Nuovi poveri anche tra i negozianti che chiudono: ricerca di Confcommercio

Un monitoraggio sulle imprese commerciali, turistiche e dei servizi espulse dalla rete e sugli ex titolari che non si sono ricollocati sul mercato e sono senza lavoro, con gravi disagi per le famiglie

Un monitoraggio sulle imprese commerciali, turistiche e dei servizi espulse dalla rete e sugli ex titolari che non si sono ricollocati sul mercato e sono senza lavoro, con gravi disagi per le famiglie e pesanti ricadute sociali sul territorio: è uno dei progetti della nuova giunta Confcommercio cesenate eletta a luglio e in carica fino al 2020.

"Quando chiude un'attività - rimarca il presidente Corrado Augusto Patrignani - non di rado l'ex titolare finisce nella marginalità perché non riesce a ricollocarsi, specie se ha un'età di un certo  peso. Cresce dunque la fetta dei nuovi poveri, se così vogliamo chiamarli, di cui nessuno si occupa e che non possono fruire di ammortizzatori".

"A Cesena e nel comprensorio negli ultimi anni hanno abbassato le serrande numerose attività - aggiunge il direttore Giorgio Piastra -  e nel contempo parimenti, ne hanno aperte altre, in particolare nel commercio al dettaglio. Il fenomeno è presente tra quelle più giovani, dove il turn over è assai rilevante, ma anche in negozi consolidati e di lungo corso che sono stati espulsi dal mercato a causa della crisi. Confcommercio intende censire il fenomeno e promuovere iniziative di sostegno economico favorendo una nuova sensibilità culturale su questo versante, a favore delle persone inoccupate uscite dal nostro settore".

"Succede purtroppo non di rado - rimarca il presidente Patrignani - che la chiusura delle attività con la perdita del lavoro di titolari e collaboratori dipenda da situazioni esterne all'attività stessa, nella fattispecie dalla mancanza di politiche incentivanti a favore di chi intraprende fra cui scelte urbanistiche e sul traffico da parte delle amministrazioni che tolgono dalla fruibilità piena zone di città terziarizzate, private del necessario passaggio. Ecco allora che l'espulsione dalla rete distributiva di molte attività, va evitata a monte, con politiche preventive che rendano più favorevole il fare impresa, attraverso interventi concreti di carattere fiscale e burocratico, oltrechè politiche di incentivazione. Il commercio fa la città e la città deve tenerselo stretto e fare di tutto per evitare la chiusura di attività. Confcommercio intende contribuire - chiude il presidente Patrignani - a far maturare una sensibilità comune su questo  problema, agendo sia preventivamente sia con interventi solidali nei confronti degli ex commercianti e imprenditori  in condizioni di bisogno, sperando di creare un terreno fertile per altri interventi in tal senso ad opera di enti vari ".

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