Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca Oltresavio / Via Goffredo Mameli

Uccide l'ex in via Mameli. Si barrica nel duomo di Cervia e si ammazza

Giovedì mattina di fuoco a Cesena. Una donna di 45 anni, Sabrina Blotti, è rimasta uccisa in una sparatoria. Il fatto è avvenuto intorno alle 8.30 in via Mameli. Il killer, Gaetano Dalle Foglie, si è ucciso nel duomo di Cervia

Giovedì mattina di fuoco a Cesena. Una donna di origini pugliesi, Sabrina Blotti di 45 anni, è rimasta uccisa in una sparatoria. Il fatto è avvenuto intorno alle 8.30 in via Mameli, all'altezza del civico 320. La ferita è stata immediatamente soccorsa dai sanitari del “118”, intervenuti con un'ambulanza e l'auto col medico a bordo, ma nonostante i tentativi disperati di rianimarla per la donna non c'è stato nulla da fare. La donna è morta poco prima di arrivare all'ospedale "Maurizio Bufalini".

Il killer, Gaetano Delle Foglie, si è asserragliato all'interno del duomo di Cervia. Si è seduto nei pressi dell'altare con in mano la pistola che, ogni tanto, si è puntato al petto e al volto. Per tentare una mediazione si sono recati sul posto il procuratore capo di Ravenna, Roberto Mescolini e i sostituti, Roberto Ceroni - pm di turno - e Angela Scorza insieme ai vertici di polizia e i Carabinieri di Cesena e Ravenna. Ma dopo una estenuante
trattativa, si è tolto la vita.

IL FILM DI UNA GIORNATA TERRIBILE -  Sabrina Blotti è stata freddata con tre colpi di pistola. Quando il personale di "Romagna Soccorso" è arrivato sul posto, la donna era ancora agonizzante. Ma purtroppo il suo cuore è cessato di battere poco dopo. Subito si sono attivate le forze dell'ordine alla ricerca del killer, con pattugliamenti che hanno interessato non solo la zona di Cesena, ma anche le province limintrofe.

IL DELITTO - Nel frattempo l'area del delitto è stata isolata dalla Scientifica con del nastro isolante. La vittima, secondo una prima ricostruzione dei fatti, era appena uscita dall'abitazione di un'amica che la ospitava. Dopo esser salita in auto ed acceso il motore, è stata avvicinata dall'uomo, con il quale sembra avesse una relazione. Nè è nato improvvisamente un litigio al culmine del quale l'individuo ha tirato fuori la pistola, premendo il grilletto per due volte. Il delitto si è consumato davanti agli occhi increduli e terrorizzati di alcuni operai, impegnati nella costruzione di un'abitazione.

FUGA - Subito dopo gli spari i manovali hanno cercato di bloccare l'omicida lanciandogli addosso pezzi di legno, cercando di richiamare anche l'attenzione dei passanti al grido di "assassino". Uno di questi ha accusato un lieve malore. Tutti sono stati poi portati in Commissariato per esser ascoltati dal personale della Squadra Mobile, diretti dal dirigente Claudio Cagnini. Dopo aver freddato la ex, l'uomo si è diretto, non è ancora chiaro il perchè, a Cervia. Durante la fuga l'uomo non ha spento il suo cellulare. Questo ha permesso ai Carabinieri di individuarlo nei pressi della piazza di Cervia dove è stato incrociato dal tenente della stazione di Milano Marittima. L'uomo è scappato in chiesa, si è seduto sull'altare con l'idea di suicidarsi.

BARRICATO NEL DUOMO DI CERVIA - Gli inquirenti hanno subito individuato la pista: a ucciderla è stato proprio il padre sessantenne dell'amica della vittima, con il quale quest'ultima avrebbe avuto una breve relazione. Ma lui non accettava che fosse finita. L'individuo è stato visto aggirarsi armato nella zona di San Mauro in Valle. Quindi si è barricato all'interno del duomo di Cervia, dove è circondato da Polizia e Carabinieri equipaggiati con mitra, pistole e giubbotto anti-proiettile. L'assassino si è seduto sull'altare con la pistola puntata sulla tempia. La piazza antistante il luogo sacro è stata presiedata dalle forze dell'ordine ed interdetta ai passanti.

