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Lo sgomento di Borello: "Thomas, oggi un nuovo Angelo". Fatale l'impatto con la roccia

E' il giorno del dolore più straziante. La riapertura di tante attività lavorative dopo le due settimane ferragostane a Cesena avviene nella più totale tristezza

E' il giorno del dolore più straziante. La riapertura di tante attività lavorative dopo le due settimane ferragostane a Cesena avviene nella più totale tristezza. La notizia della morte di Thomas Liverani, 17 anni di Borello, domenica pomeriggio alla cascata di Civorio, nel giro di poche ore – ieri pomeriggio- ha fatto il giro di tutta Borello e di tutta Cesena, gonfiando gli occhi di lacrime di chiunque conoscesse Thomas, così come di chiunque ha un figlio e per un attimo gli balena il pensiero di quale dolore deve essere per la sua famiglia.

La madre Antonella Barchi ha esternato tutto il suo strazio in poche righe, domenica sera, su Facebook: “Addio vita mia, con te è morta una parte di me. Ti ho baciato per l'ultima volta”.  Immediato è stato lo scroscio di condoglianze e di espressioni di sofferenza sul suo profilo. Quindi la rincorsa a ripostare vecchi episodi, ricordi, fotografie degli amici di Thomas su Facebook, brandelli di una vita vissuta troppo brevemente. Il cordoglio anche sulla pagina pubblica del paese in cui abitava Thomas, in via Linaro a Borello: “Thomas, oggi un nuovo Angelo. Riposa in pace, resterai nel cuore! Ci stringiamo alla mamma, alla famiglia e al dolore di quanti ti hanno voluto bene. Il paese tutto”. Il giovane che è deceduto domenica intorno alle 15,30, in un'amena località sull'Appennino a circa 20 chilometri da casa sua frequentava l'Istituto Agrario, che tra alcune settimane riaprirà con un banco vuoto.

Il giovane si è lanciato da circa 15 metri, vale a dire dal crinale superiore da cui parte la cascata di Civorio, una bella caduta del torrente Borello in uno specchio d'acqua alle cui rive in molti vanno a prendere il fresco e a farsi un bagno nei mesi più caldi. Era con un gruppo di amici e forse, proprio il fare una cosa impressionante tutti assieme, deve avergli dato il coraggio di quel tuffo di 15 metri, che è vietato da un cartello, ma che di fatto viene eseguito da tanti giovani che si recano lì. Un altro decesso, in quella cascata, si verificò più di trent'anni fa, nel 1982, e sempre per un tuffo.

L'INCHIESTA - Sul fronte investigativo, intanto, sarà l'ispezione cadaverica o l'autopsia, se viene disposta, ad indicare le cause esatte del decesso, che però a questo punto non sono che un aspetto tecnico di una pratica poco più che burocratica. E' possibile, infatti, che il 17enne cesenate si sia dato poca spinta al momento del tuffo, forse per un attimo di esitazione, e che abbia quindi sbattuto sulle rocce sporgenti prima di cadere in acqua. Quel colpo potrebbe averlo ucciso, oppure solo fatto perdere i sensi e la caduta nel laghetto in stato di incoscienza avrebbe poi fatto il resto, con la morte sopraggiunta per annegamento. Il corpo è stato recuperato in poco tempo dai sommozzatori, che l'hanno rinvenuto a poca distanza nella stessa pozza d'acqua in cui si è tuffato.

UN ALTRO LUTTO - Meno di un anno fa, era il 25 settembre dello scorso anno, un episodio analogo colpì la comunità delle frazioni cesenati lungo il Savio. A San Carlo di Cesena, un ragazzino di appena 14 anni, si tuffò nel fiume Savio per un bagno con gli amici e anche in quel caso non ritornò più in superficie. Il suo corpo fu recuperato dai sommozzatori a poca distanza nel fiume.

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