Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Nuove apparecchiature da 120mila euro al centro grandi ustionati

Sono state donate dalla Banca Popolare dell’Emilia Romagna per migliorare ulteriormente l’assistenza dei pazienti più gravi

La Banca Popolare dell’Emilia Romagna dona al Centro Grandi Ustionati dell’Ospedale Bufalini di Cesena una decina di nuove apparecchiature sanitarie ed elettromedicali, del valore complessivo di oltre 120.000 euro, che permetteranno di migliorare ulteriormente l’assistenza ai pazienti più gravi ospitati nel reparto cesenate, già centro d’eccellenza a livello nazionale.

Gli strumenti donati sono apparecchiature di ultima generazione destinate a migliorare le possibilità di sopravvivenza dei pazienti più critici, con ustioni e ferite alla cute molto gravi, che necessitano di un’assistenza intensiva. Particolarmente utile sarà il ventilatore polmonare con modulo “Nava”, una sofisticata innovazione tecnologica che consente un’assistenza ventilatoria costantemente in armonia con le esigenze del paziente grazie alla rilevazione diretta dell’attività elettrica del diaframma.

A completare la dotazione delle strumentazioni donate sono alcuni moderni ventilatori meccanici, un motore supplementare per il dermatomo a batteria per la Banca della Cute e la Medicina rigenerativa, un riscaldatore di liquidi da infondere, estremamente utile per prevenire l'ipotermia, la conseguente acidosi metabolica e le alterazioni coagulative nei pazienti più gravi sia in reparto sia in sala operatoria e un ecografo per un più facile reperimento dei vasi centrali profondi venosi e arteriosi, operazione spesso impegnativa su questo tipo di pazienti.

L’Azienda USL di Cesena ringrazia la Banca Popolare dell’Emilia Romagna per la generosa donazione che, oltre a testimoniare ancora una volta l’attenzione della comunità locale nei riguardi dell’Ospedale Bufalini, offre un esempio eloquente di come il mondo imprenditoriale possa contribuire in modo significativo  a mantenere l’innovazione tecnologica del Servizio sanitario pubblico.

“La Banca Popolare dell’Emilia Romagna da sempre è attenta  al territorio e questa donazione rientra nel nostro impegno a favore della collettività.  Un impegno che  va oltre il ruolo economico che ci compete, ma che  crediamo di grande rilevanza sociale  -  dichiara il dottor Massimo Versari, direttore di Area Cesena della Banca Popolare dell’Emilia Romagna - In particolare, in questo caso, abbiamo  sostenuto l’acquisto di apparecchiature ad alta tecnologia  per l’assistenza dei pazienti gravi nel Centro Grandi Ustionati. Non è la prima volta che la nostra banca opera a  fianco del mondo sanitario, per la salute e il benessere  dei cittadini, a sostegno della attività diagnostica e di ricerca della sanità romagnola”.

 
 
Centro Grandi Ustionati

Il Centro Grandi Ustionati, diretto dal Dott. Davide Melandri, è un’Unità Operativa di riferimento nazionale dedicata al trattamento delle ustioni gravi. Fiore all’occhiello dell’ospedale cesenate, il CGU del Bufalini è stato riconosciuto nel 1994 quale centro di alta specialità e punto di riferimento regionale secondo il modello Hub-spoke (centro-periferia). A livello nazionale è il riferimento per le patologie dermatologiche gravi (ad esempio gravi reazioni tossiche da farmaco) che necessitano di assistenza intensiva. Copre un bacino di utenza interregionale di circa 5 milioni di abitanti; infatti il 53% proviene da fuori regione e oltre il 90% da altre aziende sanitarie. I ricoveri presso il Centro sono in media 170 all’anno e hanno come oggetto ustioni estese oltre il 20% della superficie corporea (10% nel caso dei bambini) o ustioni meno estese ma profonde che necessitano di trattamento chirurgico o che per la loro localizzazione in zone del corpo di rilevanza estetica o funzionale vanno attentamente controllate. Più dei due terzi dei pazienti ricoverati viene operato nella sala operatoria interna di cui dispone il Servizio, per un totale di oltre 500 interventi chirurgici eseguiti ogni anno. Nei casi di minor gravità, il Centro effettua anche servizio ambulatoriale -  medicazioni e visite - con oltre 8000 prestazioni all’anno. L’utenza è per questo servizio circoscritta in prevalenza all’area romagnola con un import aziendale attorno al 50%.

