Associazioni e solidarietà

Una nuova casa per le mamme: il Centro di aiuto alla vita cambia sede

Attualmente l’Associazione è costituita da 32 soci, di cui una ventina possono essere considerati operativi su base regolare mentre gli altri collaborano più saltuariamente

Una nuova casa per le mamme. La nuova sede del "Centro di aiuto alla vita" sarà inaugurata nella mattina di sabato alle 9 (in via Vigne, civico 14) alla presenza del vescovo di Cesena-Sarsina monsignor Douglas Regattieri. Nell'ambito delle iniziative collegate alla inaugurazione è in programma venerdì alle 21 nella chiesa di San Domenico di Cesena, uno spettacolo di poesia e musica, volto a sottolineare il significato più profondo del valore della vita. Per l'occasione Franco Casadei presenterà alcune poesie di sua composizione, mentre la parte musicale sarà affidata al Coro Alio Modo Canticum di Cesena, diretto dal maestro Loredana Ambrogetti e accompagnato all'organo e al pianoforte dallo stesso maestro e da Emanuele Ambrogetti.

La storia del Centro di aiuto alla vita

Gli inizi e la struttura associativa - Nel gennaio 1977, quando ancora si cercava di impedire l’introduzione di una legge permissiva dell’aborto volontario, nacque in Italia il Movimento per la Vita. Tra i primi ad aderire fu un gruppo di Cesena, per impulso dell’indimenticabile Don Adolfo Giorgini e di alcuni giovani laureati. Quegli attivisti si riunivano nei locali di Palazzo Ghini e fin dal febbraio di quell’anno organizzarono la prima marcia per la vita.  Seguirono poi la campagna per il referendum abrogativo della legge 194, e infinite altre iniziative pubbliche. Ma oltre all’attività di sensibilizzazione culturale e politica in favore della vita bisognava aiutare concretamente le gestanti in difficoltà e le loro famiglie a superare gli ostacoli che si frapponevano all’accoglienza di una nuova vita. Il 10 luglio 1978 si apriva dunque a Cesena il Centro di Aiuto alla Vita (CAV), per offrire assistenza medica, psicologica, legale, ospitalità ed aiuto economico.

Gli atti costitutivi del Movimento per la Vita e del Cav di Cesena sono stati sottoscritti presso il notaio il 21 marzo del 1984. Nel 1992 si sono aggiornati gli statuti, per adeguarli alla nuova normativa per le Onlus e il 28 gennaio del 1993 il Movimento per la Vita ed il CAV sono stati iscritti all’Albo Regionale del Volontariato come due distinte Onlus, rispettivamente ai numeri 131 e 125. Lo statuto del CAV è poi stato rinnovato nel 2014. Presidenti del Cav sono state Cinzia Alessandri dal 1982 al 2008, Maria Ridolfi dal 2008 al 2016, infine Stefania Santarelli dal 2016 ad oggi.

Le prime sedi e le attività assistenziali - Inizialmente il Centro ebbe sede presso la casa di una coppia di sposi della frazione Pioppa di Cesena. Nel 1979 si trasferì in una stanza, al secondo piano di via Tiberti n. 21, dove ora c’è la Casa del Clero. Nel 1993 col contributo della Diocesi, venne affittato un locale, prima adibito a negozio, in corso Ubaldo Comandini 32, che avendo una vetrina consentiva di far conoscere il Centro ed esporre il materiale informativo. La prima mamma in attesa aiutata nell’estate del 1978, venendo ospitata a turno presso le famiglie dei volontari. Dovevano però passare 10 anni prima che il Centro potesse disporre di una casa di accoglienza. Da allora il CAV ha aiutato a nascere più di mille bambini e salvati da morte prematura più di trecento bambini.

