Nuovo centro islamico a Savignano? La Lega: "Non ci proceda a variante"

Commenta così Veniero Pasolini, vicesegretario provinciale e segretario di Savignano della Lega sulla notizia relativa dell’acquisto all’asta, da parte dell’associazione islamica, dell’edificio

“Saranno anche ‘prematuri’, come sostiene il sindaco Filippo Giovannini, i tempi per affrontare il discorso dell’eventuale richiesta di variante per l’edificio artigianale acquistato dall’associazione islamica ‘La Pace’, ma è meglio chiarire da subito la questione. Dovrà essere messo nero su bianco, in modo chiaro e trasparente, quali attività si intendano svolgere in quella struttura e se queste saranno compatibili con la sua destinazione d’uso. Da escludere, poi, che si proceda a una variante, a meno che qualcuno non l’abbia già promessa all’associazione. Ma questo qualcuno dovrà venire allo scoperto e spiegarne per bene i motivi alla popolazione di Savignano”.  

Commenta così Veniero Pasolini, vicesegretario provinciale e segretario di Savignano della Lega sulla notizia relativa dell’acquisto all’asta, da parte dell’associazione islamica, dell’edificio già al centro della cronaca nei mesi scorsi come possibile sede della moschea della città del Rubicone. “Al contrario di certe forze sociali e politiche, come il Pd, noi stiamo molto attenti a ciò che accade in Italia, anche in questa regione in cui è stata riconosciuta tempo fa una deriva integralista, ma anche in altri Paesi dove l’insediamento di sedicenti centri culturali e sociali islamici nei vari quartieri cittadini ha provocato problemi da molteplici punti di vista. Non ultimo quello della sicurezza e della radicalizzazione delle comunità. La diffusione di queste centri non risponde ad un’effettiva esigenza dovuta ai numeri degli immigrati islamici, che, tra l’altro, sono divisi in gruppi anche antitetici fra loro, ma a piantare bandierine sul territorio per dimostrare la diffusione dell’islam politico militante, spesso il più radicale. Noi non abbiamo una posizione di antagonismo all’islam, tutt’altro. Ma, come in tutte le attività politiche, amministrative e sociali rivolte alle nostre comunità e alla loro tutela, crediamo si debba agire con consapevolezza e responsabilità. Le moschee (che non sono assolutamente ‘chiese’ musulmane, ma hanno funzioni polivalenti) e i centri culturali islamici, che spesso celano moschee abusive, sono anche i luoghi da cui si irradia l’islam radicale in particolare nelle comunità insediate in paesi non musulmani. Non lo diciamo noi ma la mole di inchieste e approfondimenti realizzati in questi anni in Italia e altrove. Dunque, questo tema non può essere trattato con sotterfugi o pressapochismo”.

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