Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca

Addio al vigile Roberto Patrizi, muore dopo 20 giorni dallo schianto con l'ultraleggero

L'agente di Polizia Municipale Roberto Patrizi, è morto venerdì, in seguito alle gravi lesioni riportate precipitando con l'ultraleggero che stava pilotando il 21 luglio scorso

L’agente di Polizia Municipale Roberto Patrizi, è morto venerdì, in seguito alle gravi lesioni riportate precipitando con l’ultraleggero che stava pilotando il 21 luglio scorso.  Nativo di  Città di Castello, era di servizio a Cesena. Il 37enne, nel terribile schianto avvenuto in Toscana, aveva riportato fratture e ustioni gravissime ed era ricoverato a Pisa. “Desideriamo esprimere ai familiari la nostra vicinanza e il dolore dell’Amministrazione comunale e dell’intera città. Abbiamo sperato fino all’ultimo che, con la sua forte fibra, riuscisse a superare le gravissime conseguenze dell’incidente di cui era rimasto vittima nel luglio scorso. Purtroppo non è stato così e oggi ci troviamo a piangere la sua scomparsa, ricordando il senso del dovere, spirito di servizio e dedizione al lavoro di cui ha dato testimonianza nei tre anni di vita professionale trascorsi nella nostra Polizia Municipale”.

Così il sindaco Paolo Lucchi e l’assessore alla Polizia Municipale Ivan Piraccini manifestano il loro cordoglio. Anche il Comando di Polizia Municipale di Cesena manifesta il proprio dolore alla famiglia Patrizi per la scomparsa di Roberto, che faceva parte della P.M. di Cesena dal 1 giugno 2010 dopo aver lavorato , sempre come agente , nei comuni di Sansepolcro, Senigallia e Jesi. A Cesena ha dato il suo prezioso contributo nel Reparto Sicurezza Stradale, sempre in linea con gli obiettivi del Comando, in perfetta sintonia con le modalità operative che lo hanno visto impegnato in una attenta e rigorosa attività di prevenzione e di repressione delle violazioni di norme di comportamento che mettono a rischio l'incolumità degli utenti deboli della strada.

Carattere schivo e riservato, ha sempre testimoniato orgoglio per la divisa , consapevolezza del ruolo, disponibilità verso i colleghi ed i cittadini, il tutto contraddistinto da una profonda umanità.  Così lo ricordano i colleghi.

"Ricordo che a fine 2012 si era ventilata la possibilità di un riavvicinamento alla sua Città di Castello mi chiese il nulla osta per la mobilità – racconta il Comandante Ernesto Grippo - gliela concedemmo in tempo reale per andare incontro ad un suo legittimo desiderio ma purtroppo la possibilità svanì. Ha continuato  a lavorare senza se e senza ma con costante impegno e professionalità. La P.M. di Cesena perde un collega, piange un amico, rimpiange un agente modello".

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