Nel 2008, con l’incoraggiamento del vescovo Lanfranchi e il sostegno economico della diocesi il centro si trasferì in una in una casa affittata in Corso Cavour, 132. Grazie agli ampi spazi della nuova sede e alla disponibilità di personale specializzato si avviò allora un’assistenza psicoterapeutica, e con l’intervento di una psicologa e altri esperti esterni si tennero diversi corsi di formazione per volontari. Inoltre, con l’opera gratuita di ostetriche e psicologhe da allora in poi si sono svolti annualmente corsi di accompagnamento alla nascita, massaggi al neonato, allattamento e svezzamento, con un servizio di baby-sitting offerto dalle volontarie per consentire alle gestanti e giovani madri di seguire i corsi. Nel 2014 si è tenuto un corso di Italiano. Nel 2017 con la collaborazione di alcune sarte volontarie si è attivato un corso di cucito per le mamme. 

Nel 1990 il maestro Edgardo Piraccini lasciò in eredità al CAV il suo appartamento in Viale Abruzzi n. 432, e lì fu possibile accogliere le ragazze madri bisognose di alloggio. Nel 2010, vendendo quell’appartamento e grazia anche a un’altra cospicua offerta, si acquistò una casa indipendente a Martorano, con il cortile per i giochi dei bambini, tuttora intitolata a Edgardo Piraccini. Essa permette di ospitare tre madri con un massimo di cinque bambini, e in questi anni vi hanno alloggiato oltre 40 mamme e 70 bambini. In questa casa non è però possibile accogliere anche i papà. Perciò, per poter ospitare anche giovani coppie, nel 2005 il Vescovo Lanfranchi e la parrocchia di San Martino in Fiume concessero in comodato gratuito due stanze della canonica. In questi anni hanno usufruito di tale accoglienza undici famiglie e sono nati dieci bambini. Nel 2007 il Comune ha dato in gestione al CAV un appartamento in via Savio in San Michele dove sono state ospitate sei famiglie e sono nati sei bambini. Nel 2012 la Fondazione don Baronio ha concesso in affitto agevolato un appartamento in via Aldini, dove sono state ospitate sette mamme con undici figli. Nel 2016 la parrocchia di San Vittore ha messo a disposizione in comodato gratuito un bilocale per ospitare un’altra giovane coppia in attesa, ed è nata una bella bimba salvata dall’aborto con l’aiuto del CAV.

La sede attuale - Negli ultimi anni si era capito che era troppo dispersivo lavorare su tre strutture. Perciò nel 2021, venduta la casa di Martorano e lasciata la sede di corso Cavour, abbiamo acquistato una casa più grande in via Vigne 14, vicino alla stazione ferroviaria, su tre piani e con cortile. In questi spazi può operare un maggior numero di volontari e vi abbiamo trasferito tutte le attività, integrando meglio l’accoglienza abitativa con i vari servizi di sostegno alle madri e ai bambini, l’amministrazione e il deposito dei materiali da distribuire all’utenza. La spesa è coperta da un prestito bancario rimborsabile con rate di importo abbastanza simile al canone d’affitto di corso Cavour. La casa necessitava di varie migliorie da fare, che stiamo già realizzando, e per le quali cerchiamo ancora sostegni economici e volontari che ci aiutino a ridurre i costi. Anche in questo settore cerchiamo di proseguire prudentemente a piccoli passi, attenti alla voce dello Spirito Santo per evitare errori di rotta.

L’accoglienza abitativa e il “Progetto Gemma” - Le case di accoglienza servono ad accompagnare lungo un tratto di cammino donne gestanti, madri con bambini, o giovani famiglie che vivono una vasta gamma di difficoltà: problemi economici ed abitativi, situazioni di solitudine o di disagio psicologico o famigliare, rischi di emarginazione sociale, isolamento, o violenza o abusi.
Queste abitazioni devono essere un luogo sicuro ed accogliente, caratterizzato da relazioni famigliari dove le madri si sentono accolte e partecipi di una dimensione comunitaria, parte di una rete di relazioni, valorizzate nella loro identità ed inserite in un contesto che permetta loro di esprimere la propria personalità, la propria ricchezza individuale, umana, culturale e spirituale. Si tratta tuttavia di ambienti provvisori, preliminari alla ricerca di una sistemazione duratura. Il Centro favorisce dunque la responsabilizzazione delle madri, stimolandone le capacità di progettare e gestire la propria vita in autonomia ed in armonia con se stesse e con gli altri.

