Renata è morta, era tra le persone più anziane del mondo: avrebbe compiuto 113 anni tra pochi giorni

Una città con tanti "over 100", quella romagnola, che aveva tra le sue decane la signora Renata Bianchi, 112 anni e tra le persone più anziane del mondo

Era proprio di questa mattina la notizia, diffusa attraverso un comunicato del Comune di Cesena, in cui si illustravano i dati dei centenari nella città malatestiana. Per ultima, la signora Maria Fabbri che aveva appena spento le 100 candeline con tanto di visita del sindaco Enzo Lattuca. Una città con tanti "over 100", quella romagnola, che aveva tra le sue decane la signora Renata Bianchi, 112 anni, tra le persone più anziane del mondo.

Ma, ironia della sorte, la signora Renata proprio in queste ore è deceduta. La decana cesenate avrebbe compiuto 113 anni tra 11 giorni, essendo nata il 16 ottobre del 1906. Una longevità straordinaria raggiunta in una forma invidiabile anche negli ultimi anni, nonostante la vita non le abbia risparmiato dure prove: è rimasta vedova quando era ancora giovane, e ha perso due figli in tenera età. Anche il terzogenito se n’è andato troppo presto. E nonostante tutto, Renata non si è mai persa d’animo. Dopo una vita passata a lavorare nella fornace di S. Egidio come operaia, una volta arrivata all’età della pensione non ha potuto godersi il meritato riposo, ma è stata costretta a cercare nuovamente impiego come colf per arrotondare il magro assegno percepito.

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Particolarmente vivi i suoi ricordi del tempo di guerra -  la fame, la miseria, le continue corse al rifugio antiaereo sotto la rocca – e, in particolare, di quando fu assoldata per lavare gli indumenti dei militari inglesi. “Mi ero offerta come volontaria – racconta -, con la speranza di portare a casa un po’ di sapone, perché io non ne avevo neanche l’ombra. Terminato il primo incarico il capitano, mi chiese quanto dovevo avere e io risposi che non volevo niente e che, se proprio voleva, poteva darmi qualcosa da mangiare per la mia famiglia. Il capitano mi rispose che mi avrebbe dato da mangiare, ma che voleva pagarmi. Così da quel giorno divenni la lavandaia degli inglesi e mi trasferii nelle cantine dell’ albergo Leon D’oro. E premurosamente, ogni volta che pranzavano e cenavano, il capitano veniva chiamarmi per portarmi di sopra a tavola con loro”. Ora se n'è andata, e con lei un bagaglio infinito di ricordi: Cesena ha perso la sua nonna. Addio Renata.

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