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(Foto Davide Sapone)

(Foto Davide Sapone)

Obesità infantile, in una ricerca la giusta ricetta per sconfiggerla

Il progetto ha interessato un campione di 17 scuole per un totale di 439 bambini: 9 scuole hanno ricevuto l'intervento, mentre le restanti 8 scuole hanno rappresentato il "senza intervent) allo scopo di poter confrontare gli eventuali cambiamenti

Il numero dei bambini in sovrappeso e obesi, in età prescolare, presenta un forte aumento passando dai 2 ai 5 anni di età. Sono inoltre frequenti in famiglia comportamenti sbagliati, come uno scarso consumo di frutta e verdura, un’eccessiva esposizione alla TV associata ad una scarsa quantità di tempo dedicato al gioco attivo all’aperto.

Per prevenire l’obesità infantile e promuovere fin dall’infanzia stili di vita sani, la Pediatria di Comunità di Cesena, con il sostegno prezioso di Orogel e la collaborazione dei Pediatri di famiglia, delle Scuole d’infanzia del Comune di Cesena e della UISP, ha promosso nel 2012 il progetto biennale di prevenzione e sostegno di buone pratiche salutari che ha preso il nome di “5210 Messaggi in codice per crescere in salute”.

L’obiettivo del progetto, ideato e curato dal dr. Maurizio Iaia, pediatra di comunità e di famiglia di Cesena, è quello di favorire attraverso un intervento educativo, rivolto a bambini di 3 anni frequentanti il primo anno di scuola d’infanzia, l’adozione di 4 comportamenti protettivi contro il rischio obesità, indicati dall’acronimo 5210: cinque porzioni al giorno di frutta e verdura; due o più ore al giorno di gioco attivo all’aperto; non più di un’ora al giorno di esposizione al video; zero bevande zuccherate.

IL PROGETTO.

Il progetto ha interessato un campione di 17 scuole per un totale di 439 bambini: 9 scuole hanno ricevuto l’intervento (“gruppo intervento”), mentre le restanti 8 scuole hanno rappresentato il “gruppo di controllo” (senza intervento) allo scopo di poter confrontare gli eventuali cambiamenti prodotti dopo sei mesi e dopo 12 mesi dalla fine del progetto. Dopo un’analisi iniziale per valutare le abitudini alimentari e motorie nel contesto familiare è stato realizzato l’intervento della durata di 6 mesi, centrato sia sulla famiglia che sulla scuola

PIU' MOVIMENTO E MENO BEVANDE ZUCCHERATE

Alla prima valutazione eseguita sei mesi dopo la fine dell’intervento (Ott/Nov 2013), si è evidenziato un risultato decisamente positivo: i bambini del “gruppo intervento” hanno migliorato significativamente il loro punteggio complessivo nei 4 comportamenti protettivi contro l’obesità. Ora i bambini del gruppo intervento hanno il doppio delle probabilità di assumere comportamenti corretti, collocandosi nella fascia di rischio più bassa.

Tale esito favorevole deriva soprattutto da un miglioramento in 2 comportamenti su 4: consumo di bevande zuccherate e quantità di gioco all’aperto. A tale proposito, la probabilità di non consumare per niente bevande zuccherate è risultata 3 volte più alta nei bambini del gruppo intervento mentre la probabilità di giocare all’aperto due o più ore al giorno è risultata doppia rispetto al gruppo controllo.

PIU' FRUTTA E VERDURA

Il comportamento “consumo di frutta e verdura” risulta un po’ migliorato in entrambi i gruppi (senza differenze significative) per quanto riguarda la percentuale di bambini che consumano 4 o più porzioni al dì. Inoltre nel gruppo sottoposto all’intervento educativo si è avuto un aumento dell’8.3%, rispetto ai valori di partenza, dei bambini che consumano almeno 2-3 porzioni al dì di frutta e verdura, mentre è diminuita dell’11% la percentuale di bambini che ne consumano poco o niente (da 0 a 1 porzione al dì). Tale indicatore dimostra che vi è stato uno spostamento in senso positivo della percentuale di bambini che da un consumo scarso/nullo (0-1 porzione al di’) sono passati ad un consumo moderato (2-3 porzioni al dì). Un trend negativo nel consumo moderato di frutta e verdura si è invece osservato nel gruppo controllo.

MA LA TV E' PROPRIO DIFFICILE SPEGNERLA...

Il comportamento meno influenzato dall’intervento è stato quello del tempo di esposizione allo schermo: entrambi i gruppi sono lievemente peggiorati senza differenze significative fra di essi. Questo comportamento si è confermato il più difficile da modificare anche per il fatto che è dimostrato in letteratura che con l’aumentare dell’età dei bambini vi è sempre un corrispondente aumento di esposizione alla TV.

In definitiva, il progetto 5210, realizzato in rete da pediatri di famiglia, infermiere pediatriche territoriali e insegnanti di scuole d’infanzia, facilmente riproducibile nella routine operativa territoriale, ha evidenziato risultati preliminari promettenti nel promuovere stili di vita salutari in età prescolare.

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