Leonardo da vinci in Romagna, comparazioni tra il caos del Fantaguzzi e il codice L

Parlare di "nuove ipotesi" in relazione a uno storico evento avvenuto più di 500 anni fa è sempre un atto di superbia, specie se illustrato da chi non proviene da quel settore accademico o da chi non abbia almeno decenni di studi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Parlare di "nuove ipotesi" in relazione a uno storico evento avvenuto più di 500 anni fa è sempre un atto di superbia, specie se illustrato da chi non proviene da quel settore accademico o da chi non abbia almeno decenni di studi specifici alle spalle. Le nuove ipotesi in oggetto sono però chiaramente documentate e non contribuiscono ovviamente a stravolgere le nostre conoscenze in merito al viaggio di Leonardo da Vinci in Romagna quanto più a cesellarne i bordi di qualche centimetro.

La ricerca è nata dal continuo sentir affermare che il cronista coevo cesenate, Giuliano Fantaguzzi, non avesse segnalato nulla di nulla sulla sua grande raccolta di cronache denominate "Caos" in merito al passaggio del grande artista fiorentino nelle nostre terre e più in specifico a Cesena. Era forte in me la convinzione che tra i meandri delle cronache, nei dettagli o in quanto relativo ai personaggi collegati a Leonardo si potessero nascondere di riflesso nuovi elementi utili; e così è stato, almeno in 2 casi.

La prima cronaca tratta dal "Caos" che, di per sé, ci offre uno spunto interessante è quella che si trova al foglio 65v relativa all'anno 1502. Il testo è apparentemente poco interessante: "El cardinal Borgia Legato, miser Agabitto e miser Ramirro venenno a Cesena". Si nota che allo stesso foglio la cronaca succede, tra le altre, alle seguenti: "La artilleria vene de campo da Urbino; passò a Cesena e andò a Forlì a dì 3 d'agosto. (…)" e "A Roma d'agosto fo morto in casa sua un + del papa che portava la croce del papa". La cronaca è quindi incardinata nel periodo dell'agosto 1502.

Vediamo quindi i 3 personaggi richiamati. Il cardinale Borgia è sicuramente Juan Borgia "il maggiore", nipote di Papa Alessandro VI e cugino del più noto e abile Cesare Borgia; ebbe vari incarichi diplomatici ma sempre e comunque in secondo piano rispetto al cugino. Miser Agabitto era sicuramente Agapito Geraldini Di Amelia, definito l'ombra di Cesare Borgia. Cito: "Agapito era divenuto la figura indispensabile nella gestione dell'attività diplomatica del Valentino. Non rari furono i suoi incontri coi grandi uomini del tempo, tra cui Leonardo da Vinci (…)". Agapito Geraldini era non di meno la persona che ha firmato, e forse ha anche scritto di suo pugno, la Lettera Patente del 18 agosto 1502, ovvero il lasciapassare destinato a Leonardo da Vinci. Miser Ramirro era infine Ramiro di Lorca, condottiero di ventura che, da fonti, a giugno "partecipa all'azione contro Urbino; corrompe il castellano Ludovico Scarmone che gli consegna San Leo.", a luglio/agosto "raccoglie a Cesena 700 fanti tra gli abitanti e li conduce all'assedio di Santarcangelo di Romagna. Ad agosto rientra a Cesena" e a settembre è "ad Imola". Ramiro di Lorca è non di meno luogotenente di Cesena per Cesare Borgia.

Innanzitutto è bene analizzare la suddetta cronaca per il messaggio essenziale che fornisce: : "El cardinal Borgia Legato, miser Agabitto e miser Ramirro venenno a Cesena". Sappiamo che il periodo in cui è inquadrato il messaggio è l'agosto 1502 ma la frase non dice che i 3 vennero insieme, non dice che i 3 provenissero dalla stessa località e nemmeno afferma che essi arrivarono a Cesena esattamente lo stesso giorno; sappiamo solo che tutti e 3 nel mese di agosto 1502 vennero a Cesena. Ma sappiamo anche che pure Leonardo da Vinci, che l'8 agosto era a Rimini, il 10 o giù di lì era a Cesena (Leonardo appunta "alla fiera di San Lorenzo" e non "il giorno di San Lorenzo"). E' plausibile che sia arrivato assieme a uno dei personaggi della cronaca? Posta in questo modo rimane solo un'ipotesi plausibile ma debole.