LA TRATTATIVA - I Carabinieri, guidati dal colonnello Guido De Masi e dal tenente Colonnello Antonio Sergi, sono entrati nella chiesa insieme ai pm Mescolini, Ceroni e Scorza e con l'aiuto di due esperti psichiatri arrivati da Bologna per trattare con il killer, che ha chiesto solo una bottiglia d'acqua. Presenti anche il vescovo Giuseppe Verrucchi per tranquillizzare don Umberto Paganelli (che inizialmente aveva tentato di parlare con l'omicida) e il sindaco Roberto Zoffoli. Ai militari l'assassino ha ripetuto che non voleva uccidere la donna. Per tutto il periodo ha alternato momenti di apparente tranquillità a attimi di agitazione. Intorno alle 17 sembrava che fosse giunta l'ora della resa, ma Delle Foglie ha chiesto di uscire dal luogo sacro di piazza XX Settembre con la pistola. A quel punto l'accordo è saltato.

A portare avanti la trattativa c'era un mediatore di Bologna e il comandante dei carabinieri di Cesena Diego Polio. Gli altri agenti venivano tenuti a trenta metri di distanza.

IL TRAGICO EPILOGO - Alle 18.29 l'uomo si è sparato. Un colpo secco al cuore. Sentito anche dai cronisti e fotografi presenti in piazza XX Settembre, ancora dalle forze dell'ordine ed interdetta ai passanti. Subito si sono precipitati sul posto i sanitari del "118" per verificare le condizioni dell'individuo, ma non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Pochi istanti dopo lo sparo alcuni carabinieri sono usciti dalla porta principale del duomo levandosi il giubotto e il casco anti proiettile.

LA VITTIMA - La quarantacinquenne, originaria di Bari, ma da quattro anni residente a Cesena, aveva recentemente divorziato da un militare dell'Aeronautica. E' toccato a quest'ultimo il triste riconoscimento della donna all'obitorio dell'ospedale. La vittima lascia due figli ancora minorenni, un maschio di 6 ed una ragazza di 14 anni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, due mesi fa la vittima aveva denunciato l'assassino per stalking. La segnalazione risale al 19 aprile scorso. Dopo qualche settimana Sabrina morirà per mano sua .

Il suo carnefice invece, secondo le prime ricostruzione, risiede a Bari. I due si sarebbero conosciuti sette mesi fa per interrompere la relazione dopo cinque mesi. L'uomo, che faceva il venditore ambulante di frutta, attività che ha passato al figlio maschio, non avrebbe accettato la cosa. E' partito  mercoledì notte da Bari, pare con una Audi A3 affittata, e ha raggiunto la donna. Non ha dato spiegazioni del gesto che lo ha portato a uccidere la sua ex. "La mia vita è finita mesi fa - ha detto agli agenti - è una vita di inferno. Volevo solo parlarne ,non volevo ucciderla".

I PRECEDENTI - Il movente sembra quello passionale insomma. Se così fosse si tratterebbe del quarto delitto in poco più di un anno che hanno sconvolto Cesena e i comuni limitrofi (leggi l'articolo completo). Eleonora Liberatore, Stefania Garattoni e Gaetana Dama sono tutte vittime di storie d’amore finite a cui i partner non vogliono rassegnarsi. Una decisione che non viene accettata dal compagno che risponde in maniera violenta e priva di senso lasciando inevitabilmente spazio a interrogativi e dubbi, ma soprattutto un vuoto incolmabile nei familiari delle vittime.

>OMICIDIO DI STEFANIA GARATTONI

>OMICIDIO DI ELEONORA LIBERATORE

>OMICIDIO DI GAETANA DAMA

IL COMMENTO DEL SINDACO - "Siamo sbigottiti e addolorati per l’assassinio di Sabrina Blotti, la giovane madre brutalmente uccisa a colpi di pistola per strada. A premere il grilletto un uomo con cui aveva avuto una relazione e che l’ha attesa fuori casa". E' quanto scrivono il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, l’assessore alle Politiche delle Differenze, Elena Baredi, e la Presidente del Consiglio Comunale, Rita Ricci.

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