Nell'antico borgo di Calbano si celebra il Patrono Sant'Antonio da Padova

Domenica alle 17 sarà celebrata le messa dal parroco don Renato Serra, seguita dalla processione con la reliquia del Santo padovano

Il grazioso e antichissimo borgo di Calbano si riempirà di echi, suoni e vociare di gente accorsa per la festa del patrono della chiesa, del 1657, Sant’Antonio da Padova. Domenica alle 17 sarà celebrata le messa dal parroco don Renato Serra, seguita dalla processione con la reliquia del Santo padovano. Nel borgo si continuerà col rinfresco, accompagnato dalla musica dello storico impianto avalvole “Geloso”.

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Calbano vanta radici molto antiche, con gli Umbri e i Romani. Nel X secolo vede l’erezione del Castello, che nel 1220 andrà in possesso della chiesa sarsinate, la quale vi celebrerà l’importante Sinodo Diocesano del 1380. Nella prima metà del ‘400 fu occupato dai Malatesta di Cesena, che vennero scacciati nel 1463 dalle truppe del Papa e del Duca di Montefeltro. Il castello è rimasto pressochè intatto, con il “maschio” adiacente l’oratorio e sul retro, verso Montalto, i tre torrioni. L’oratorio è uno scrigno di opere d’arte. Spiccano due mobili da sacrestia del ‘500, due dipinti del 1600 raffiguranti S.Antonio da Padova e S.Antonio Abate. Del ‘600 è anche una cassapanca e il turibolo con navicella. Le lanterne processionali e il crocifisso astile sono, invece, del ‘700, insieme ad un bell’inginocchiatoio e all’ostensorio. Nell’ottocento è stato spostato l’ingresso della chiesa, che prima era dove ora c’è la parete sinistra, verso l’interno del castello. L’altare era posto ad est, ora è a nord, e nel 1907 viene montata la grande ancona in legno intagliato, arrivata a Calbano su dorso di muli, come raccontò una testimone oculare ora scomparsa. A Calbano si rivivono ancora tempi lontani, grazie al calore ospitale e l’accoglienza genuina.

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