Cronaca

Omicidio alle 'Vigne', si è aperto il processo: niente perizia psichiatrica per Di Giacomo su cui pesano 4 aggravanti

Si è aperto, davanti alla Corte d'assise del Tribunale di Forlì con giudizio immediato, il processo per l'omicidio delle 'Vigne'

La scena del delitto

Si è aperto, davanti alla Corte d'assise del Tribunale di Forlì con giudizio immediato, il processo per l'omicidio delle 'Vigne'. Giovedi mattina era presente in aula Giuseppe Di Giacomo, 65 anni, accusato di aver ucciso a coltellate il vicino di casa 49enne Davide Calbucci, al culmine di una violenta lite, l'ennesima tra i due.

Per Di Giacomo l'imputazione è duplice, omicidio aggravato e le aggravanti sono ben quattro (futili motivi, crudeltà, premeditazione e l'aver ucciso una vittima di stalking), quest'ultima è una nuova aggravante contemplata dalla legge. Infatti sul 65enne pende oltre all'accusa di omicidio, anche l'accusa di stalking sulla base di episodi di minacce che sarebbero andati avanti per molto tempo.

Il rito immediato chiesto ed ottentuto dal pm per il 65enne reo confesso, ha inferto una accelerata al processo, saltando l'udienza preliminare. Giovedì mattina in tribunale è stato il momento delle richieste istruttorie, tutte accolte dalla corte, e nella prossima udienza del 12 luglio sfileranno in aula i primi 9 testimoni. Testimonianze che saranno ovviamente importanti per ricostruire la dinamica del fatto, visto che quella mattina (era il 19 dicembre 2020) diverse persone hanno assistito al delitto.

Giovedì in aula si sono costituiti parti civili i familiari di Davide Calbucci, mentre è stata respinta la richiesta avanzata dall'avvocato Filippo Raffaelli del foro di Forlì (nella foto), di una perizia psichiatrica sul 65enne Di Giacomo, (suo assistito) che ovviamente rischia l'ergastolo visti gli addebiti che gli sono stati mossi.

avvocato filippo raffaelli-2

I fatti

La vicenda è ormai nota, bisogna tornare con la mente al 19 dicembre 2020, erano circa le 9 di mattina nella cornice del parco "Fornace Mazzocchi" quando Giuseppe Di Giacomo, 65 anni, ha sfogato la sua rabbia a coltellate contro il vicino di casa, Davide Calbucci. Una raffica di fendenti dopo una lite (l'ennesima tra i due), con il 65enne che ha raggiunto la vittima nei pressi di una panchina, Calbucci stava portando a passeggiare il cane.

Dall'autopsia sul corpo della vittima sono emerse 34 diverse lesioni, frutto della furia cieca di Di Giacomo. I fendenti sono stati scagliati con un coltellaccio da cucina con una lama di oltre 14 centimetri. Un coltello che il 65enne ha dichiarato essere solito portare con se per tagliare erbette selvatiche.

Negli interrogatori dopo l'omicidio  è emerso l'odio e il rancore covati reciprocamente dai due vicini di casa. Tante le beghe condominiali tra i due, l'accusa di essere un molestatore di donne sarebbe stata la miccia finale che ha portato all'aggressione mortale la mattina del 19 dicembre al parco delle Vigne. Di Giacomo abbozzò una fuga per poi costituirsi in carcere a Forlì.

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