Omicidio di Sabrina Blotti, il sindaco: "Sbigottiti e addolorati"

E' quanto scrivono il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, l'assessore alle Politiche delle Differenze, Elena Baredi, e la Presidente del Consiglio Comunale, Rita Ricci

Sabrina Blotti (Facebook)

"Siamo sbigottiti e addolorati per l’assassinio di Sabrina Blotti, la giovane madre brutalmente uccisa a colpi di pistola per strada. A premere il grilletto un uomo con cui aveva avuto una relazione e che l’ha attesa fuori casa". E' quanto scrivono il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, l’assessore alle Politiche delle Differenze, Elena Baredi, e la Presidente del Consiglio Comunale, Rita Ricci.

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"Il nostro pensiero corre, prima di tutto, alla famiglia, ai giovanissimi figli di Sabrina e alla loro immensa sofferenza per questa morte crudele e inaccettabile - affermano Lucchi, Baredi e Ricci -. A nome di tutta la città esprimiamo loro il nostro cordoglio. Non possiamo non interrogarci sul senso di questa vicenda che, purtroppo, ripropone un copione che abbiamo già visto ripetersi troppe volte: dall’inizio del 2012 in Italia 55 donne sono state uccise per mano di mariti, fidanzati, uomini che dicevano di amarle; e nel giro di poco più di un anno sono già 4 le giovani donne del nostro territorio che hanno perso la vita in questo modo".

"Li chiamano ‘delitti passionali’, ma con la passione e l’amore non hanno nulla a che fare - tuona il primo cittadino -. Si tratta di inciviltà, di un modo distorto di intendere le relazioni interpersonali, in cui si guarda all’altro come a un oggetto da possedere e non come un individuo autonomo, dotato di sentimenti e libertà di pensiero e di azione.  E guarda caso, il soggetto più debole, costretto a subire, è quasi sempre una donna. Un’idea che rifiutiamo decisamente".

"Il nostro sgomento e la nostra inquietudine sono tanto più grandi, perché da tempo lavoriamo per diffondere nella città una cultura del rispetto e della non violenza. Proprio mercoledì abbiamo incontrato nella sala del Consiglio Comunale tanti ragazzi e ragazze delle scuole di Cesena che hanno partecipato in un progetto di approfondimento e riflessione su questi temi. Questo nuovo terribile episodio deve richiamare tutta la comunità a impegnarsi per prevenire tragedie come quella di giovedì e quelle che sono costate la vita a Stefania, Eleonora, Gaetana".

"Nel loro ricordo, l’impegno per far crescere una cultura del rispetto e del rifiuto della violenza diventa una priorità civile e politica. Per non dover piangere più un’altra sola donna", concludono Lucchi, Baredi e Ricci.

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