In questo contesto i compiti dei volontari sono quelli di sostenere le gestanti nella loro scelta di accogliere il figlio nonostante le difficoltà ed i problemi da risolvere; accompagnare le mamme nel cammino che precede la nascita, affinché ogni figlio sia accolto in un ambiente accogliente e sereno; assistere le mamme durante il parto ed il puerperio, affinché nessuna si senta sola; essere a fianco alle mamme nel periodo dell’allattamento e dello svezzamento; proteggere i diritti delle madri e dei bambini fin dal concepimento; offrire un’esperienza di vita famigliare e comunitaria che si prende cura, ma anche sprona all’impegno ed invita alla crescita.

Nel 1994 il Movimento per la Vita promosse il Progetto Gemma, che consente di adottare a distanza una mamma seguita da un Centro, sostenendola con 160 euro al mese per sei mesi prima e fino a 12 mesi dopo la nascita del bambino. Ad adottare possono essere persone singole, o gruppi o istituzioni. A Cesena il primo bambino aiutato dal Progetto Gemma nacque già nel 1994, ventunesimo in Italia, si chiama Mauro, e oggi lavora e vive serenamente con la madre. Da allora a Cesena ne hanno usufruito oltre 200 nascituri, con adozioni promosse dalla Diocesi, dalle parrocchie, dalla Fondazione della Cassa di Risparmio, da famiglie e singoli.

I rapporti di collaborazione - Molto diverse sono le necessità delle madri in gravidanza che si rivolgono al av per aiuto: economiche, logistiche, oppure relazionali, sociali, psicologiche, o d’altro genere. Pertanto, la nostra risposta sarebbe insufficiente se non avessimo attorno a noi una rete di persone, famiglie ed associazioni con le quali collaborare. Spesso le assistite ci sono inviate dal Consultorio Famigliare dell’UCIPEM, intitolato a don Adolfo Giorgini, o da quello dell’Azienda Sanitaria Locale. Per il sostegno psicologico il CAV si avvale di una brava psicoterapeuta, e per offrire relazioni positive che le accompagnino prima, durante e dopo il parto si è costituita nel territorio una rete di mamme e di famiglie. 

Il Cav partecipa al Tavolo delle povertà, al Coordinamento operativo del Centro per le Famiglie e al Gruppo Affido, alle attività promosse dall’Ass.I.Pro.V. (Centro Servizi per il Volontariato), e dal Coordinamento del Volontariato; inoltre, si giova della cooperazione di altre associazioni (come l’Associazione Genitori Ragazzi Down) nell’organizzare i corsi di formazione per volontari e percorsi nascita anche per le madri. Grazie ad accordi con gli operatori dell’Azienda Sanitaria Locale ed i medici preposti alla diagnosi prenatale, il Cav viene contattato quando c’è una diagnosi che abbia turbato i genitori. Anche la cooperazione coi Servizi Sociali del Comune e con gli assistenti sociali è importante per affrontare i problemi delle madri assistite, mentre il lavoro in rete con le istituzioni e associazioni no-profit ha reso possibile anche il seppellimento cristiano dei feti abortiti.
Dal 2018, grazie a una convenzione con l'Ausl, il Cav ha anche un punto di ascolto all’ospedale “Bufalini”, ove possono trovare un appoggio le gestanti che si recano in ospedale per visite di controllo, per il parto, o in casi estremi per l’interruzione volontaria della gravidanza. Anche le caposala dell'ostetricia e della pediatria fanno spesso riferimento al Cav quando servono assistenza, vestiario o pannolini per le madri o per i bambini.