Lo staff, diretto dal Dott. Melandri, è composto da otto medici dermatologi, due chirurghi plastici, venticinque infermieri e una caposala, con la collaborazione di un fisiatra, due fisioterapisti e una psicologa. Fisiatra e fisioterapisti seguono il percorso di riabilitazione, necessario per evitare esiti invalidanti del trattamento mentre la presenza di uno psicologo funge da sostegno ai pazienti e ai loro familiari, in particolare nei casi di disordine da stress post-traumatico. Il sostegno è rivolto anche agli operatori dell’Unità Operativa, comunque posti di fronte a situazioni estremamente delicate e stressanti.

Il sostegno ai malati e alle loro famiglie si avvale anche dell’attività dell’associazione di volontariato La Fenice che aiuta i pazienti a superare il trauma sia all’interno della struttura che una volta usciti dall’ospedale.

Ustioni gravi: alcol e acqua bollente le cause principali

Da una ricerca condotta dal Centro Grandi Ustioni dell’ospedale Bufalini qualche anno fa emerge che la maggior parte degli incidenti (oltre il 70%) avviene in cucina e ha come causa principale la fiamma (68%), seguita da liquidi bollenti (22,5%); in particolate, nei bambini in età prescolare la prima causa di ustione sono i liquidi bollenti.

Banca della pelle

Tra le eccellenze dell’Unità Operativa vi è la Banca Regionale della Cute, E’ una delle cinque banche del tessuto cutaneo italiane accreditate dal Centro Nazionale Trapianti (CNT) e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Istituita dal Ministero della Salute con decreto del 16 dicembre 1998, distribuisce cute su tutto il territorio nazionale. Negli anni la Banca Cute ha incrementato la propria attività su scala europea e nell’ambito della Medicina Rigenerativa e  della Bioingegneria Tessutale, avviando, inoltre, una sezione dedicata all’Attività di Ricerca Clinica.

Il Reparto - Le stanze e l’accesso dall’esterno

Il reparto dispone di quattro stanze a letto singolo e di due stanze con due letti ciascuna. Le prime, dedicate ai pazienti che necessitano di cure intensive, sono particolarmente studiate per proteggere i malati dal pericolo di infezioni: si va dai letti ad aria, fluidizzati e riscaldati, con vasca di balneazione dedicata alla pulizia delle ferite, fino al controllo della carica microbica ambientale, della temperatura e umidità, attraverso sistemi di condizionamento e ricircolo, flussi laminari a pressione positiva e filtri assoluti, utilizzati per ridurre al minimo la carica microbiotica dello spazio. Le due camere doppie, che ospitano casi meno gravi, possiedono la stessa tipologia di letti antidecubito con accesso a due vasche di balneazione situate in una stanza comune; una ulteriore vasca è allestita nel “filtro” d’ingresso, attraverso il quale transitano i pazienti al momento del ricovero.

La stessa attenzione per la protezione da possibile presenza di batteri viene riposta nel controllo dell’accesso dall’esterno, regolato in maniera altrettanto meticolosa: l’ingresso è consentito ad un solo familiare per turno, previa autorizzazione del personale sanitario e del paziente stesso, mentre gli altri visitatori rimangono nel corridoio esterno al reparto da dove possono dialogare con il paziente ricoverato attraverso la vetrata e il citofono. Per entrare all’interno del Centro si devono indossare una divisa con copricapo e copriscarpe; in caso di contatto diretto con il malato anche mascherina e guanti; sia all’ingresso che all’uscita delle stanze è indicato lavarsi accuratamente le mani.

Agli 8 posti letto del reparto si aggiunge, per i pazienti meno gravi, la possibilità di ricovero nella adiacente Unità Operativa di Dermatologia con la quale esiste una collaborazione già consolidata da molti anni.

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