Ex fumatore accanito vede un polmone rovinato dal cancro e sviene sotto choc

E' svenuto di fronte ad un'immagine forte, in particolare l'immagine di un polmone irrimediabilmente danneggiato dal fumo. Un motociclista cesenate Sapeva quello a cui andava incontro entrando nella mostra Real Bodies, in corso a Jesolo, in Veneto

E' svenuto di fronte ad un'immagine forte, in particolare l'immagine di un polmone irrimediabilmente danneggiato dal fumo. Sapeva quello a cui andava incontro entrando nella mostra Real Bodies, in corso a Jesolo, in Veneto, ma evidentemente l'impatto emotivo è stato comunque tale da sopraffarlo, tanto che si è reso necessario l'intervento medico. E' accaduto domenica mattina ad un motociclista 54enne di Cesena, arrivato a Jesolo con la moglie in sella alla sua moto per visitare l'esposizione sviluppata su 1250 metri quadri che offre ben 350 fra organi e corpi interi plastinati umani all'attenzione anatomica e scientifica dei visitatori.

 La coppia di coniugi romagnoli, grazie alle temperature miti degli ultimi giorni aveva infatti preferito raggiungere il Veneto in moto piuttosto che in auto. Purtroppo però, proprio durante l'agognata visita alla mostra internazionale, è accaduto un
imprevisto: il marito è svenuto nell'area della mostra dedicata ai fumatori dove sono esposti veri polmoni di persone uccise dal tumore causato dal vizio del fumo. "Entrato nel padiglione dedicato al problema del tabagismo ho cominciato a sudare" ha raccontato il 54enne "per la prima volta ho potuto vedere dal vivo gli effetti delle malattie che portano a morire per cancro alle vie respiratorie, ma la cosa che più mi ha impressionato è stato il cadavere plastinato di un deceduto per cancro dovuto al fumo".

"Una volta fumavo fino a due pacchetti al giorno - ha confessato  - l'ho fatto per quasi tre decenni e circa un anno fa ho dovuto smettere per i danni alle vie respiratorie". "La visione di quel corpo - ha continuato  - mi ha fatto sudare freddo
provocandomi capogiri perché io stesso ho subito un intervento alle vie respiratorie proprio per lo stesso problema". Il centauro, proprio per la sua vicenda personale, aveva infatti deciso di partire da Cesena per raggiungere Jesolo per vedere da vicino i danni che gli aveva provocato il fumo.

"In mostra ho visto nel dettaglio l'entità dei danni che avevo causato a me stesso fumando, identificando perfino la zona del polmone dove sono intervenuti i medici durante l'operazione chirurgica. Il rendermi conto di ciò che ho subito per sopravvivere mi ha impressionato a tal punto che mi è mancata l'aria e dopo non ricordo più niente". Il 54enne di Cesena, uomo imponente, proprio all'uscita dalla sala dell'apparato respiratorio è caduto pesantemente a terra privo di sensi senza che la moglie riuscisse ad evitargli di accasciarsi sul pavimento. Lì per lì il sonoro capitombolo ha destato un certo panico negli altri visitatori presenti accorsi per aiutarlo perché, per qualche attimo, non hanno capito di preciso cosa era successo ed hanno pensato al peggio. "Nel giro di poco tempo è stato subito assistito dal nostro personale medico predisposto per queste evenienze - conferma l'organizzazione della mostra  - che lo ha poi accompagnato in infermeria dove si è
lentamente ripreso rimanendo in osservazione per un'ora".

Di nuovo cosciente, il turista romagnolo ha voluto continuare la visita con la moglie, ma dopo una manciata di minuti si è reso conto di non essere ancora in perfetta forma in quanto era ancora parecchio scosso dalla vista dei polmoni malati, un'immagine impressa nella sua memoria che a pensarci lo mandava in stato confusionale. "Rendendoci conto che ancora non stava bene abbiamo temuto una nuova perdita di sensi" commentano gli organizzatori "per questo abbiamo chiesto a lui e alla moglie se volevano che chiamassimo un'ambulanza, o se preferivano essere accompagnati direttamente in ospedale".

Alla fine non è servito l'intervento del pronto soccorso: il motociclista è rimasto seduto per un'altra mezz'ora nell'area infermeria di Real Bodies per poi riprendersi del tutto. Nonostante l'assistenza e la situazione tornata alla normalità, il centauro non se l'è comunque sentita di ritornare a Cesena in sella alla moto e, poiché sua moglie non era in grado di guidare il mezzo a due ruote, ha chiesto alla direzione della mostra se poteva chiamare un taxi per raggiungere la stazione dei treni di Mestre e tornare a casa. "Li abbiamo accompagnati entrambi con mezzi nostri a Mestre lasciando in custodia temporanea la moto - hanno concluso i responsabili dell'allestimento - non era il caso di far correre loro ulteriori rischi”.

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