Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Addio a Italo Mirri, portò il sogno degli apparecchi elettrici nelle case dei cesenati

Negli anni Sessanta aprì un negozio di elettrodomestici, che gestì fino a fine anni '90. Tra le sue passioni il calcio e l'attaccamento per il Cesena

Mercoledì Cesena ha dato l'ultimo addio a Italo Mirri morto lunedì all'età di ottantasette anni. Ai più giovani il suo nome non dice molto, ma a coloro che hanno i capelli bianchi questo  è associato “Al Risparmio di Mirri” uno scintillante negozio a più vetrine che dai primi anni Sessanta dello scorso secolo, salvo un piccolo intervallo in via Renato Serra, si trovava in via Cavour proprio a fianco della pasticceria Luciano e venne chiuso dal titolare al momento della pensione nei primi anni Novanta.

Quell'attività commerciale in una Cesena che solo allora si sollevava dalla guerra e incominciava il cammino per diventare la città di oggi e che, grazie al boom economico di quei tempi, aveva sete di cose nuove meglio ancora se tecnologiche in made in Japan, rappresentava una grande novità forse inconcepibile oggi. Tutto nacque dalla mente di Mirri quando giovanissimo, nei primi anni Cinquanta, andò a lavorare a Milano e si trovò proiettato nel mondo dell'elettricità che stava stemperandosi nell'elettronica e nella televisione che stava diventando di massa grazie alle grandi catene di vendita su modello americano e del tutto sconosciute in provincia. Una volta tornato a Cesena  mise in pratica quanto visto e assimilato,  offrendo il nuovo tecnologico  a una popolazione che fino allora come massimo della tecnica erano le voluminose radio a valvole della Philco e della Phonola.

Ora i cesenati  potevano  sognare e magari comprare  un televisore in bianco o nero marca Vega, Mizar o Thompson oppure i primi stereo  hf che di alta fedeltà  forse non avevano molta, ma di confusione ne facevano. Italo Mirri capì questo e con la lungimiranza e i limiti di allora creò quello che oggi possiamo paragonare in città ai vari Uniero, Trony, Comet.  Ma non fu solo questo, lui stesso si metteva in gioco nel negozio e preparava anche in maniera meticolosa i propri commessi, non per niente fu un primo esempio di grande vendita assistita deve il cliente poteva chiedere e scegliere su molti prodotti elettrici ed elettronici similari in base alle sue esigenze e alle sue tasche. 

Inoltre “Per primo capì – dice Gabriele Papi, giornalista e storico di Cesena – l'importanza della comunicazione locale. Con i dovuti distinguo relativi ai tempi, infatti parliamo di quaranta o cinquanta anni fa, Italo possedeva una delle prime cineprese elettroniche  a nastro di una marca giapponese. Roba da museo oggi, ma con questa riprendeva le partite del Cesena di cui era grande tifoso. Anni eccezionali quelli, la squadra del Cavalluccio stava iniziando, grazie al conte Rognoni, il grande percorso che dai tornei per dilettanti la proietterà nella Coppa Uefa e in quella dei Campioni. Seguiva la squadra anche in trasferta e con le sue riprese gli allenatori studiavano la partita e il comportamento dei giocatori in campo. Il bello era, e qui è la grande novità, che queste partite le trasmetteva, di solito il martedì, nei televisori delle vetrine del suo negozio. E allora tanta gente scoprì il Cesena Calcio e si avvicinò a quello sport”.

Narrano le cronache che grande era la folla che assisteva a queste proiezioni che spesso doveva intervenire la polizia urbana per allontanare chi era di troppo, oppure per regolare il traffico. A quei tempi corso Cavour era a doppio senso di circolazione e molto diverso come per gli riservati spazi a pedoni e auto e anche il grande numero di biciclette parcheggiate creavano grossi intralci. Avveniva anche, nelle occasioni di proiezioni di importanti partite, che gruppi di persone, tra cui molti giovani, stazionassero davanti alle vetrine già da molto prima dell'inizio dei filmati creando difficoltà non solo alle auto, ma sollevando le ire dei residenti  per gli schiamazzi. Di Italo Mirri oggi restano decine e decine di nastri girati durante le partite del Cesena di quegli anni, un magazzino storico notevole che meriterebbe di essere ripreso e restaurato. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Addio a Italo Mirri, portò il sogno degli apparecchi elettrici nelle case dei cesenati

CesenaToday è in caricamento