Il rapporto con la diocesi - Come il Movimento per la Vita, il Cav è un’associazione laica, non un’opera della Chiesa, perché il diritto alla vita è riconoscibile anche in base alla sola ragione, dunque anche da non credenti. Naturalmente però la Diocesi ha sempre mostrato grande sensibilità alla missione del Cav, appoggiando sia economicamente che spiritualmente e in ogni altro modo il suo lavoro. Il vescovo Regattieri partecipa insieme a volontari del Cav e dell’Associazione Papa Giovanni XXIII alla preghiera del rosario davanti all’ospedale. Un appuntamento particolarmente significativo a questo proposito è l’annuale giornata della Vita, celebrata in Cattedrale con la S.Messa e i battesimi officiati dal Vescovo, con eventi culturali e iniziative nelle varie parrocchie. La sua organizzazione fu curata inizialmente da don Adolfo, poi da mons. Bruno Benini, infine dalla Commissione per la Pastorale Famigliare guidata da mons. Virgilio Guidi. A questo gruppo di lavoro partecipano il CAV, il Movimento per la Vita, l’Istituto di Bioetica, l’Associazione Papa Giovanni XXIII e l’Associazione Genitori Ragazzi Down. 

Anche il vescovo Douglas ci è sempre stato molto vicino, ascoltandoci, incoraggiandoci, e partecipando alle nostre iniziative. Nel 2015 ha devoluto al CAV la raccolta per la Carità della Quaresima al Progetto Gemma, per l’adozione di dieci mamme al secondo mese di gravidanza con grosse difficoltà ad accogliere il proprio figlio. In altre occasioni ci ha donato generose offerte. 
Quando iniziammo a sentire l’esigenza di un orientamento spirituale invitammo ai nostri incontri il parroco della Cattedrale, don Gino Baldacci, che accettò volentieri, offrendoci riflessioni sempre illuminati e profonde. Dal 2011 il vescovo ha delgato a partecipare agli incontri in qualità di “Testimone della Carità” il diacono Rino Berlini che, insieme a sua moglie Palma Lucchi, è anche volontario del Cav. I coniugi Berlini sono anche responsabili della casa di accoglienza “Edgardo Piraccini”. Recentissimamente è stata introdotta la figura di un’educatrice per la casa di accoglienza, anche al fine di fornire un aiuto professionale a Palma nell’esecuzione del servizio.

Il lavoro svolto e le sfide future - Il Cav di Cesena finora ha lavorato prevalentemente per la vita nascente, ma in futuro dovrà prendersi cura anche dei malati inguaribili e degli anziani, che rischiano di restar sempre più soli, vedendosi offerte in compenso le “scorciatoie” del suicidio assistito e dell’eutanasia. Dal canto suo il Movimento per la Vita si è impegnato anche su problematiche culturali ed educative: l’educazione sessuale, la famiglia, l’indissolubilità del matrimonio, le ideologie del gender, il fine vita, la fecondazione artificiale, l’affido e l’adozione. Sono circa 3000 le madri fin qui assistite dal Centro.

L’esperienza delle volontarie e dei volontari del CAV è raccolta nel libretto 40 anni a servizio della vita, pubblicato nel 2018. Nel 2021 sono state aiutate 191 famiglie in difficoltà economica e abitativa con bimbi, attraverso carte prepagate per alimenti, con latte, indumenti per neonati, letti e carrozzine. Sei Progetti Gemma hanno aiutato a nascere altrettanti bambini. Sono state offerte consulenze psicologiche, legali e mediche, aiuto per reperire lavoro, per traslochi e affitto. Otto volontari svolgono anche servizio logistico per accompagnare a scuola i bambini, dal pediatra e per i compiti, addirittura offrono assistenza alle donne sole durante il parto. 

Attualmente l’Associazione è costituita da 32 soci, di cui una ventina possono essere considerati operativi su base regolare mentre gli altri collaborano più saltuariamente. Inoltre, l’Associazione si avvale di una rete di volontari che apportano la loro opera in maniera più o meno occasionale ma non sono facilmente numerabili; fortunatamente, infatti, per ogni nuova necessità o iniziativa si trovano sempre anime buone disponibili ad aiutarci. Chiunque voglia dare una mano sarà accolto con gioia e gratitudine. Il telefono: 349 0981604.

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