Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca Via Isei

Oggi è un locale gestito da padre e figlio, visita guidata alla chiesetta sconsacrata che fu delle benedettine

La chiesetta è stata costruita ex novo dalle Monache stesse nel 1917-1918, affidando la sua costruzione - che rispecchia uno stile Eclettico - alla scuola di marmisti cesenate chiamati gli artigianelli del Lugaresi

Solo per oggi, venerdì 21 giugno, dalle 19 alle 20.30 si potrà visitare la chiesa sconsacrata di via Isei con le guide Fai. Esperti di arte locale accompagneranno i visitatori alla scoperta della chiesetta che fu del Monastero dello Spirito Santo delle monache benedettine, ora diventato locale "Do ut Des" Art & Coffe gestito da Gerry Antico e suo figlio. Dopo la visita ci sarà una degustazione e dalle 21.30 un piccolo concerto con pianoforte e clarinetti tra le pareti suggestive dell'antica struttura.

La chiesetta è stata costruita ex novo dalle Monache stesse nel 1917-1918, affidando la sua costruzione - che rispecchia uno stile Eclettico - alla scuola di marmisti cesenate chiamati gli artigianelli del Lugaresi. Tra questi spicca la figura di un pittore cesenate molto conosciuto Fortunato Teodorani (Cesena 1888-1960) e di Egisto Belletti che era un artigiano-artista del Lugaresi , il quale si specializzò nella realizzazione di elementi architettonici e decorativi, stucchi e ornamenti e che nel 1928 fu insignito, per legge dello Stato, del titolo di Architetto.

Lo stesso, con la scuola degli Artigianelli del Lugaresi, dove vi erano laboratori di marmo, di cemento e dove in tanti imparavano un mestiere utilizzando anche una buona manualità, realizzarono diversi interni di Chiese con l’utilizzo anche di pietra artificiale (materiale innovativo e durevole). L’abside della Chiesa ( che è coperta da una volta che ha generalmente la forma di semicupola) è circolare perché dedicata a Dio mentre la navata dove sta il popolo dei fedeli è rettangolare; l’abside della Chiesetta è dipinta dal pittore cesenate Fortunato Teodorani e troviamo i decori per tutta l’altezza e nella cupola la raffigurazione dello Spirito Santo. L’ abside, ispirandosi anche allo stile Gotico, è aperto per l’inserimento della grata (che divideva ed impediva l’accesso dall’esterno per rispettare la vita claustrale) e della vetrata che permetteva alle Monache di ascoltare la celebrazione della Messa. Alle spalle del presbiterio, nella dimora delle monache c’era il Coro che è un piccolo ambiente affrescato, ancora visibile che permetteva alle monache di clausura di seguire la funzione religiosa e una Pala d’Altare che oggi si trova nel nuovo Monastero in via Celincordia vicino all’Abbazia di Santa Maria del Monte, dove negli anni 1000 circa fu fondato il monastero benedettino.

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