La tutela dei dialetti ritorna legge, dopo l'abrogazione "sbagliata"

L'Assemblea legislativa regionale ha approvato all'unanimità la nuova legge finalizzata a salvaguardare e valorizzazione i dialetti del territorio regionale. Il documento era stato depositato come primo firmatario Damiano Zoffoli

L’Assemblea legislativa regionale ha approvato all’unanimità la nuova legge finalizzata a salvaguardare e valorizzazione i dialetti del territorio regionale. Il documento era stato depositato da nove consiglieri del Pd, prima firmatario Damiano Zoffoli.

La nuova legge si sviluppa in sette articoli, partendo dalla premessa per cui l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di dialetti in rapporto alla superficie. “Dopo un lunga fase di disinteresse e sottovalutazione- ha detto il relatore, Roberto Piva (Pd)- solo da qualche decennio si è compreso che occorre tutelare anche il paesaggio della lingua, oltre quello naturale, e le istituzioni sono corse ai ripari per evitare la dispersione di una ricchezza culturale che andava scomparendo”.

In passato, la L.r. 45/1994 – abrogata nel dicembre scorso - aveva affidato all’Ibacn il compito di conservare, proteggere e trasmettere quello che a tutti gli effetti è un bene culturale; l’Istituto regionale per i beni artistici, culturali e naturali si è proposto di farlo attraverso l’istituzione di un Osservatorio linguistico, di un archivio lessicale, di un corpus di documentazione toponomastica e di una banca dati della memoria contadina, artigiana e industriale. "Qualche risultato è stato raggiunto- ha sottolineato il relatore- ma la vecchia legge ha sofferto dell’esiguità degli stanziamenti, non consentendo una piena realizzazione delle finalità per cui era stata approvata, fino a farla ritenere superata e assorbibile dai finanziamenti previsti sulla L.r. 37 del 1994 sulla promozione culturale". Di qui la volontà di riproporre una legge regionale specifica per la conservazione e la trasmissione del patrimonio dialettale, auspicando adesso che sia “in grado di alimentarsi di un’entrata economica sufficiente alla sua realizzazione”. In fase di prima applicazione, sul bilancio 2014 della Regione è previsto uno stanziamento di 50.000 euro.

L’articolo 2 della legge elenca le azioni e gli interventi previsti dalla normativa: la promozione di studi e ricerche sui dialetti locali in collaborazione con Università e centri di ricerca, l’organizzazione di seminari, convegni e corsi di aggiornamento, la costituzione di un fondo bibliografico specialistico e un archivio documentale consultabili on-line, la messa in rete degli archivi e dei fondi pubblici e privati esistenti e la creazione di specifiche sezioni nelle biblioteche. Sono previsti anche progetti didattici rivolti alle nuove generazioni ed il sostegno a manifestazioni artistiche e letterarie di vario genere. L’articolo 3 conferma che la gestione di queste attività sarebbe affidata all’Ibacn. Un altro articolo prevede premi e sovvenzioni per studi e ricerche, tesi di laurea e di dottorato, associazioni impegnate nell’attività di tutela e diffusione dei dialetti regionali, convenzioni con università, centri di documentazione e ricerca, enti e associazioni, istituti scolastici. E' prevista la costituzione di un comitato scientifico formato da undici persone, a cui affidare compiti consultivi e propositivi rispetto alle azioni previste dalla nuova legge: il comitato verrebbe nominato dalla Giunta previo avviso pubblico, operando a titolo gratuito a supporto dell’Ibacn.

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Per Andrea Pollastri (Fi-Pdl), “è un provvedimento significativo e importante che colma una lacuna, ma il finanziamento risulta esiguo”. Anche Marco Lombardi (Fi-Pdl), che ha ricordato la presentazione di un ordine del giorno da parte del collega Gianguido Bazzoni (Fi-Pdl) sui dialetti, ha ribadito l’esiguità dei fondi per questa legge. Per Zoffoli (Pd), “con questa legge recuperiamo il nostro passato, ma anche il nostro futuro”. Franco Grillini (Misto) ha sottolineato la "grandezza linguistica e storica dei dialetti". Infine, Giovanni Favia (Misto), che aveva presentato un analogo progetto, ha detto di “credere nella cultura e nella storia di questo territorio”.

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