Next Generation Ue, il sindaco di Bagno di Romagna scrive al Premier

"Le scrivo in qualità di Sindaco di Bagno di Romagna, in riferimento ad un tema che ritengo di natura prioritaria quale il piano di investimenti europei Next Generation EU, al quale va “agganciato” un piano strategico di riorganizzazione e sviluppo del nostro Paese Italia"

Il sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini scrive una lettera al Premier Giuseppe Conte sul tema del piano di investimenti europei Next Generation EU.

"Le scrivo in qualità di Sindaco di Bagno di Romagna, in riferimento ad un tema che ritengo di natura prioritaria quale il piano di investimenti europei Next Generation EU, al quale va “agganciato” un piano strategico di riorganizzazione e sviluppo del nostro Paese Italia. Si tratta di un tema che ha una valenza unica ed irripetibile per il nostro Paese, quale pilastro fondante per la creazione delle basi su cui si dovrà reggere il futuro prossimo di tutto il sistema Italia. Un tema tanto importante quanto delicato, se consideriamo che parte degli investimenti europei dovranno essere restituiti, peraltro in un quadro di indebitamento pubblico già fortemente compromesso, ciò che rappresenterà complessivamente – guardando proprio al futuro – un problema primario per cittadini e imprese. Ormai da settimane leggiamo notizie relative a redigendi piani e programmi e di squadre che affiancheranno il Governo per la creazione del grande piano di sviluppo dell’Italia, ma di cui non è dato conoscere il contenuto e gli obiettivi, non solo a livello pubblico ma neppure ad interlocutori istituzionali quali Sindaci, Presidenti di Unioni o di Provincia, Associazioni imprenditoriali o sindacali, che sono filtri essenziali per portare a valore le esigenze socio-economiche dei territori, delle Comunità, dei giovani e degli imprenditori".
 
"In un contesto che ci mostra uno scollamento generale della società largamente considerata, mi sento il dovere di evidenziare come la mancanza di condivisione e di concertazione su un piano di sviluppo che ipotecherà il futuro di tutta la popolazione italiana sia una scelta errata oltreché non condivisibile. La prima riforma che infatti dovrebbe riguardare il nostro Paese non è né economica e né infrastrutturale, ma invece è quella di ricostruire un sentimento di unione e unità tra cittadini e tra cittadini e politica, ampiamente intesa come soggetti istituzionali chiamati a governare gli interessi pubblici. In quest’ottica, la costruzione del piano “ancorato” al Next Generation EU offre un’occasione unica e altrettanto straordinaria per recuperare e costruire una nuova fase di unità nazionale. Al riguardo, l’apertura ad un percorso ampio di costruzione e condivisione dei piani su cui basare le prossime politiche strategiche del Paese rappresenterebbe uno strumento che renderebbe il popolo italiano più partecipe, consapevole, impegnato nel presente e nel futuro, con l’effetto di sentir muovere in ognuno di noi quel sentimento di unità e solidarietà che rappresenta il più grande motore di una Nazione. Evidenziato questo primo aspetto di metodo, che vedo fondamentale quanto i programmi da individuare, mi permetto anche di evidenziare la necessità di concentrare le risorse ed i programmi su pochi ma prioritari temi, che sono la base per dare forza al Paese e creare le condizioni affinchè cittadini e imprese possano esprimere tutta la potenzialità italiana.Il primo è quello della Scuola, che va completamente riformata nei tempi, nei metodi e nei contenuti, con l’obiettivo di anticipare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, già dotati di competenze qualificate e innovative". 

 "Il secondo è quello della Pubblica Amministrazione, che deve essere riformata nella sua struttura complessiva, per diventare un apparato snello, innovativo e capace di rispondere velocemente alle esigenze di imprenditori e cittadini. Il terzo è quello della Sanità, che deve recuperare l’obiettivo della gestione dei servizi sanitari di territorio, per essere uno strumento di cura prossimo al cittadino, anche in considerazione della media anagrafica del popolo Italiano. Il quarto è quello delle Infrastrutture, che necessitano di un ammodernamento delle reti stradali e di uno sviluppo celere del copertura digitale di tutto il territorio, dalle coste alle cime più alte degli Appennini e delle Alpi. In ultimo, quello della Giustizia e con esso quello della Legislazione, che costituiscono da sempre un freno alla “normale” e fisiologica attività di cittadini e aziende. Se tutte le risorse venissero impiegate per riformare strutturalmente questi settori, il Paese avrebbe le condizioni per ripartire con quello spirito innovativo che gli imprenditori ed i cittadini italiani hanno nel dna, senza necessità di bonus e ristori ulteriori che invece avrebbero come unico effetto quello di un palliativo effimero e temporaneo. Certamente, sono convinto che ha ben presente i temi di cui scrivo, ma nella mia carica pro-tempore di Sindaco non posso non evidenziare ciò che mi pare prioritario, sulla base della condivisione concreta che ogni giorno ho con cittadini e imprenditori di un Comune italiano e che, come le comunità di tutti gli altri comuni italiani, vogliono poter partecipare alla costruzione del proprio futuro".

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