"Non possiamo più andare avanti così": il gattile chiede aiuto

Il racconto di una delle volontarie: "Non so per quanto potremo ancora andare avanti: continuare così è difficile, arranchiamo ogni giorno per riuscire a farcela"

"Non so per quanto potremo ancora andare avanti: continuare così è difficile, arranchiamo ogni giorno per riuscire a farcela". Il racconto di una delle volontarie del gattile di Cesena spezza il cuore. Già nel giugno scorso era stata segnalata dalle stesse volontarie una situazione difficilissima, quando sembrava che il gattile dovesse chiudere da un momento all'altro. "Le cose non sono cambiate, anzi, semmai sono peggiorate - continua a raccontare la volontaria - A inizio luglio è subentrata in gestione l'Enpa di Meldola. Il gattile è ancora commissariato, ma nella pratica la struttura continua a essere portata avanti dalle volontarie, senza le quali il gattile avrebbe già chiuso da un pezzo".

In questi giorni nella struttura, che ospita circa 150 gatti, si è presentato un ulteriore problema. "Siamo in quarantena perchè è "esplosa" un'epidemia di gastrointerite - spiega la volontaria - Di conseguenza siamo stati costretti a bloccare le sterilizzazione, che l'Ausl ci garantisce per due giorni alla settimana, perchè non possiamo portarli nel loro ambulatorio per l'operazione, a causa del rischio di diffusione dell'epidemia. In questo modo, però, rischiamo di avere nei prossimi mesi una quantità enorme di nuovi nati, cosa che complicherebbe ancora di più la situazione". Ma nel gattile di Cesena la malattia è solo uno dei tanti problemi segnalato da chi ogni giorno si prende cura dei micetti che non hanno una casa. "Abbiamo sempre poco cibo. I cuccioli hanno bisogno di un cibo particolare "gastrointestinal", più costoso; mancano sempre le lettiere, ma soprattutto abbiamo sempre più bisogno di volontari, siamo ridotti all'osso. I Comuni che hanno firmato una convenzione con noi ricevono il nostro intervento, laddove ce ne sia bisogno, ma al contempo ritardano a far arrivare i fondi".

Il futuro del gattile si fa sempre più buio. "Riusciamo a sopravvivere solo grazie alle donazioni dei privati e delle associazioni, che fortunatamente rispondono sempre in maniera molto positiva ogni volta che chiediamo aiuto. Ma questo non basta: ci aspettavamo un ruolo diverso da parte delle istituzioni, che fossero più presenti e ci fosse maggiore collaborazione. Intanto i gatti abbandonati o randagi aumentano e i volontari diminuiscono. Non so proprio dove andremo a finire".
 

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