Nuovo ospedale, intervista al sindaco: "Ci serve, e sarà un'operazione trasparente"

"L'idea è costruire un nuovo "Bufalini" su un'area di proprietà pubblica, riconsegnando l'area attuale alla città, attraverso una sua destinazione a verde pubblico"

Il dibattito ha tenuto banco nelle ultime settimane: a Cesena si programma la costruzione di un nuovo ospedale. In molti si sono espressi sull'argomento, chi in modo critico, chi in modo favorevole. E' necessario sostituire il “vecchio” Bufalini? Ci sono le risorse necessarie per una grande opera di questa portata? Tanti sono i temi e i dubbi posti. CesenaToday ha intervistato il sindaco Paolo Lucchi sui vari aspetti critici.

Sindaco Lucchi, ha buttato il sasso nello stagno sull'ipotesi di costruzione di un nuovo ospedale. Tra quanto tempo potrebbe sorgere una nuova struttura del genere a Cesena?

“In realtà ho fatto di più che buttare un sasso nello stagno: con trasparenza ho posto un tema di confronto ai cesenati, mentre stiamo programmando assieme lo sviluppo futuro della nostra città. E l’ho fatto tre anni fa, quando con l’Assessore all’urbanistica Orazio Moretti iniziammo il percorso di confronto con i cesenati in vista di quelle che poi sono diventate le scelte urbanistiche che ci hanno visti riportare ad agricoli decine di ettari di terreno originariamente destinati ad appartamenti e spazi produttivi. Se non ora, quando decidere assieme se dotarci di un nuovo e moderno ospedale, sostitutivo di un Bufalini inaugurato nel 1962 e programmato ancor prima, quando le esigenze sanitarie dei cesenati erano ben diverse dalle attuali?

Come è messo l'attuale Bufalini? Quali sono le sue criticità?

“Pur non sottovalutando le importanti opere di adeguamento ed ampliamento che si sono succedute negli anni, il nostro ospedale oggi presenta alcune evidenti criticità strutturali. Tra le altre: la collocazione su una collina, che rende difficilmente superabili le tante difficoltà collegate con le barriere architettoniche esistenti e con la necessità di un appropriato servizio di mobilità; una disomogeneità di accessi e di percorsi interni, dovuta sia alla collocazione geografica che agli adeguamenti ed ampliamenti strutturali realizzati negli anni; una evidente impossibilità di ampliamento ulteriore degli spazi dedicati ai servizi sanitari, che quindi limiterebbe per sempre lo sviluppo del presidio; una ancor più evidente impossibilità di dedicare aree limitrofe, in maniera coerente al bisogno dei cittadini, all'accesso ed alla sosta delle auto, rendendo estremamente problematica la sosta”.

La localizzazione. Si è parlato di Villachiaviche, sulla gronda-bretella, vicino al casello di Cesena Sud. E' l'unica localizzazione? Chi requisiti deve avere il luogo prescelto?

“A mio parere il nuovo Ospedale di Cesena dovrebbe essere collocato su di un terreno di proprietà pubblica (e ce ne sono anche altri oltre a quello di Villa Chiaviche), pianeggiante e ben servito dalle principali arterie di traffico, quali l'autostrada A14, la superstrada E45/E55 e la Secante; inoltre l’area dovrebbe essere dotata di un buon collegamento con la rete viaria cittadina e con la stazione ferroviaria e garantire la vicinanza con l'aggregato urbano della città, in modo da non richiedere costosi collegamenti infrastrutturali”.

Quanto costerà una tale struttura? Come risponde a chi sostiene che in questa fase ogni euro speso in sanità dovrebbe andare al mantenimento dei servizi, al personale, alle apparecchiature e non all'edilizia?

“Prima di valutare il costo, bisognerà decidere “se” e “quando”. Ad oggi non esistono progetti già tracciati. Quanto alla seconda obiezione, ritengo invece che un nuovo ospedale (con nuove e moderne tecnologie, nuova organizzazione) aumenterebbe anche la nostra capacità attrattiva verso i migliori professionisti, che oggi è già alta, perché è evidente che sia i medici e gli operatori sanitari, che le nuove attrezzature, devono lavorare in condizioni strutturali di elevata qualità. Mettere in contrapposizione le due scelte (struttura dell’Ospedale e personale dello stesso) è proprio poco utile ed anche sbagliato. Aggiungo che piuttosto a me parrebbe utile discutere e decidere sulla reale sostenibilità delle potenzialità attuali di sviluppo dei servizi sanitari, in particolar modo nell'ambito di riferimento territoriale della Romagna ed a partire dalla vocazione caratterizzante per Cesena del “trauma center”; su una collocazione territoriale più coerente allo sviluppo moderno della città di Cesena, a cominciare dalla realizzazione della nuova rete viaria determinata innanzitutto dalla Secante, che ha migliorato i collegamenti da e per gli altri territori della Romagna”.

Quando parliamo di “Ospedale della Romagna” esattamente cosa si intende? Non è una dicitura che rischia di far sollevare tutte le città vicine?

