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Nuovo statuto dei lavoratori, la Cgil si pone quota 17mila firme nel Cesenate

Lo scopo è quello di rinnovare lo Statuto dei Lavoratori senza prescindere dai suoi principi base, andare poi a colmare gli annosi “buchi” normativi

Una proposta di legge organica, che rivede la farraginosa normativa sul lavoro che si è stratificata nel corso delle recenti riforme: in totale 97 articoli suddivisi in tre parti, relative ai diritti fondamentali, alla rappresentanza sindacale e infine ad interventi specifici, per esempio per ridurre il precariato. Il tutto, chiaramente, visto dalla prospettiva della Cgil, che è il soggetto promotore di questa legge di iniziativa popolare che, ambiziosamente, porta il nome di “Carta dei diritti universali del lavoro” o “Nuovo statuto delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Lo scopo è quello di rinnovare lo Statuto dei Lavoratori senza prescindere dai suoi principi base, andare poi a colmare gli annosi “buchi” normativi per esempio sul potere di rappresentanza dei sindacati ed infine abolire tutte le norme, specialmente le più recenti comprese nel Jobs Act ma non solo, “che – spiega la segretaria confederale Lidia Capriotti – hanno ridefinito, destrutturato e abolito alcuni diritti del lavoratore”.

“Questa legge, se venisse approvata dal Parlamento così com’è, sarebbe già completa e organica”, spiega Capriotti. Di fatto si tratta di un “grimaldello” per spazzare via i diversi provvedimenti che sono stati osteggiati dalla Cgil nel corso degli ultimi anni, in materia di lavoro, a partire dall’ultimo Jobs Act. E su questa base la Cgil chiama a raccolta cittadini e tesserati per la firma. Lo scopo è di presentarla a livello nazionale con milioni di firme, ben oltre quindi la soglia per le leggi di iniziativa popolare, il tutto entro il mese di marzo.

Aggiunge Stefano Mazzotti, responsabile dell’organizzazione della Cgil di Cesena: “A livello locale, da qui 19 marzo, metteremo in campo 320 assemblee nei luoghi di lavoro e con le leghe dei pensionati, ma anche assemblee pubbliche, per studenti e gli altri cittadini. Coinvolgeremo inoltre le migliaia di utenti che si rivolgono alla nostra struttura per i servizi. Puntiamo in totale ad una raccolta di 17mila firme certificate, vale a dire il 50% dei nostri 33mila iscritti nel comprensorio cesenate. Saremo presenti anche tutti i sabati di febbraio e marzo, con un nostro banchetto al mercato ambulante. Si tratta di una mobilitazione mai fatta prima con questi numeri”.

La proposta di legge, aggiunge Capriotti,  vuole cancellare le “tipologie contrattuali sottopagate che umiliano le persone e che rendono il lavoro una sorta di merce, le false partite iva, il lavoro autonomo mascherato, i vaucher, 100 milioni quelli acquistati, di cui 11 milioni in Emilia-Romagna”. Si mira inoltre a cancellare “leggi che si accaniscono contro il lavoratore, per esempio col controllo a distanza o per i risarcimenti in caso di licenziamento illegittimo,  oppure che permettono di derogare in peggio ai contratti nazionali”. Conclude Capriotti: “Ci chiediamo quale società si vuole costruire e con chi si vuole competere. Diciamo no alle contrapposizione, giovani contro anziani, pubblico contro privato, precari contro i garantiti che sembrano i nuovi privilegiati”.

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