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Omicidio stradale, l’assessore Amormino: "L'Italia finalmente è un paese civile"

L’assessore Lina Amormino commenta l’approvazione da parte del Senato della norma che introduce il reato di omicidio stradale

L'omicidio stradale è legge. Il testo, ormai arrivato alla quinta lettura, è stato approvato dall'Aula di Palazzo Madama. L'Aula ha detto "sì" al voto di fiducia chiesto dal governo sul decreto legislativo per l'omicidio stradale. I voti a favore sono stati 149, 3 i contrari e 15 gli astenuti. Ventisette anni rappresentano la pena massima prevista per chi guidando in stato di ebbrezza (con grado alcolemico superiore a 1,5) o sotto l'effetto di droghe uccide piu' di una persona e si da' anche alla fuga. Se invece la vittima è una, il colpevole rischia da 8 a 12 anni di carcere, che diventano 18 se fugge dalla scena dell'omicidio. Per quanto riguarda la patente, il ddl prevede la revoca da 15 a 30 anni dopo la condanna definitiva. 

 “Un deciso passo avanti e un segno di civiltà per il nostro Paese - commenta l’assessore Lina Amormino -. Chi guida e provoca un incidente in stato di ebbrezza sarà finalmente giudicato al pari di chi commette un reato grave. E’ chiaro anche questa legge potrebbe essere migliore e più stringente, più in linea con ciò che i proponenti , tra cui l’Asaps e l’Associazione Vittime della Strada, avevano in mente, ma si tratta comunque di un buon risultato”. Nei diversi stralci e modifiche apportate è sparito, ad esempio, l’arresto obbligatorio in flagranza di reato di quei conducenti drogati o ubriachi e l’ergastolo della patente è stato trasformato in un “arresto lunghissimo”.

“In Italia, secondo le statistiche ci sono dieci morti al giorno tra incidenti stradali e autostradali e fino ad oggi il numero degli automobilisti in fuga è cresciuto esponenzialmente. Con l’introduzione di questo nuovo tipo di reato ci aspettiamo una flessione dei fenomeni. Ciò che è più importante tuttavia - conclude l’assessore - è che finalmente sarà resa giustizia alle vittime della strada e alle loro famiglie che da oggi potranno contare sulla certezza della pena”

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