“In realtà di “Ospedale della Romagna” hanno parlato alcuni che hanno mal posto il tema. Mai io. Il nuovo Bufalini dovrà essere “l’Ospedale di Cesena”, con valorizzate al meglio le sue eccellenze al servizio della sanità romagnola. Ma lo stesso si dovrà dire sempre più anche degli ospedali di Forlì, Ravenna e Rimini. Punto”.

Come evitare che – trattandosi anche di un grande progetto edilizio e urbanistico – non vi sia un'eventuale speculazione edilizia?

“L’idea dell’Amministrazione comunale (e la mia personale) è quella di assumere una scelta, vincolata e non derogabile: costruire un nuovo “Bufalini” su un’area di proprietà pubblica, riconsegnando l'area attuale alla città, attraverso una sua destinazione a verde pubblico (con ripristino e realizzazione di un nuovo grande Parco urbano), garantendo che la differenza tra nuova costruzione e nuova area verde, sia “zero”. Il che significa che un’area di campagna trasformata in nuovo ospedale dovrà essere sostituita da un vecchio ospedale trasformato in parco. Varrà poi la pena di mantenere sull’area attuale solo la “Piastra”, di recente costruzione, nella quale ampliare l’offerta dei servizi territoriali per gli anziani, i malati cronici, le persone con disabilità. L’Assessore Simona Benedetti sta già lavorando da anni in questa direzione e, quando ve ne saranno le condizioni, saremo pronti ad accelerare. Dove potrebbe essere la speculazione edilizia in questo modo?”

L'attuale Bufalini è stato oggetto di interventi edili consistenti nel decennio passato e altri ne arriveranno. Il Comune stesso per esempio aveva ideato un sistema di scale mobili tra i parcheggi più bassi e l'ingresso. Sono stati interventi sovrabbondanti a questo punto? I lavori già programmati procederanno secondo i programmi?

“Abbiamo il dovere di preservare al meglio la nostra sanità e questo significa continuare ad investire per garantire che il Bufalini sia all’altezza delle aspettative dei cesenati. Quindi nulla cambia, per ora, sulle scelte di investimento già decise e finanziate. Se poi decideremo di accelerare sul nuovo ospedale (come io mi auguro), dovremo fare una riflessione anche su questo. Ma il Bufalini attuale dovrà restare funzionale e sino all’ultimo giorno all’altezza di una sanità di qualità come la nostra”.

Passiamo ai commenti critici. Il sindaco di Forlì Drei ha dato un'opinione sostanzialmente negativa su quest'ipotesi. Cosa si sente di rispondere?

“Che sono rimasto sorpreso dalla sua presa di posizione, tra l’altro diffusa su facebook (mentre io penso che gli amministratori si debbano esprimere attraverso altri canali). In ogni caso Davide sa bene che ci sarà tempo per ragionare tra città e tra amministratori e le indicazioni fornite dagli onorevoli forlivesi Marco di Maio e Bruno Molea – che condivido nel merito e nella sostanza - mi paiono voler favorire un dialogo positivo. Soprattutto utile ad evitare un’inutile contrapposizione Forlì-Cesena, che giustamente si accantonò sia quando si decise di costruire il nuovo ospedale di Forlì sia quando, in tempi più recenti, si scoprirono le gravi difficoltà di bilancio dell’Ausl forlivese, non lasciando solo quel territorio”.

Il presidente della Regione Bonaccini, invece, ha tenuto la porta aperta ma di fatto non si è espresso. Come giudica questa reazione?

“E' stata una battuta riportata da un quotidiano, mentre Bonaccini era impegnato a celebrare il 25 aprile a Cesena. Io sono sempre per utilizzare al meglio i canali ufficiali, in totale trasparenza e non per prendere questa o quella frase, magari decontestualizzata. Una cosa è certa: in questi mesi ho mantenuto un dialogo costante con Marcello Tonini, Direttore Generale della nostra Ausl Romagna, con Stefano Bonaccini, con l’Assessore regionale alla sanità Sergio Venturi. Anche perché, non dimentichiamolo, a finanziare il nuovo ospedale di Cesena dovrà essere naturalmente la Regione che quindi, e non solo per questo, è tra gli attori protagonisti del confronto”.

Tra i critici anche l'ex sindaco Roberto Balzani che un po' nel suo stile si è espresso in modo netto

“Non ne sono sorpreso. Forse sarebbe bene ricordare che Roberto (lo scrive lui stesso) sull’Ausl unica della Romagna ha sempre avuto perplessità. Ed inoltre, penso proprio che abbia anche altre ragioni per avere dubbi su una sanità pubblica rafforzata in Romagna, se non altro perché, con la sua famiglia, è tra gli azionisti della sanità privata forlivese (Villa Igea e Villa Serena)”.

Con lo spostamento più verso il mare dell'ospedale, la struttura di Cesenatico deve temere qualcosa?

“Questa è una domanda che non tiene conto dell’organizzazione vera della nostra sanità. Già oggi gli ospedali di Cesena e Cesenatico svolgono funzioni diverse. Domani le stesse diversità resteranno così come resteranno i due presidi”.

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