Mi soffermo quindi su Agapito Geraldini Di Amelia. Può essere che sia arrivato a Cesena prima del 18 Agosto 1502; in tal caso dobbiamo immaginare una scena rocambolesca con il suo arrivo, la sua permanenza pochi giorni, poi la sua partenza per Pavia dove firma e forse del tutto compila la Lettera Patente che poi fa recapitare Leonardo a Cesena. Un'ipotesi forse più plausibile in questo caso è che sia arrivato direttamente da Pavia con la Lettera Patente in mano e che l'abbia di persona consegnata a Leonardo da Vinci. Gli studiosi più specifici di questo personaggio storico, conoscendo i suoi trasferimenti, sapranno probabilmente definire meglio il perimetro di questa vicenda e, grazie anche a questa cronaca del Fantaguzzi, potremo magari stabilire che la Lettera Patente è stata consegnata a Leonardo proprio da chi l'ha firmata: Agapito Geraldini Di Amelia. Del resto se gli storici avvalorano la tesi che Leonardo da Vinci abbia raggiunto Urbino il 21 giugno 1502 assieme a Cesare Borgia, senza alcuna ragionevole fonte a supporto, potranno a maggior ragione avvalorare questa ipotesi.

Tuttavia c'è una seconda cronaca che non solo da un ulteriore e più specifico dettaglio ma per consequenzialità avvalora anche la prima. Al foglio 66r del Caos è scritto: "El cardinale Borgia vene a stare a Cesena con la famia del duca e alogiò a discrezione in casa di citadini con danno suo e discunzo asai. E a dì 8 setembre se partirono e andonno a Imola". Questa cronaca datata ha due elementi molto importanti. Innanzitutto dichiara nuovamente che il cardinale Juan Borgia venne a stare a Cesena, dopo che abbiamo visto essere arrivato nel periodo di agosto, come Leonardo, e allo stesso tempo leggiamo che vi è rimasto tutto il tempo e l'8 settembre è ripartito alla volta di Imola; proprio nel periodo tra il 6 settembre, quando Leonardo attesta di essere a Cesenatico e il 10 settembre, quando si ritiene storicamente che sia già a Imola.

La straordinaria coincidenza di periodo porta a pensare che Leonardo da Vinci sia venuto in Romagna, o comunque vi sia stato accompagnato per un lungo periodo del suo viaggio, assieme al Cardinale Juan Borgia; oltretutto anche Ramiro de Lorca si trasferirà a Imola a Settembre. Da questa ipotesi potremmo dedurre almeno un paio di conclusioni. Innanzitutto analizzando più approfonditamente la biografia e i documenti di Juan Borgia relativi al periodo in oggetto potremmo trovare di riflesso ulteriori informazioni sul viaggio di Leonardo. Inoltre la partenza dell'8 settembre da Cesena, sapendo che il 10 settembre Leonardo da Vinci è già a Imola, abbrevia drasticamente i tempi intermedi per una sosta a Faenza che giustifichi il "presunto" schizzo della cattedrale locale sul foglio 15 verso del Codice L, il cui disegno oltretutto presenta enormi difformità nella forma generale e nei dettagli rispetto al vero edificio; a maggior ragione probabilmente quella non è lo schizzo della cattedrale di Faenza come molti suppongono.

Nel collegare il Caos del Fantaguzzi con le datazioni del Codice L per giungere le ipotesi illustrate, che come anticipato allargano solo di qualche centimetro il perimetro del viaggio di Leonardo in Romagna, mi sono chiesto anche se altri ben più autorevoli studiosi prima di me avessero notato queste due importanti cronache dato che mai nelle documentazioni lette sull'argomento ne avevo notato fare il minimo cenno. Non avendo trovato nulla nelle note del Caos a cura di M.A.Pistocchi ho approfondito la ricerca sul bellissimo libro di Pino Montalti "Leonardo da Vinci e Cesena", sul libro di A.A.V.V. "Il lasciapassare di Cesare Borgia a Vaprio d'Adda e il viaggio di Leonardo in Romagna" e sul più ampio "Leonardo, Machiavelli, Cesare Borgia, Arte Storia e Scienza in Romagna 1500-1503" sempre di A.A.V.V., che contempla anche una specifica sezione su "Il periodo borgiano nella cronaca di Giuliano Fantaguzzi". Nonostante i 3 volumi si fregino della consulenza, di introduzioni e di paragrafi a cura di Carlo Pedretti, il più grande esperto vivente su Leonardo da Vinci, in nessuno dei volumi si fa cenno alle 2 cronache oggetto delle ipotesi.

Se altri studiosi minori abbiano già preso in considerazione questa ipotesi non mi è dato sapere ma proprio questo è lo spirito di questo testo; il far si che l'ipotesi diventi sempre più conosciuta e, magari, in futuro riconosciuta, e possa un giorno essere utile per ampliare ancora un po' di più ciò che conosciamo del viaggio di Leonardo da Vinci in Romagna.

Gianni Briganti

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