruista di Romano comprendesse anche l'attività che si ipotizza stesse facendo. La Procura ha anche disposto l'esame autoptico sulla salma del povero lavoratore incaricando a tal fine come consulente tecnico d'ufficio il dottor Matteo Tudini, medico legale di Bologna. L'autopsia dovrà stabilire con certezza le cause della morte, anche se vi sono ben pochi dubbi che il decesso sia stato dovuto al terribile schiacciamento determinato dal pilone, ed è fissata per giovedì.

La tragedia ha sconvolto i familiari del 58enne, che lascia la moglie, due figli, una nipotina a cui era legatissimo, la mamma e un fratello. I congiunti della vittima chiedono risposte, chiarezza e giustizia. La famiglia sarà rappresentata invece dal consulente tecnico Luigi Sergolini, medico legale con studio a Padova, che il penalista dei Romano, l'avvocato Marco Frigo, del Foro di Padova, ha nominato quale consulente.

Da parte sua la cooperativa cesenate coinvolta fa sapere che "l'iscrizione del vertice della società nel registro degli indagati costituisce atto dovuto da parte della Procura della Repubblica, al fine di consentire l'esercizio dei diritti e delle prerogative difensive in vista degli accertamenti urgenti che questa stessa società, per mezzo dei propri difensori - Avv. Christian Morosi e Avv. Fabrizio Martini - ha sollecitato, da subito e per prima, agli organi inquirenti. Costituisce, infatti, interesse primario della nostra società l'accertamento pieno e completo dei fatti, così da poter comprendere come un evento dalle conseguenze così gravi possa essersi verificato nonostante lo scrupoloso rispetto delle normative antinfortunistiche e la puntuale formazione del personale impiegato nei numerosi cantieri presenti sull'intero territorio nazionale. A tal fine l'intera organizzazione societaria si è messa, fin dalle prime ore, a completa disposizione della Polizia Giudiziaria per fornire ogni documentazione o informazione utile ad addivenire al più presto alla ricostruzione di quanto accaduto. La società intende, infine, rinnovare in questa sede le più sentite condoglianze alla famiglia della vittima, così gravemente colpita".

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