Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Uccise la compagna davanti ai figlioletti, massimo della pena per l'omicida di via Milani

Quasi un anno fa l'omicidio, era il 25 ottobre del 2015. Oggi il verdetto di primo grado: una stangata a 30 anni di carcere

Quasi un anno fa l'omicidio, era il 25 ottobre del 2015. Oggi il verdetto di primo grado: una stangata a 30 anni di carcere, il massimo della pena considerato il rito processuale scelto, l' "abbreviato" che riduce automaticamente la pena di un terzo e l'ergastolo altrettanto automaticamente in una condanna a 30 anni. Alla sbarra c'era Rachid Rahali, il marocchino che uccise la compagna Nadia Salami, praticamente davanti ai suoi figli, che erano nella stanza accanto nel piccolo appartamento all'ex Roverella, in via Milani in centro a Cesena.

Il marocchino uccise la compagna con sette fendenti di coltello, nel corso di una tragica lite una domenica sera. Poco prima padre e figli giocavano allegramente, poi un crescendo veloce di una rapida lite in casa, che culminò appunto con la morte della donna. Rahali, tra le lacrime, si era assunto le sue responsabilità nella scorsa udienza, chiedendo scusa ai parenti della vittima. Nell'udienza finale di giovedì al Tribunale di Forlì il gup Luisa Del Bianco ha quindi emesso la sua sentenza: il massimo della pena (quanto richiesto dal pm Michela Guidi) considerando nel computo una serie di aggravanti come la crudeltà e la presenza di minori al momento dell'omicidio. Gli avvocati della difesa Alessandro Monteleone ed Emanuela Buccheri annunciano che faranno ricorso in appello. Il giudice ha inoltre stabilito delle provvisionali civili come risarcimento ai figli e ai parenti delle vittime, difesi dall'avvocato Sintucci e Carlo Piccoli.



> LA CASA DELL'OMICIDIO: IL VIDEO

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