Nuovo campus, Lucchi: "Senza università oggi Cesena sarebbe una città peggiore"

“Come sarebbe oggi Cesena senza l’Università? Potrei aggettivare parlando di una città meno vivace, meno bella, meno forte, meno aperta"

“Come sarebbe oggi Cesena senza l’Università? Potrei aggettivare parlando di una città meno vivace, meno bella, meno forte, meno aperta al mondo ed ai giovani. O potrei, semplicemente, sostenere che, senza la sua Università, Cesena sarebbe peggiore”: è così che il sindaco di Cesena ha salutato l'inaugurazione del nuovo campus a Cesena, all'ex Zuccherificio. Lucchi in questo frangente ha ricordato il “pensiero lungo di coloro che all’interno del Comune di Cesena e dell’Università di Bologna, nelle forze politiche ed in quelle culturali ed associative, oltre 30 anni fa decisero di procedere con un percorso che oggi a tutti noi tocca la fortuna di poter concretizzare”.

“Perché se oggi questo Campus è collocato qui -  a ridosso di un grande Parco urbano dotato della migliore impiantistica sportiva, all’interno del tessuto cittadino – ed è parte di una presenza universitaria di qualità, avanzata, organizzatissima, lo dobbiamo ad un confronto partito in realtà con alcuni lustri di anticipo. Ed a tal proposito voglio ricordare che il documento informativo dal titolo “L’Università di Romagna”, che la Giunta del Comune di Cesena indirizzò alle scuole, ai Quartieri, al Consiglio Comunale, alla città, risale al 1981, così come il primo insediamento del 1989 fu preceduto sin dal 1985 da una variante al Prg, costruita partendo da una visione di città, di università, di istruzione”

“L'Università a Cesena è stata più forte di ogni criticità, più forte di alcune teorie che 30 anni fa puntavano alla realizzazione di un Ateneo romagnolo, scelta che si sarebbe rivelata scellerata e che oggi avremmo definito anche antieconomica. L'Università è stata più forte di sedi spesso non all’altezza, come evidentemente lo era quella dedicata ad ingegneria, collocata in un contesto di edifici per lo stoccaggio e la lavorazione della frutta. Così come sarà più forte dei disagi che, inevitabilmente, in questa prima fase di “annusamento” reciproco i residenti di questa zona ci stanno segnalando relativamente ai parcheggi. È stata più forte dell'iniziale pregiudizio nei confronti di una città che, da Bologna, era spesso vista come provinciale e non adeguata. È stata più forte dello scetticismo di chi, un tempo, sosteneva che la qualità di ricerca e didattica non sarebbe mai potuta essere a livello della sede madre”.

Conclude Lucchi: “Chi potrebbe dunque immaginare oggi Cesena senza l'Università? Come potremmo pensare di rinunciare oggi a quel tesoro inestimabile di sapere, di proiezione verso il futuro, di sostegno alle nuove generazioni? La ragione fondante di queste consapevolezze va cercata ben più lontana dall'indotto economico, stimato ormai già alcuni anni fa in 50 milioni di euro all'anno; ben più a fondo della possibilità per le nostre imprese di avere una continua potenzialità di assunzione agevolata dall'ottimo lavoro formativo dell'Università; ed anche ben più lontana dalla bellissima opportunità di chiamarsi "città universitaria". La ragione fondante è a mio avviso collocata nell'immensa potenza del sapere, della diffusione della conoscenza, della formazione e dello studio continuo”.

Il sindaco infine ha ricordato che “il progetto complessivo del Campus cesenate, prevede la completa riorganizzazione degli insediamenti universitari, raggruppando in quest’area (il comparto Ex Zuccherificio) anche tutte le altre sedi universitarie, ad esclusione dei Corsi di Studio in Tecnologie Alimentari e Viticoltura ed Enologia, ospitati nella bellissima a Villa Almerici e nel nuovo Tecnopolo lì collocato. Quindi, nei prossimi anni, qui sorgeranno anche un nuovo Studentato e la sede di Psicologia”.

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