Il mosaico era l'ingresso di una villa romana, archeologi al lavoro per asportarlo

Hera potrà procedere nella zona di suo interesse, con cautela ma senza problemi.  Agli archeologi toccherà, invece, la parte più importante

I lavori in via Strinati continueranno nonostante il ritrovamento. Si lavora su su due livelli: Hera proseguirà con le sue operazioni senza, ovviamente, mettere in pericolo o sfiorare i ritrovamenti archeologici mentre, dall'altra parte, la squadra di Phoenix Archeologia Srl, con sede a Rimini e a Bologna, andrà avanti a studiare e a scavare per capire le dimensioni e l'importanza del pezzo di mosaico ritrovato. 

Trovandosi a un metro e venti centimenti di profondità, sotto un granaio scoperto per caso dagli operai al lavoro ma che non riguardava le tracce da seguire, Hera potrà procedere nella zona di suo interesse, con cautela ma senza problemi. 
Agli archeologi toccherà, invece, la parte più importante, quella di capire fin dove arriva, cosa sia (per ora si pensa l'ingresso di una villa) e soprattutto se è asportabile oppure no. Se è asportabile, la Soprintendenza dei Beni Artistici ne indicherà modi e maniera per estrarlo preservandolo il più possibile e poi, dopo averlo ricompattato e ricostruito, esporlo in città. 

Se non sarà asportabile, dovranno comunque studiarlo, catalogarlo e documentare tutto quello che sono riusciti a ritrovare e poi verrà richiusa la strada. I tempi per questo tipo di interventi, fa sapere il sindaco Paolo Lucchi, non dipendono né da Hera né dal Comune. Alla Sovrintendenza non si possono imporre scadenze e ci sono regole da seguire molto ferree e poco contrattabili. 

Curiosità sul mosaico. Il mosaico, molto ben conservato e molto nitido, sembra raffigurare una parte di animale, più probabilmente la parte posteriore di un leone. Sotto altre decorazioni e tutte composte da tessere bianche e nere. Si sa che per fare questo tipo di decorazioni venivano usate soprattutto le materie prime che si trovavano in zona, ma all'occhio di uno sportivo verrebbe da dire che forse l'accoppiata di colori bianco e nero (colori che rappresentano la città) è diventata simbolo di Cesena anche per questo motivo. Dalle prime analisi pare trattarsi di una decorazione che si trovava all'ingresso di una villa di epoca romana. Nel tempo, sopra al prezioso mosaico, sono stati buttati quattro strati di asfalto che, pero, non sono stati sufficienti a far zittire la Storia. 

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