Omicidio Blotti, nei suoi scritti "Nino" rivive la storia con Sabrina

Gaetano delle Foglie ha detto le sue ultime parole al comandante dei carabinieri di Cesena: "Sei una brava persona". E poi lo sparo. Non c'è stato niente da fare. L'uomo ha lasciato delle note scritte

Lo sparo ha risuonato in tutta la piazza di Cervia. Ha rotto il silenzio colmo di tensione delle 18.30 in cui curiosi e giornalisti si cullavano. Poi le sirene, le sgommate delle auto dei carabinieri da cui sono scesi i militari con le armi strette in pugno pronti a prendere la mira. Poi il portone principale del duomo si apre, escono i carabinieri, si tolgono il giubbotto anti proiettile e entra il 118. E' tutto finito.

Sei ore e mezza di tensione, di lotta con se stessi per tenere i nervi a bada e per evitare che quell'uomo compia il gesto estremo
. Lo ha detto subito che la sua vita era un inferno, che la sua vita era già finita. E che da quella chiesa in cui aveva cercato rifugio non sarebbe uscito con le sue gambe. Le ultime parole sono state per il comandante dei Carabinieri di Cesena Diego Polio. E' stato tra i primi a fare irruzione in chiesa. Per sei ore non ha mai lasciato la sua postazione. Era il più vicino all'assassino tutti gli altri a trenta metri di distanza con gli occhi nel mirino. Insieme a lui un mediatore giunto da Bologna.

Gaetano delle Foglie, detto Nino, ha detto le sue ultime parole al militare dell'Arma: “Sei una brava persona”. E poi lo sparo. Non c'è stato niente da fare. L'uomo ha lasciato delle note scritte. La Voce di Romagna ne svela il contenuto. L'uomo ha ripercorso su carta, riga dopo riga, la storia con Sabrina alla quale l'uomo si era aggrappato dopo la scomparsa della moglie due anni fa per un male incurabile.

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Pensava addirittura alla convivenza, ma a Sabrina, sempre da quanto si legge, bastavano i week end. Non si sa cosa sia scattato nella mente dell'uomo, ma nulla di sensato. Si procura una pistola, una calibro nove, affitta un'auto a Bari e risale lo stivale. Arriva fino all'auto di Sabrina parcheggiata con il motore acceso fuori casa dell'amica, che è anche la figlia del suo carnefice. Poi la gelosia cieca sfocia in un litigio e in due colpi di pistola davanti ai muratori che hanno assistito alla scena.

Sempre negli “appunti di viaggio” rivela che l'arma la voleva puntare su di sé per farla sentire in colpa. Ma le cose, come tutti sanno, sono andate in maniera diversa e molto più tragica.
 

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